lunedì 17 gennaio 2022

Ritorno alla Natura. Ecologia profonda e luna piena


Luna quasi piena in Cancro riflessa 

Il 16 gennaio 2022, a Spilamberto, abbiamo compiuto una funzione  di carattere bioregionale  per auspicare un ritorno dell'uomo alla Natura. Eravamo in sei avventurosi, 2 maschi e 4 femmine,  ed abbiamo approfittato dell'avvicinarsi della luna piena  per sparpagliare qui e lì alcune sementi di legumi ed altri ortaggi, inoltre abbiamo gettato briciole di pan secco per nutrire gli animaletti che stentano a sopravvivere nel freddo inverno. Il rito  compiuto sulle rive del fiume Panaro aveva anche lo scopo di salutare  la luna piena in Cancro (del 18 gennaio) e l'avvicinarsi del   prossimo mese lunare  dedicato alla Tigre, che inizia il 19 gennaio. 

Tra l'altro il 1 febbraio inizierà anche l'anno dedicato alla Tigre (d'Acqua) e queste coincidenze unite al fatto che la composizione del nostro gruppetto corrispondeva alla composizione dell'esagramma Lin, dedicato appunto alla Tigre -due linee intere (yang) che dal basso salgono verso le 4 linee spezzate (yin) soprastanti- ci ha confortato nel nostro porci in sintonia con il momento presente.

Cinque dei sei
la sesta (con Ice)


Il nostro può essere considerato a tutti gli effetti un rito "ecologista". La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa casa, ha cioè la stessa radice di economia, e questa filiazione etimologica mi ha sempre affascinato. Infatti attraverso l’ecologia, soprattutto quella profonda, ho appreso a considerare la natura come la mia vera casa cercando inoltre di trarre da essa il mio sostentamento.  

La riscoperta dell’appartenenza alla “Casa Terra” è un modo per riconoscere la sacralità della vita, in tutte le sue sfaccettature,  e fra  i misteri naturali, quelli che maggiormente mi intrigano sono quelli legati alla conoscenza delle piante.  

Certi segreti solo le piante sanno conservare. Le piante indubbiamente sono gli esseri viventi più vicini allo spirito primordiale e sono le depositarie del potere magico della vita. Basti pensare che all’inizio della religiosità e della divinazione sono state le piante a dare le prime immagini di un mondo “psichico”  che si accompagna a quello materiale.

L’uomo vagando nella natura ha scoperto le proprietà di alcune piante “spirituali” che gli hanno consentito di riconnettersi al cosmo. In India ad esempio la celebrazione  della luna piena di gennaio, mese di Makar,   è particolarmente importante perché rappresenta un nuovo inizio dei cicli naturali.

In Europa e nel mondo occidentalizzato -purtroppo- la tendenza a razionalizzare tutta la conoscenza ed a irreggimentare il computo del tempo in modo  artificiale  è una delle cause principali  del conflitto con i cicli  della Terra e della natura tutta. Questo tentativo d’imporre forme-pensiero utilitaristiche  ai flussi stagionali e cosmici (che, in realtà, dovrebbero governarci), sta causando una distonia sempre maggiore con la Terra, causando violenza anche ai nostri sistemi energetici e biologici.

E’ come se il nostro sistema si nutrisse di cibo non cresciuto naturalmente, negli orti, ma in fabbriche, usando ingredienti sintetici. Per l’umano, il modo di vivere il tempo è, nella società attuale, puramente artificiale.

Fortunatamente restano delle “fessure esperienziali” che possono ricondurci alla naturalità  ed una di queste fessure è rappresentata dalla luna piena di gennaio in Cancro. In questo momento, dopo il solstizio invernale,  le inibizioni si allentano, ci sentiamo più vicini alle nostre origini ed inoltre i raggi lunari sono particolarmente forti e  ci suggeriscono  nuove prospettive di condivisione olistica.

Paolo D'Arpini  (con imprimatur di Caterina Regazzi)





















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