sabato 20 novembre 2021

Democrazia, giustizia e libertà... esistono solo in chiave bioregionale

 


La Giustizia, nella sua totale inefficienza (voluta dal potere politico ovviamente) si prepara a diventare una fonte di  entrata aggiunta per gli “amministratori” che ci governano.. e lo vediamo già nel fatto che il cittadino per ottenere giustizia deve sobbarcarsi le spese di querele di parte… mentre –ad esempio- le multe,  le pene tributarie e le ammende (a favore degli “amministratori”) sono l’unica cosa che funzioni nella gestione della Giustizia. Questo sistema legislativo, farraginoso, petulante, burocratico e  iniquo è solo un  modo per spremere i cittadini  e mantenere il controllo dei potenti sulla società...

Ma parliamo ora  della “democrazia” che ha consentito questo stato di cose.  Forse  il fatto ultimo che ha sancito uno scollamento finale fra il popolo, che elegge  la sua rappresentanza parlamentare, e l’esercizio democratico,  è stata la Legge maggioritaria che abolisce il proporzionale e  che ha stabilito chi  sono i capibastone in grado di  nominare i deputati od i senatori, questo con l‘accordo di destra e sinistra.

Il potere  di  “indicazione” di chi ci governa  non è più, nemmeno nell’apparenza formale,  un fatto politico (o ideologico) ma è il risultato di  uno strapotere “altro” che copre tutto l’ambito sociale e culturale, essendo basato sulla capacità di “convincimento” delle masse,  sulla creazione di   umori  e sulla pubblicità elettorale,  saldamente in mano ai poteri economici e finanziari che hanno in mano Tv, giornali, radio, cinema, editoria, mode, etc.  ed ora anche il web.

Insomma la “democrazia della minoranza”, meglio chiamarla "oligarchia dei potenti"  è un dato di fatto, e questa minoranza è semplicemente quella che è “in grado” di gestire il potere, si tratta una minoranza astuta e speculativa, una minoranza che sa come spiegare al popolo ciò che deve essere fatto per il suo bene. E non è vero che questa stretta minoranza sia in disaccordo  al suo interno (ovvero che esistano fazioni avverse che spingono per una soluzione o per l’altra) e la prova è stata dimostrata negli ultimi anni di  Governo, e nell’avvicendarsi delle due compagini apparentemente opposte, con il fatto che le leggi promulgate   dal Centrodestra  vengono poi  fatte proprie e “migliorate” (in senso dispregiativo) dal Centrosinistra, e viceversa.  Sino ad arrivare all'attuale "governissimo" del banchiere Draghi e del "tutti dentro". La greppia è capiente!

Oggi assistiamo però al degrado sempre più forte della qualità di vita sul pianeta Terra, anzi c'è il rischio sempre più evidente che la vita umana possa scomparire, in seguito all'inquinamento, alla sovrappopolazione, alla sfruttamento cieco delle ultime risorse vitali, etc. etc. La vita è a rischio di sopravvivenza… e sapete chi  si candida a   modificare questo stato di cose? Paradossalmente sono gli stessi poteri che hanno condotto  sin’ora  l’umanità alla rovina… solo i potenti che stanno dietro alle quinte e che vivono anch’essi sul pianeta (e forse  hanno iniziato ad aver paura per la loro incolumità e discendenza)  che vorrebbero arrestare questo processo distruttivo diabolico… ma  per farlo devono essi stessi rinunciare a  voler ulteriormente determinare il futuro del mondo, poiché il loro metodo è viziato, dall’egoismo e dalla cecità dell’interesse privato…

Il dramma è che a forza di  indirizzare le masse questi potenti sono riusciti a creare un inebetimento generale, un abbassamento dell’intelligenza umana. 

Ed ora che fare? Semplice: “occorre circoscrivere l’incendio”  e rimboccarsi le maniche ripartendo da zero, dalla “democrazia diretta”… quella delle piccole comunità e delle bioregioni.  La “civiltà dei consumi”  è finita…  Andiamo verso la “civiltà dell’ecologia profonda”.

Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana




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