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lunedì 7 maggio 2018

Il bioregionalismo non è solo poesia! - "Eccoci qui ed ora…."


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Si pensa che un bioregionalista, ovvero un riabitante della Terra, sia qualcuno animato di buone intenzioni che si ritira a vivere  in un vallone solitario dell'Umbria, per poi raccontare storie, sogni di vita bucolica ricchi di  immagini. 


La capacità di emettere forme pensiero rendendole visibili nella mente altrui  è una  azione sciamanica.  Questa è anche la capacità del poeta, dell'artista o di chiunque "rinunci" alla descrizione logico analitica attingendo direttamente all'inconscio. 

Ed è perfettamente vero che occorre ritornare all'osservazione della natura, riprendendo un contatto diretto con tutto quel che vive.   Eppure lo Spirito naturale, il "Genius Loci",  non può essere descritto ma solo sperimentato,  le evocazioni sono simboli da cui "appare" che il luogo non è diverso dal sé attraverso il quale viene sperimentato... ma forse questa  è solo una mia sensazione. 

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Ritengo comunque che  la  spiritualità bioregionale  risieda nel permanere in quello stato "naturale" in cui ogni differenza fra veggente e visto scompare. Ed a questo punto che senso ha continuare a tentare di descrivere l'indefinibile (a causa della limitazione della mente)? Quel che "è" è pura e semplice coscienza, né persona né luogo, né uno né due … e nemmeno zero! 

Lasciamo quindi da parte la metafisica onirica e parliamo veramente del "luogo" -della bioregione-  in cui ci troviamo. 

La "nostra" terra viene oggi inquinata e svilita in vari modi, con le onde elettromagnetiche che attraversano i campi, con le discariche avvelenate, con le ciminiere puzzolenti delle  centrali elettriche, delle industrie pesanti e  degli inceneritori per rifiuti.  A cui si aggiungono  i pesticidi usati nelle monoculture, gli espropri di orti e campagne per costruirvi inutili capannoni  e case su case. Poi ci sono gli scarichi fognari non o mal depurati di parecchi comuni, pozzi artesiani non controllati ed il continuo pompaggio di acque profonde operato da vari enti e dalle concessionarie di acque minerali, che contribuiscono ad impoverire le falde sotterranee e consentono all'inquinamento di scendere sempre più giù, sempre più giù! 

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Se vogliamo che il fascino della vita in questa Terra  abbia un senso e sia possibile anche per le generazioni future è giunto ora il tempo di scelte improcrastinabili, legate alla nostra alimentazione ed alle nostre  abitudini, al tipo di beni di consumo utilizzati, al nostro approccio generale nei confronti del pianeta e della società di tutti i viventi. 

Il riconoscimento del valore del nostro habitat, in quanto fonte di vita, è semplicemente necessario poiché noi non siamo separati da esso, non siamo alieni su questa terra che così brutalmente e stupidamente distruggiamo, tutto ciò che vien fatto di male ad essa lo facciamo a noi stessi. 

E non basta dirlo che "dobbiamo diminuire i consumi e limitare la sudditanza energetica da fonti non rinnovabili".  Economia ecologica  non è  fatta solo  di chiacchiere o speculazioni filosofiche. Economia significa "dare un nome all'ambiente" e ciò che ha un nome ha pure una sua realtà, una sua ragione d'essere, ed è vivo. 
Poesia, magia, accoglienza, etica? Chiamiamo le cose con il loro nome...

Paolo D'Arpini  

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Rete Bioregionale Italiana
bioregionalismo.treia@gmail.com

martedì 4 settembre 2012

7 settembre 2012 - Incontro senza programma a Calcata

La metà di Paolo D'Arpini a Calcata


7 settembre 2012 - Uffah, uffah.. ed uffah mi tocca proprio passare una notte a Calcata

La vacanza treiana volge al termine... Ieri sono stato alla Proloco di Treia per informarmi sui pulmann da e per Ancona (Via Macerata) in modo da essere pronto per il mio eventuale ritorno in solitario... quando dovrò essere qui nuovamente ad ottobre.

Il sette settembre Caterina ed io ci mettiamo in viaggio verso Calcata. Figli e nipoti mi aspettano.. Non posso tradire la loro aspettativa, in fondo un pezzo di me è rimasto  lì, nella valle del Treja.. E di me si ricorda anche il comune di Calcata che continua a mandarmi bollette arretrate e nuove (per questo o per quello, malgrado io non sia più lì residente). Dei vecchi abitanti invece non ho avuto più notizie (nemo profeta in patria).. intrattenendo contatti solo con chi venendo da lontano  mi conobbe  visitandomi nella vecchia sede del Circolo Vegetariano, in quel locale che meriterebbe  ancora  di essere vissuto...

Capanna nel Tempio della Spiritualità della Natura - Calcata


Chissà, forse mio figlio Felix e sua moglie Sofia riusciranno a vivificare nuovamente quel luogo.

Calcata per me croce e delizia... Giorni addietro parlandone con Antonio D'Andrea  che mi suggeriva di fare una grande rimpatriata a Calcata, per festeggiare il ventennale della nostra amicizia, lì nata, risposi immediatamente che Calcata non era il luogo adatto ad un revival qualsivoglia...revival significa rivivere ma Calcata (per me) ormai è solo uno scenario, un teatrino colorato per la domenica degli arrembaggisti metropolitani...

Caterina Regazzi, in piedi a sinistra, nella Yurta di Cingoli

Anche ieri l'altro, essendo con Caterina a Cingoli nella yurta, dopo i canti, Upahara mi chiedeva se mai saremmo  riandati  a Calcata e mi ricordava tutte le belle esperienze vissute lì, cantando e meditando su madre Kali,  nel Tempio della Spiritualità della Natura. "Non hai nostalgia di Calcata" Mi chiedeva? Ed io: "Sono stato in trincea a compiere il mio dovere per trentatre anni, e sono sopravvissuto... Non sono finito in croce. Ora per fortuna la guerra è finita... Ho dato l'addio alle armi ed a Calcata. The war is over!" 

Vorrei però dedicare un po’ del mio tempo raccontandovi quel che so e quel che ho intuito su Calcata (come luogo e come genius loci). Vorrei dire da subito che un luogo come Calcata, pur ammettendo la sua peculiarità, ha un significato ed un valore esclusivamente col tipo di “presenza” che lì si manifesta. Se siete avvezzi a trattare temi esoterici capirete subito che -ad esempio- Gerusalemme ha un valore non per l’architettura o per il panorama ma per la storia e la presenza psichica che lì si è manifestata, anche ammettendo che l’architetttura ed il panorama abbiano contribuito ad attrarre particolari psichismi.

Questo è il caso anche di Calcata, infossata in una valle circolare percorsa dal fiume Treja, una sorta di immagine induista del sacro Shivalingam (unione fra il maschile ed il femminile) ed è così che spontaneamente sorse la leggenda del prepuzio, trovato da una vergine, e custodito poi in una chiesa di questo paesino per secoli praticamente sconosciuto e completamente isolato (vera immagine del femminino segreto).

 

Paolo D'Arpini nella Valle del Treja a Calcata

Inoltre l’attrazione che ha caratterizzato Calcata verso un certo di tipo di persone, benevole e malevole, Yin e Yang, è un altro aspetto importante del luogo.. Ma ora, l’eccesso dello Yin nel cucuzzolo (sotto forma di sfruttamento turistico e di riflesso energetico passivo) ha allontanato lo yang nello spazio selvaggio della valle. Quindi quel che era yin è divenuto yang e quel che era yang si è tramutato in yin.
La simbologia è la stessa degli eventi che hanno caratterizzato la storia simbolica di Sodoma e Gomorra..
Insomma non c’era più posto per me a Calcata e quindi sono stato semplicemente “estromesso” dall’energia del luogo.. Ho lasciato però lì una presenza, mio figlio con sua moglie ed i miei nipotini, in essi riposa il seme di una nuova trasformazione..

Paolo D'Arpini, nel buio della vecchia casarsa di Calcata

Eppure il 7 settembre 2012, dovrò ancora una volta trascorrere una notte a Calcata, nella mia vecchia casarsa sulla fogna comunale. Il dovere mi chiama, sono stato richiamto per un giorno alle armi...

Figli e nipoti mio attendono.. e forse pure qualche amico, chissà...
Per incontraci, senza programma, chiamate la mia adorata Shakti, Caterina, al 3336023090.


Paolo D'Arpini
Circolo Vegetariano VV.TT.