sabato 3 settembre 2022

Non avrai altro Trattato globale sul disarmo nucleare all’infuori del TNP...



Bilancio della Decima conferenza di Riesame (per una maturazione strategica del movimento antinucleare internazionale)


Da 52 anni le Conferenze di Revisione del Trattato di Non Priliferazione (TNP) sono, in un certo senso, fallite per il rifiuto delle potenze nucleari di ottemperare agli obblighi dell'articolo VI del TNP a indire "trattative in buona fede" per il disarmo completo: l'unica prospettiva che può risolvere il problema della sicurezza umana e del Pianeta. 

Un passo minimo in questo senso potrebbe essere proprio il No First Use, ma le potenze nucleari, con la sola eccezione della Cina, da questo orecchio sembrano non volerci proprio sentire. Ecco da dove nasce la ribellione del "percorso umanitario", il Trattato che proibisce anche il solo possesso delle armi nucleari, che - adottato nel 2017 e valido per i 66 attuali Stati ratificanti - a Vienna in giugno ha tenuto a battesimo il suo primo Riesame, e che a New York si è fatto sentire con forza: 145 Stati hanno firmato e presentato una Dichiarazione promossa dal Costarica volendo sottolineare che TNP e TPNW sono "complementari". Anche gli aderenti al TPNW hanno rilasciato una loro dichiarazione nella sessione conclusiva.

Tuttavia, a dimostrazione dell’imortanza essenziale di un approccio complesso (la realtà è formata da una pluralità di dimensioni che si intersecano e interagiscono), la spinta alla ribellione degli Stati non dotati di armi nucleari (NNWS) trova un limite culturale ed un freno operativo nella stessa credibilità accordata, maggioritaria in tale gruppo di Stati, alla promessa originaria del TNP: “Noi potenze nucleari del consiglio di sicurezza siamo legittimate (temporaneamente) a possedere le armi nucleari perché in cambio ci impegniamo al disarmo da perseguire (senza però una scadenza precisa); e appoggiamo gli Stati non nuclearmente armati a sviluppare il nucleare civile, riconosciuto come loro diritto”.

Buona parte degli Stati non nuclearmente armati, governati da élites egemonizzate da culture tecnocratiche, accordano a questa promessa l’attrattiva di un sogno proibito, e farebbero carte false pur di entrare nel club dei 44 Stati con capacità nucleari, proprio con l’aiuto di USA, Russia, Francia, UK e Cina!

Se si guarda alla bozza predisposta dal presidente argentino (anche sulla base dei documenti delle commissioni), appare lampante la predominanza accordata al tema del nucleare civile che occupa i tre quarti dello spazio del testo, sia nel preambolo che come intitolazione di capitoli e numero di paragrafi.

La Conferenza di New York, se avesse adottato la bozza del presidente argentino, avrebbe riaffermato proposizioni del tutto indigeste per ecopacifisti antinucleari minimamente coerenti...

Riflessioni di Alfonso Navarra dopo l’incontro online, organizzato dai Disarmisti esigenti, di Martedì, 30 agosto 2022





Nessun commento:

Posta un commento