giovedì 5 marzo 2026

Tracce di Comunicazione Empatica...



Tempo fa ho partecipato a un laboratorio seminario sul tema della comunicazione empatica durante il quale sono stati realizzati disegni appunti e mappe concettuali. dopo un po' di tempo ho pubblicato sul libro dei fessi due post che mi avevano colpito, il primo riportava il disegno di uno sciacallo in nero che rappresentava appunto il linguaggio sciacallo, sotto c'era scritto: entra nelle dinamiche, si sente attaccato, attacca. Un altro disegno in rosso di una giraffa metafora del linguaggio giraffa perché è empatica ha il cuore grande e vede dall’alto la situazione. dopo qualche giorno ho ricevuto la seguente critica con la mia successiva risposta

 
Tacciare QUALUNQUE animale di negatività intrinseca, esistenziale, è di per sé non comprendere la natura, ma manipolarla, stravolgerla. Gli sciacalli fanno opera di compostaggio, divorando animali morti o morenti. D'altra parte lo stesso fa il "nobile" leone, atterrando gli anziani e malati del branco. La natura è un insieme biologico, la soluzione è comprenderne la macro funzionalità organica. Superare l'ottica preda-predatore, e vedere come mantenere la salute ottimale dell'organismo planetario. E questo vale anche per la salute di qualunque gruppo, collettivo, cooperativa: chi entra a gamba tesa per predare è sciacallo solo se non ha la forza di spaventare il gruppo e a meno di esser moribondi, basta un calcio per atterrarlo. Sennò è un leone che si mangerà la persona più vulnerabile. E se attacca il capo? È ovviamente della stessa specie, che sfida il maschio/femmina alfa. Inventiamoci un nuovo modello di convivenza, che sia umano, ma non scimmiotti né degradi gli animali. Ben più sacri di noi.
 
… sono semplici figure metaforiche ideate dallo psicologo americano Marshall Rosemberg per spiegare la comunicazione non violenta, semplici disegni venuti fuori durante un laboratorio di comunicazione empatica, pure belli a livello creativo e nei colori, il nero per il linguaggio sciacallo il rosso per il linguaggio giraffa, li ho semplicemente riportati come documentazione iconografica, cmq nessun riferimento agli animali soprattutto valenze negative o positive, semplicemente figure descrittive rappresentative. d altra parte cè sempre nella storia dell’umanità un riferimento mitico simbolico ad alcuni animali, come per esempio il lupo o il serpente, ovvio quel che dici e riferisci in una dimensione di ecologia naturale animale e ambientale…
 
 
 
L’ALBERO DELLA VITA 
o dei bisogni universali
AUTONOMIA
libertà di fare le scelte 
CELEBRAZIONE
della vita dei sogni realizzati
delle perdite (persone amate, sogni)
INTEGRITA’
autenticità, auto realizzazione (imparare)
creatività, trovare o dare significato
INTERDIPENDENZA
accettazione, amore, appartenenza
comunità, apprezzamento, calore umano, comprensione
contribuire, arricchire, proteggere la vita
delicatezza, empatia, fiducia, giustizia, intimità
onestà, rispetto, sicurezza, stima
sostegno
BISOGNI FISIOLOGICI
aria acqua cibo contatto
espressione sessuale, movimento
protezione, riposo
GIOCO
divertimento, ridere, scherzare
COMUNIONE SPIRITUALE
armonia, bellezza
ispirazione
ordine, pace
 
La definizione che la comunicazione empatica fa di bisogni universale è un po' particolare. Bisogni universali sono le risorse e le qualità che rendono la vita soddisfacente e che gli danno un senso. Ci sono i bisogni fisiologici della vita - aria, nutrimento, una certa temperatura. Per esempio ad ogni respiro soddisfo il mio bisogno di ossigeno. Ci sono anche i bisogni emotivi, psicologici, intellettuali, spirituali. Per parlare in questo momento per esempio abbiamo bisogno di concentrazione. Quindi ogni 5 secondi abbiamo bisogno d’ispirare aria per mantenerci in vita e a seconda delle circostanze possiamo aver bisogno di comprensione, di pace, d’integrità, di autonomia o di rispetto, di riposo, di divertimento, di empatia… in questo senso diciamo che siamo universali. Quando i bisogni sono soddisfatti “stiamo bene”. Quando non sono soddisfatti “stiamo male”. Possiamo sapere lo stato dei nostri bisogni in un certo momento grazie alle nostre sensazioni, alle nostre emozioni e ai nostri sentimenti. Se abbiamo fame sappiamo che abbiamo bisogno di nutrimento. Se ci sentiamo irritati forse abbiamo bisogno “di essere presi in considerazione” (bisogno di rispetto).

Ferdinando Renzetti 



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