mercoledì 15 agosto 2012

Capracotta (Isernia), 1 settembre 2012 - Finalmente on stage Vita senza Tempo con Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi

Capracotta ... viva! - Foto di Gustavo Piccinini
  

Già nei primi anni '50 del secolo scorso sarei dovuto andare a Capracotta, accompagnato da un mio zio che doveva visionare certi lavori tecnici  in Abruzzo. A quel tempo ovviamente non sapevo ancora nulla dell'esistenza di Antonio D'Andrea anzi  eravamo sconosciuti l'uno all'altro.   Ma alla fine non ci andai, forse perchè il viaggio era troppo lungo ed a quel tempo, ero ancora un bambino, soffrivo di mal d'auto.

Poi allorchè conobbi Antonio, che venne a trovarmi da Milano a Calcata nel 1992 (circa),per organizzarvi il primo Festival degli Uomini Casalinghi, sentii da lui nominare Capracotta, il suo paese originario. Mi invitò ad andarlo a trovare durante l'estate poichè -mi disse- aveva intenzione di riprendere possesso della casa avita per organizzarvi una convivenza stabile con persone in sintonia con il suo pensiero matristico, del vivere con cura.

Sono trascorsi diversi anni da allora e per una ragione o per l'altra la mia visita a Capracotta è stata sempre rimandata, anzi quasi dimenticata... Però da quando mi sono trasferito a Treia, nella bella casa antica di Caterina, Capracotta si è fatta più vicina e finalmente, dietro invito specifico dell'ass. Vivere con Cura, diretta da Antonio D'Andrea e Michele Meomartino, ecco che la mia escursione capracottana si sta materializzando.

Grazie a Caterina, mia fedele compagna ed accompagnatrice, saremo la sera del 1 settembre 2012 sulla Scalinata Falconi di Capracotta alle ore 18.00.  Per presentare il nostro romanzo Vita senza Tempo  (scambio epistolare amoroso). Ad intercalare la dizione poetica di brani tratti dal testo, con la spiegazione delle situazioni vissute, un soffuso suono d'arpa.  Infatti nell'ambito della stessa serata ci sarà il concerto dell'arpista Roberta Pestalozza.

Paolo D'Arpini


Come è nato il libro "Vita senza Tempo"

Io e Paolo D'Arpini abbiamo iniziato a conoscerci poco più di tre anni fa grazie ad una corrispondenza telematica che si è via via approfondita tanto da suscitare in me la curiosità di conoscere questa persona apparentemente abbastanza "normale" ma ad un approccio più profondo, secondo me molto "speciale" in quanto a chiarezza di vedute (sempre comunque opinabili) e a onestà di comportamento.


Così, dopo alcuni mesi di questa corrispondenza, all'inizio sporadica, poi sempre più fitta, ho colto l'occasione di alcuni giorni di ferie, per andarlo a trovare a Calcata. Uscivo da un periodo alquanto difficile della mia vita: certo, tutti abbiamo gioie e dolori ma fino a quando non siamo noi stessi a viverli, ci sembra di essere immuni a tutto e ne siamo indifferenti. Del resto, affrontare la vita vuol dire anche trovare speranza, forza e gioia sufficienti per andare avanti per la nostra strada. Dopo due anni di malattia di mia madre, Gina, originaria di Treia, e dopo aver seppellito proprio qui i miei genitori nel giro di cinque mesi, mi sono sentita "autorizzata" e libera finalmente, di pensare un po' a me stessa e di affrontare, col cuore leggero questo viaggio da Spilamberto (di circa quattro ore in auto) per raggiungere il misterioso "uomo delle grotticelle del Tempio della spiritualità della Natura".

Ne è nato subito un Amore, basato su affinità di spirito, su una visione simile della concezione della vita, basata per me sulla ricerca della semplicità.

Rileggendo per caso dopo più di un anno, alcune nostre vecchie mail, ci è venuta voglia di fare una selezione di quelle che ci sono sembrate significative, non solo per noi. Vi si parla anche di ecologia, alimentazione naturale, modi di vivere più consapevoli. Ne è scaturito un libro, "Vita senza Tempo", pubblicato con la casa editrice Viverealtrimenti

Caterina Regazzi


Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi

martedì 14 agosto 2012

Osho, Socrate, il lavoro nei campi e l'insegnamento spirituale

Osho, un po' sbiadito


Sono sicuro che Osho fosse un grand'uomo, sicuramente un maestro spirituale (un caro amico, che ha scritto vari libri ad argomento religioso, scomparso prematuramente, lo teneva in camera come un'icona), infatti gli USA, per liberarsene, lo hanno arrestato con una scusa e lo hanno tenuto uin gattabuia per 15 gg. a dormire su di un pagliericcio pieno di tallio che è velenoso anche per contatto.
Ma senza sminuire la notevole figura di Osho, se proprio vogliamo dare uno sguardo al nostro retroterra culturale, già Socrate, circa 2.400 anni fa, adottava il metodo maieutico, cioè egli diceva che il suo compito non era "versare" conoscenza nelle menti dei suoi allievi (come liquido in una bottiglia vuota) bensì di far sbocciare il seme che era già in essi.
Spirituale è qualunque cosa che ci aiuta a vedere che non siamo solo cibo e sesso, anche senza difficili esercizi di masturbazione mentale.
Basterebbe (per "ani-maiali" di città, abituati al più a battere la tastiera) andare una settimana a lavorare in una fattoria: alzati all'alba, cura le bestie (mungi, spala me.da, lava le pellacce, conserva la biada, spargi la biada), zappa la terra, pota i rami secchi, raccogli i pomodori-zucchine-melanzane, spacca la legna, fai le buche, riempi le buche, lava-stendi-raccogli-stira-rammenda-conserva i panni, cucina e poi pulisci fornelli e piatti, spazza-lava a terra, lava i vetri, aggiusta le cose rotte, etc.
Voglio vedere (sempre se si resiste...) se non provi qualcosa di spirituale, con le vesciche sulle mani, la schiena rotta, le gambe che tremolano, i piedi gonfi, la testa che gira, il fiatone, il sudore che ti cola davanti e dietro.
Solo poggiare le stanche membra su di un pagliericcio, prima di crollare addormentato, ti farà sentire in paradiso...
Tanti saluti
AlexFocus


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Commenti ricevuti:
 
 
Lolli Fabricio:  Veramente mi pare ingeneroso accostare Osho con Socrate. Osho fu condannato perchè lui stesso(ripeto...lui stesso) ammise di aver istigato episodi di teppismo nei confronti degli abitanti di un paese che non gradiva la sua setta (lui la def...inì così). Ammise persino di aver preparato una bomba batteriologica da usare contro non ricordo quale città (lui l'ammise e per questo fu scacciato dalla America). Socrate, fu il primo pacifista antesignano della storia. Preferì morire suicida che rischiare di portare disordini (molti giovani ateniesi lo amavano) nella sua città. Il suo unico delitto fu....sposare Santippe
 
 
Caterina Regazzi:  Santippe..... un mito
 
 
Ajad Paolo Milano:  Per informazione, Osho non è stato condannato, è stato avvelenato (è un po' diverso). E ve lo immaginate Osho che prepara un bomba batteriologica? Avvelenato ed espulso dagli Stati Uniti e rifiutato dalle altre "democrazie" occidentali, perché avrebbe aiutato troppe persone a crescere in libertà e consapevolezza.
 
 
Lolli Fabricio:  Mi spiace Paolo, ma dovresti informarti meglio. Osho è stato condannato perchè la sua setta (ripeto, non lo dico in termini spregiativi, ma era lui stesso che la definiva così) diverse volte era entrata in contrasto con gli abitanti del pos...to giungendo (non lui personalmente, ma diciamo che esortava con il verbo) anche a episodi di teppismo da entrambe le parti. In quanto alla bomba batteriologica, anche a me sembra incredibile, ma lui stesso ammise al processo che avevano tentato di fabbricarla per sterminare gli abitanti di questo paese posseduti dal demonio. In quanto all'avvelenamento non ne so nulla...io sapevo che era morto di cancro. So anche che dopo essere stato estradato dagli Usa tentò di entrare praticamente in tutti gli stati europei Italia compresa ma fu sempre tenuto alla larga per timore che provocasse dei disordini...certo non lui personalmente ma alcune delle persone invasate che lo seguivano e che lo consideravano una specie di divinità. Non tutti i seguaci di Osho erano equilibrati e rispettosi delle opinioni altrui, ma una parte, come purtroppo accade in tutte le religioni e simili non possedevano il dono della saggezza....dono che aveva Socrate.
 
 
Ajad Paolo Milano:  Caro Fabricio, mi piace il tuo tono sereno e aperto al confronto, quindi senza animosità proseguo il dialogo. Non so se affermi queste cose per sentito dire o per lettura, posso dirti che ho incontrato Osho in Oregon e in quel periodo i med...ia americani erano scatenati contro di lui con enormi dosi di invenzioni e manipolazioni. L'espressione 'posseduti dal demonio' ci dovrebbe far capire che siamo nel campo delle fandonie... di cui peraltro appare chiara la matrice! L'avvelenamento invece (a cura del governo americano) è dimostrato da molti libri in inglese e almeno uno in italiano intitolato (guarda un po') Operazione Socrate, basati su documenti, testimonianze e sul processo. Nel quale è stato accusato di più di cento capi d'accusa, tutti caduti. I suoi legali e discepoli lo hanno convinto a farsi estradare, essendo chiaro che lo volevano uccidere. Aggiungo che uno stato 'democratico' non può tenere alla larga un individuo mai condannato soli per il timore che... (accettano terroristi di ogni specie!), a meno che non obbedisca ad un ordine illegale emesso da una grande potenza straniera. Infine, certo non tutti i seguaci corrispondono ala grandezza del maestro, ma di questa verità è piena la storia delle religioni...
 
 
Lolli Fabricio:  Su Osho avevo letto diverse cose anni fa e avevo alcune amiche che tenevano il suo poster in camera e praticavano la meditazione in contatto con lui. E proprio questo aspetto mi aveva incuriosito (parlo di 20-25 anni fa, forse di più).... Le mie amiche erano perennemente alla ricerca di qualcosa di interiore che risolvesse il loro malessere interiore e Osho fu solo una tappa nella loro ricerca...ora credo che almeno una di loro stia affrontando la fase cattolica-integralista,le altre non so, perse di vista. Dicevo che mi aveva incuriosito e affascinato come certe menti deboli fossero disposte a farsi plagiare da chiunque avesse sufficiente carisma per farlo. Non dubito che Osho avesse ottimi principi, o meglio...non ho motivi per dubitarne in quanto quello che ha sempre detto il governo americano su di lui per me era solo carta straccia. Ma il facile degenerare verso il fanatismo di queste sette che si creano, o meglio di gruppi appartenenti a queste sette, lo ritengo insano e pericoloso. Penso lo stesso del cattolicesimo e delle sue aberrazioni, per non parlare dell'islamismo ecc...Con questo sono assolutamente convinto che Gesù fosse un'ottima persona. Insomma, per riassumere, la spiritualità dovrebbe essere una cosa interiore, intima e privata. Quando senti il bisogno di condividerla con il gruppo, io dubito....ma il mondo è bello perchè siamo tutti diversi.













Articoli di riferimento su Osho: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/search?q=osho 

lunedì 13 agosto 2012

Michael Talbot: "L'Universo è un ologramma in movimento.."

La stella che illumina l'Universo - Dipinto di Franco Farina
 
 
Buona sera Andrea. Questa lettera la invio a te quale professore universitario di fisica ma la invio anche ai miei altri amici perchè non mi costa niente e forse in altro modo potranno essere  interessati anche loro.
 
Prima ti farò una breve premessa per spiegarti come mi è arrivato per le mani questo libro (The holographic universe di Michael Talbot)  che in pochi giorni ho letto due volte con grandissimo interesse e poi ti elencherò le conclusioni degli scienziati che mi hanno colpito di più e così spero di poter conoscere la tua opinione in merito.
 
Siamo arrivati a Città del Capo il 28 luglio sera e eravamo a circa 4 ore di viaggio in macchina per arrivare a Stillbay. Secondo la prassi sud africana non si può transitare vicino degli amici senza andare a salutarli ma non per prendere un the o per un pasto ma come minimo per due giorni.
 
Tutte le case hanno più di una camera per gli ospiti quindi siamo  prima rimasti per quatto giorni con Lisa e Frederik ingegnere in pensione che la mattina presto quando ero ancora a letto senza dirmi niente mi ha cambiato l’olio della macchina e per ultimi con Anet e Paul.
 
Paul ha 50 anni e in passato ha fatto il minatore e il pugile e adesso ha una ditta che fornisce gli agricoltori della zona e purtroppo da qualche anno soffre di parkison, Anet è una splendida casalinga con dei figli molto belli, due persone straordinarie.
 
Tutte le case che ho visitato in questo paese sono sempre piene di libbri perchè qui tutti leggono moltissimo ma quella di Anet ha tutte le stanze  sommerse dai libri e cosi la casalinga Annette conoscendo i miei interessi mi ha regalato il libro che ti ho idicato in cima e che lei aveva gia letto. Venerdi 3 agosto siamo arrivati a Stillbay
 
E ora il libro:
 
Un ologramma è una immagine tridimensionale creata con un laser e diversi scienziati credono che l’universo sia un gigantesco ologramma, una illusione, come gli indiani gia pensavano molte migliaia di anni fa. Una proiezione da un livello di realta che è aldilà di spazio e tempo.
 
La scienza non è cosi obiettiva come noi crediamo.
 
Nell’universo c’è  molto di più di quello che viene generalmente accettato.
 
Se non cancelliamo i nostri preconcetti non possiamo imparare niente.
 
La memoria non è immagazzinata nel cervello ma è distribuita nell’energia del corpo.
 
Se ci facciamo male ad un piede sentiamo il dolore nel piede mentre invece il processo neurofisiologico avviene nel cervello.
 
Le cellule del cervello stimolano il cervello a seconda in cosa sono specializzate.
 
I nostri sensi comunicano con il cervello tramite onde di varia frequenza.
 
L’ologramma è il migliore modello che abbiamo per capire il funzionamento del cervello.
 
L’immagine della realtà nel nostro cervello non è una immagine ma è un ologramma.
 
I mistici da secoli hanno affermato che la realtà è una illusione (maya), quello che ci circonda è una vasta risonanza sinfonica di forme di onde che noi impariamo a conoscere solo dopo che sono entrate nei nostri senzi.
 
L’universo è strutturato come un ologramma che è iniziato al confine della materia nel mondo delle particelle subatomiche.
 
Gli scienziati hanno fatto incredibile scoperte all’interno degli atomi , completamente contrarie al senzo comune.
 
I quantum fisici hanno scoperto che se rompono la materia sempre più piccola ad un certo momento arrivano agli elettroni, protoni ecc. che non hanno più le caratteristiche di oggetti e non possiedono alcuna dimensione.
 
I quantum sono la base con la quale è fatto l’universo.
 
Un elettrone si maniferta sia come una particella o un’onda.
 
Una straordinaria proprietà di interconnessione che esiste in tutti gli eventi subatomici.
 
Le particelle subatomiche appaiono solo quando vengonono osservate. Le particelle subatomiche chiamate positronium sono due gemelle, una positiva e una negativa, diventano due quantam e viaggiano in direzioni opposte e comunicano una con l’altra instantemente ad una velocita superiore alla velocità della luce..
 
La natura è infinita e perciò può essere infinitamente piccola.
Il comportamento delle singole parti è organizzato dal tutto.
 
Le particelle subatomiche non sono indipendenti ma sono parte di un undivisibile sistema che è un passo più avanti.
 
Le cose che sembrano senza ordine non lo sono affatto.
 
I matematici non riescono a dimostrare il disordine.
 
Quando una particella sembra distrutta non vuol dire che sia persa.
Bohm descrive l’universo non come un ologramma ma come un Holomovement.
 
SONO SOLO ARRIVATO ALLA PAGINA 47 SU 302 E PERCIO'  MI FERMO.
 
Non pretendo che tu risponda ad ogni conclusione ma solo darmi una tua opinione generale.
 
Un abbraccio Roberto
Omroopa - ranastagi@email.it

domenica 12 agosto 2012

Lachezar Filipov: "...i cerchi nel grano sono messaggi da altri mondi.."

Messaggi celesti


All'inizio erano semplici cerchi incastrati l'uno nell'altro. Poi sono arrivate tutte le altre possibili forme geometriche, sempre più complesse ed arzigogolate, ma i giganteschi disegni che spuntano regolarmente con la bella stagione nei campi coltivati di mezzo mondo vengono chiamati da tutti, per antonomasia, "cerchi nel grano". O se preferite la dizione anglosassone, "Crop Circle".

Da sempre gli Ufologi li collegano all'attività di entità aliene,nonostante sia stato ampiamente dimostrato che anche i pittogrammi più elaborati possono essere realizzati - avendo parecchio tempo a disposizione e una certa abilità- da entità assolutamente umane.

Anzi, molti autori di Crop Circle si sono fatti avanti, per mostrare la loro tecnica e smontare tutte le ipotesi extraterrestri.
Eppure la convinzione che questi segni geometrici abbiano a che fare con gli Ufo resiste.

È l'opinione persino di uno scienziato bulgaro, che qualche anno fa ha sollevato un gran polverone dichiarando la sua intenzione di tradurre i messaggi contenuti nei cerchi nel grano con l'aiuto di una sensitiva in contatto telepatico con gli Alieni...

"La maggior parte di queste informazioni è frutto della fantasia dei giornalisti", si affretta però subito a spiegarmi il ProfessorLachezar Filipov. Insomma: sempre colpa della stampa...

Da 25 anni è direttore dell’Istituto di ricerca spaziale all’interno dell’ Accademia di Scienze della Bulgaria.  Ora è anche a capo del Dipartimento di astrofisica e di dinamica dello spazio, nonché promotore di un gruppo che svolge, a Sofia, attività simili al Seti americano: cerca, insomma, segnali di vita intelligente nel cosmo. L'accademico era ospite del Convegno organizzato in primavera dal Centro Ufologico Nazionale a San Marino.

Proprio qui l'ho incontrato ed intervistato per lo speciale "Oltre la Scienza- Alla ricerca dell'incredibile" in onda l'8 agosto, alle 23 e 50, su Italia 1.

Professor Filipov, Lei cosa pensa degli Ufo?
È una domanda molto importante, perché non abbiamo dei modelli alternativi di riferimento, conosciamo soltanto la biologia del nostro pianeta.
Questo è il problema quando si cercano altre forme di vita nell’universo: ci rendiamo conto che la nostra conoscenza è molto limitata. Invece forse queste creature sanno molto più noi, forse viaggiano più veloci della luce. Un eventuale contatto potrebbe risultare molto utile per le nostre conoscenze tecnologiche. >
Nel 2009, Lei ha affermato che un vostro team era riuscito a stabilire questo contatto con gli Alieni.
Sì, abbiamo cercato di creare una forma di dialogo utilizzando i cerchi nel grano, ma poi i giornali ne hanno parlato diffondendo notizie non reali...
Nei fatti, noi abbiamo rivolto 30 domande a una donna, una vera celebrità in Bulgaria, che afferma di comunicare in sogno con entità extraterrestri e dopo alcune settimane abbiamo ricevuto delle risposte nei campi inglesi, sotto forma di cerchi nel grano.
Personalmente però non credo che i risultati fossero credibili. Ora stiamo cercando di creareun nuovo progetto internazionale, per scambiarci tutte le traduzioni di questi cerchi nel grano ed unificare le informazioni.

Dunque, una smentita parziale: Lachezar Filipov continua a ritenere possibile che i cerchi nel grano siano il metodo scelto dagli abitanti di altri mondi per comunicare con il nostro. Insomma l'astrofisico bulgaro non lascia, anzi raddoppia e tenta una nuova strada di ricerca, con il coinvolgimento di colleghi di altri Paesi. Come lui stesso mi conferma.
Esatto. Ho elaborato un nuovo approccio scientifico. Ho preparato dei moduli per invitare chiunque lo voglia a contribuire alla ricerca.
I veri cerchi nel grano sono la prova reale che gli Alieni abbiano visitato e visitino la Terra e io credo che proprio nei cerchi nel grano si possano trovare informazioni molto interessanti per noi. Non ci resta che tradurli e per farlo dobbiamo capire questa lingua- probabilmente una lingua universale.

Secondo Lei i Crop Circle sono messaggi degli Alieni... Usano simboli, segni matematici o qualcosa di simile? In sostanza, cosa dicono all'umanità?
In alcuni disegni si trovano delle informazioni matematiche, in altri troviamo delle informazioni connesse con la fisiologia o l'anatomia dell'essere umano, in altri ancora informazioni astronomiche.
Credo che cerchino di mostrarci che sanno davvero molto su di noi e tentano di insegnarci a tradurre questa lingua. Per esempio, circa due anni fa, hanno parlato di alcuni eventi catastrofici nel nostro sistema solare, come l'arrivo di asteroidi e comete.
Poi ci hanno indicato alcuni problemi ecologici, ammonendoci che- se non smettiamo di distruggere le foreste- avremo presto dei problemi a livello idrogeologico. In un cerchio hanno dato prova checonoscono il nostro P greco, una costante matematica spesso utilizzata.
In altri ci hanno dimostrato che le posizioni di alcuni pianeti sono molto importanti per il nostro equilibrio. Ci sono molte informazioni, perché ogni anno abbiamo più di 100 cerchi nel grano reali, non finti.

Su questo punto, il professor Filipov è granitico: afferma con sicurezza che una percentuale piuttosto importante di esemplari di "land art" sia di origine extra-umana. I codici contenuti in queste decine di Crop Circle- valutati come risposte a messaggi inoltrati nello spazio dai ricercatori medesimi-testimonierebbero la loro veridicità. E non si tratta soltanto dei pittogrammi "made in England": alcuni di quelli ritenuti alieni-Doc dall'accademico bulgaro sono comparsi anche in Francia, in Italia, in Sud America.

Ma non è pericoloso andare a cercare questi vicini cosmici di cui, in fondo, non sappiamo nulla? E se avesse ragione Stephen Hawking?
L'astrofisico britannico ha messo in guardia: una civiltà aliena potrebbe essere tanto superiore da conquistarci e distruggerci a suo piacimento. Nel confronto con i più evoluti E.T., noi umani rischieremmo la fine degli Indios che accolsero gli Spagnoli: saremmo annientati. Ma Lachezar Filipov non condivide queste paure.
Se una civiltà aliena è tecnologicamente più avanzata di noi, non è possibile che abbia un comportamento aggressivo. La rabbia, la violenza, la brutalità sono prodotti dall'ignoranza. Sono tipiche reazioni bestiali, impensabili in una creatura evoluta. Credo che gli Alieni siano decisamente lontani da questo tipo di atteggiamenti.
Ecco dunque un altro studioso cha va decisamente contro corrente. Un altro scienziato, con una posizione di prestigio, che osa sfidare l'establishment. Un altro ricercatore- immagino- che deve aver avuto vita dura, grazie a queste sue affermazioni poco allineate.
All'Accademia delle Scienze per anni abbiamo studiato questi fenomeni.
Ora la politica è cambiata, è diventata stupida. Molti credono che le mie siano idee folli, perché non portano vantaggi economici. Per me, questa è la politica dei piccoli scienziati che hanno paura di conoscere realtà nuove e di confrontarsi con chi sa più di loro.
Siamo parte di un universo infinito, dobbiamo smetterla di considerarci degli Dei. La verità è che in qualsiasi momento il nostro pianeta potrebbe morire e la nostra civiltà scomparire.
Ma non siamo pronti al confronto con altri Esseri. Se arrivassero gli Alieni e ci offrissero una sorta dienergia pura, cosa accadrebbe? Come reagirebbero le lobby economiche e le compagnie petrolifere? E se ci dessero da mangiare delle pillole che smettessero di farci essere cannibali?
Perché adesso noi oggi siamo cannibali visto che mangiano altre creature della Terra. Oppure, se ci rivelassero che si può vivere migliaia di anni? No, non siamo pronti a questi cambiamenti. C'è bisogno di una politica globale per abituarci a questo possibile incontro.

Ma Lei, Professore, pensa che alcuni governi o alcuni gruppi di poteri siano informati a proposito? Esiste davvero il "cover up", in merito all'esistenza o addirittura alla presenza, già in mezzo a noi, di creature provenienti da altri pianeti?
Sì, credo che la maggioranza dei governi custodisca dei segreti riguardo a questi contatti: i Russi, gli Americani, i Cinesi... Ognuno di questi Paesi, in questo momento, cerca di usarli per essere il più forte. Ma questo non è il pensiero corretto per poter sopravvivere nel futuro. Lo vediamo, oggi abbiamo grossi problemi ecologici globali e li dobbiamo risolvere con l'aiuto reciproco.
Il nostro futuro è correre insieme, stare insieme, eliminare le grosse differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri.
Questo è il problema della nostra Terra oggi. Se potessi parlare ai Potenti, direi loro di spendere più soldi nella ricerca scientifica per creare le tecnologie adatte a prepararci a questo incontro, così quando questi Esseri arriveranno saremo in grado di capirli e di imparare. A loro, agli Alieni, invece direi semplicemente: venite, noi siamo qua...

Sabrina Pieragostini
(Panorama.it)

sabato 11 agosto 2012

Yoga della devozione - Introduzione di Sathya Sai Baba al Bhakti Yoga della Bhagavad Gita

Sri Rada e Sri Krishna
Sri Rada e Sri Krishna
 
 
Cari Amici. Ecco l’introduzione del Primo libro: “Bhakti Yoga” dei discorsi di Sathya Sai Baba sulla Bhagavad Gita.
 
Per il sottoscritto, amante viscerale della Gita, divoratore  quotidiano nel passato di varie edizioni e commentari di vari autori, tra cui Sri Shankara Acharya, Srila Prabhupada, Swami Sivananda, Padre Anthony Elenjimittan, ecc., il “commentario” di Bhagawan Baba nella Githa Vahini e di questo testo che sto traducendo mi hanno fatto scoprire prospettive del tutto nuove, semplici, essenziali e di estrema praticità. Talmente folgorato che ho smesso di leggere tutte le altre e leggere sempre e solo queste.
 
Beh…… direbbe un amico….. se non fosse così…. che Bhagawan sarebbe Baba?
 
Ricordo che rimasi scioccato, stupito, pieno di gioia quando mi imbattei nel concetto del “Mama Dharma”, cioè dell’essenza della Gita data da Baba.
 
La Gita ci esorta a compiere il nostro vero dovere.
 
Tutta la Gita è solo una parafrasi della vita umana:
L’uomo sul campo di battaglia, che è la vita di ogni giorno, ad un certo momento è preso dallo sconforto e dalla disperazione di vivere in questo mondo che non sente più a sua misura..….la tentazione è di gettare la spugna…..ed è lì, nel momento di più buia disperazione, che invoca l’aiuto del Maestro, di Dio, che come un Amico suggerisce cosa fare e soprattutto lo invita a  fare il suo dovere sempre e comunque nonostante le difficoltà.
 
E se tutto viene fatto come offerta al Divino allora le difficoltà si trasformeranno e verranno anestetizzate dalla Grazia del Signore.

 
Ed il concetto di Sharanagathi: accettare tutto ciò che viene come volontà del Signore.
 
Offro questa traduzione umilmente ai Divini Piedi di Loto di Madre Sai, che instancabilmente ci consiglia con l’Amore di mille Madri ad abbandonarci con piena fiducia tra le sue braccia, proprio come un bambino fa con  la propria madre.
 
Jai Sai Ram
Salvatore
 
 
 
Danza di Kali prosaica 
 
 
Poesia Aggiunta
.....................
 
Non voglio sapere quel che fai per sopravvivere.
voglio sapere per che cosa soffri,
e se sai almeno sognare di accettare la passione del tuo cuore.
Non voglio sapere le pene dei tuoi anni.
Voglio sapere se sai rischiare di sembrare matta per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere viva...
Non voglio sapere quali pianeti sono in quadratura con la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei stata aperta ai tradimenti della vita
o se ti sei ritirata e chiusa per paura di ulteriore dolore.
Voglio sapere se puoi star seduta con il dolore, il mio o il tuo,
senza far niente per nasconderlo, o mascherarlo o immobilizzarlo.
Voglio sapere se puoi stare con la gioia, la mia o la tua;
se puoi danzare nascostamente nel silenzio
e lasciare che l'estasi ti riempia fino alla punta delle dita
senza ammonirti di stare attenta,
di essere realista, o di ricordarti le limitazioni dell'umano.
Non voglio sapere se la storia che stai raccontando è vera.
Voglio sapere se puoi deludere gli altri per essere vera con te stessa,
se puoi sopportare l'accusa di tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele alla tua fede silente,
se sai vedere la bellezza anche nell’orrore di ogni giorno,
e se sai nutrire la tua vita della Sua presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio,
e ancora ergerti sulla riva di un lago e gridare all'argento della luna piena, “SÌ!”
Non voglio sapere dove o come o perché vivi .
Voglio sapere se puoi continuare a vivere dopo un giorno di pena e disperazione
addolorata e ferita fino alle ossa, e fare ciò che c'è da fare...
Non voglio sapere se sei felice o no, se lo sono o no.
Voglio sapere se sai stare al centro del fuoco insieme a me e non ti ritirerai.
Non voglio sapere dove o cosa o con chi hai vissuto e vivi.
Voglio sapere che cosa ti sostiene quando tutto il resto cade giù.
Voglio sapere se puoi stare sola con te stessa,
e se veramente ti piace la compagnia che ti dai nei momenti vuoti
di ogni presenza.
 
(Indiano americano anonimo)

venerdì 10 agosto 2012

Medicina per la mente: Chan (o Zen) - Saggio di Alberto Mengoni

Pesci nel secchio - Collage di Vincenzo Toccaceli


L’energia positiva che una persona può ricevere con una buona meditazione può venire paragonata alla profonda soddisfazione mentale che si ottiene quando si assiste ad un rilassante spettacolo o quando ci si alza dal letto dopo un sano riposo.

Naturalmente con le debite proporzioni, rispetto alla differenza qualitativa delle varie circostanze con cui si ottiene quel dato beneficio. Quando questa persona viene intensamente rapita da uno spettacolo o quando si ridesta da un riposante sonno, per qualche momento essa si scopre… privata della componente egoica della sua coscienza.

La modalità coscienziale che si manifesta negli individui, allorché il loro Io viene momentaneamente escluso dalla presenza autoconsapevole, è di tipo universale.

In questa peculiare situazione, veramente auspicabile per un ricercatore spirituale, la modalità coscienziale esprime liberamente se stessa essendo consapevole dell’autenticità dell’evento, senza alcun moto egocentrato, ma solo come pura coscienza osservante.

L’eventuale inserimento dell’Io, in questa pura manifestazione della coscienza, può avvenire qualche secondo più tardi con il giudizio personalizzato, sul gradimento o non gradimento nei confronti dell’avvenimento appena sperimentato. Peraltro, la riproposizione iniziale dell’Io, dopo questa occasionale assenza, non è così dirompente come nella normale attività in cui è sempre presente, in quanto la stabilizzazione coscienziale ha prodotto un’attenuazione dell’aggressività con cui l’Io solitamente si manifesta.

Dopo qualche secondo, tuttavia, l’Io riprende possesso della sua selvaggia energia manifestandosi con sensazioni di nervosismo o di disagio, oppure con pensieri di gradimento o rifiuto, dunque con la sua personale concettualizzazione dell’evento. Da questo momento, la coscienza primaria che era stata toccata dalla semplice pura percezione, viene distorta e imprigionata, modificando così la sua originaria energia rilassante in una energia nevrotica manipolata dall’Io.

Si può dire che nella pratica meditativa della consapevolezza Ch’an si abbia un effetto similare. Il meditante, proponendosi con una corretta postura nella posizione di “Osservatore non-giudicante” e interessandosi impersonalmente soltanto a ciò che appare nella mente, “vede” tutto ciò che si presenta come parte integrante della meditazione. Perciò tutto quello che entra nel campo della coscienza (suoni, rumori, sensazioni visive e tattili), anziché venir considerato come un effetto disturbante, diventa materiale utilissimo per una buona meditazione. Così, tanto per ribadire ciò che stavamo dicendo prima, il risultato di questa buona meditazione sarà l’assaporamento di una calma interiore, di una serenità d’animo e di una profondità mentale in cui l’Io, almeno per un certo periodo di tempo, resterà addormentato o assente. Tra l’altro, l’assenza momentanea dell’Io permette al meditante di poter prendere una inconsueta confidenza con lo “stato vuoto” della mente, con cui può temporaneamente identificarsi come manifestazione della “coscienza impersonale”, anche se questa eventualità risulta essere piuttosto strumentale.

Potrebbe accadere che la “Realtà”, così come veramente è, profittando dell’assenza dell’Io aguzzino, possa manifestarsi pienamente alla nostra mente sotto forma di questa pura Coscienza, che non è certo separata o indipendente dall’esistenza, in quanto tale, della stessa mente. Di conseguenza, la Coscienza quando non è usurpata dall’Io si manifesta come una sorta di Occhio Divino, il famoso “Terzo Occhio” delle tradizioni esoteriche: un occhio di tipo superiore, svincolato dal possesso e dal dominio dell’individualità egoica.

Dunque la “buona” meditazione ci mette in contatto con la Realtà, che è la Coscienza nel suo aspetto divino, ed è caratterizzata dal silenzio mentale e dalla introspezione profonda senza identificazione. Al contrario una meditazione scadente non può nemmeno essere chiamata “meditazione” poiché, essendo presente in maniera quasi costante l’invadente Io, al massimo può essere considerata una “chiacchierata” mentale con noi stessi. Bisogna capirla questa differenza, altrimenti se sottostiamo alla situazione perversa del desiderio di partecipare COMUNQUE ad una pratica meditativa, senza conoscerne le diverse qualità, va a finire che perdiamo solo tempo.

Quando l’Io insiste nella mente con la sua disturbante interferenza, la coscienza non può rendersi visibile ed allora tutta la storia diventa uno sfogo presuntuoso dell’Io che si illude di voler fare qualcosa di mistico, qualcosa di speciale. In realtà, ciò che sta avvenendo in un caso come questo, è soltanto un esercizio psicofisico, un passatempo più o meno soporifero, del tutto inefficace nei riguardi dell’esperienza spirituale. Tra l’altro, poiché non vi sarebbe neanche una buona circolazione di energia, anche a livello salutistico non è che si ottengano strabilianti risultati.

Considerando il fatto che moltissime persone tendono ad utilizzare la meditazione più per scopi prettamente mondani che per una vera motivazione spirituale, si nota che queste persone sono portate ad aspettarsi evidenti migliorie sul piano della concretezza materiale. Infatti, coloro che usano la meditazione con l’Io totalmente imperante, lo fanno principalmente per mantenere o ripristinare una buona salute, oppure per ottenere poteri paranormali, o anche per aumentare la loro volontà mentale nei confronti degli altri individui, che si desidera sottomettere.

In questi casi, la meditazione diventa soltanto un terribile mezzo, un crudele strumento fortemente egoicizzato, per aumentare il perverso potere dell’Io. Non deve essere così, non è questo l’uso da farsi con la meditazione, almeno con la meditazione Ch’an. Nel terzo capitolo del “Grande Libro dello Zen” di Wong Kiew Kit, a pag. 35, si possono ampiamente leggere tutti i vari benefici che si ottengono con la meditazione Zen. Questo è certamente un fatto positivo che, meditando per educare e diminuire la nostra forte egoità, si ottengano anche benefici sul piano della salute fisica e mentale. Il concetto di “terapia curativa” della meditazione Zen è nettamente dimostrato anche da moltissime sperimentazioni scientifiche. E’ un fatto noto e risaputo da sempre che coloro che praticano da anni meditazioni giornaliere, nella maggioranza dei casi, godono ottima salute. Addirittura è stato ipotizzato, anche da organizzazioni mediche e scientifiche, che la meditazione riesca perfino a curare il cancro.

Perciò non possiamo che esserne profondamente felici, soprattutto perché l’effetto curativo dello Zen non è lo scopo a cui i veri ricercatori spirituali mirano. Si può dire che questi risultati salutari siano nient’altro che un gradito “effetto collaterale”.

Ovviamente, questa meditazione curativa spesso è utilizzata ad arte anche da ricercatori spirituali al di sopra di ogni sospetto. Infatti non è assolutamente una cosa negativa utilizzare i benefici della pratica come cura e metodo di guarigione quando chi lo fa è una persona che nel suo intimo pensa al beneficio di tutti gli esseri viventi. Per cui il beneficio attuale che essa ne riceve è soltanto una necessità contingente, per fruire di una buona salute che possa permettere la continuazione della pratica spirituale e il mantenimento di un buon pensiero, nei riguardi del Dharma assoluto e della motivazione compassionevole verso tutto l’Universo.

Perfino i moderni scienziati ci dicono che, in realtà, il mondo esterno è una sorta di illusione e che la materia di cui è composta la vita non ha alcuna stabilità, ma è disposta secondo un modello archetipico. Ed inoltre, proseguono con lo svelarci che le stesse particelle di cui questa materia è formata sono in costante mutamento e movimento e che il fattore cruciale che plasma la realtà è la MENTE. Allora, possiamo ben capire che il potere curativo, il centro vibrante che eroga il ripristino ed il mantenimento della salute, non è nient’altro che la mente!

Perciò, è bene sapere che l’unica energia esistente nell’universo, e quindi anche nella nostra mente, che permette il bene ed il male di tutte le cose è la MENTE stessa; ad essa e solo ad essa dobbiamo imputare il potere della guarigione, quando ci dedichiamo alla pratica di calma e consapevolezza mentale, per mezzo della meditazione Zen. Però se non riusciamo a sciogliere, a scindere la mente dai suoi legami materiali, nemmeno l’Io potrà essere accantonato da qualche altra parte. Perché? Perché l’Io è proprio ciò che viene fuori da questa unione karmica tra la mente ed il corpo materiale, che essa stessa si è creato.

Una persona col suo “Io” che pensa di star male ed usa il mezzo spirituale della meditazione per cercare di eliminare il suo malessere, effettua soltanto una operazione “strumentale”. Questa persona non possiede una visione del suo corpo, come se fosse una costruzione occasionale ed impermanente che è soggetta a mutazioni e cambiamenti. Perciò il suo utilizzo della meditazione come “cura”, non viene rivolta al sottile e profondo principio che stabilisce la mente come “causa ed effetto” di tutte le trasformazioni che avvengono nel corpo.

Al contrario, colui che conosce le segrete leggi che governano il mondo illusorio della forma, sa perfetta-mente dove indirizzare l’energia creata dalla meditazione. Riportando a se stesso ed alla propria mente deviata la causa del suo malessere, egli indirizza l’energia positiva generata dalla visione interiore proprio verso la sua stessa mente, così da effettuare la trasformazione delle particelle in crisi. Le cellule malate, ricevendo questa carica di “sacrosanta consapevolezza”, si rigenerano come in un bagno catalitico e riacquistano la precedente condizione di buona salute.

Tutto ciò avviene, o dovrebbe avvenire, senza una specifica motivazione egoistica, ma soltanto come effetto di una comprensione integrale in cui perfino il nostro Io viene visto come componente della Totalità, identico anzi identificato con un Io assoluto che comprende in sé la natura vivente di TUTTA l’umanità. Quindi, proprio se NON applichiamo un forte egoismo, desiderando esclusivamente per noi una guarigione personale, potrà accadere che la otterremo grazie alla mente che si svincola dalla costrizione di pensarsi una singola individualità. In questo modo è pressoché sicuro che il miracolo di una ristrutturazione molecolare, agevolata dalla mente nei confronti del corpo, potrà avvenire spontaneamente per legge di natura e non perché il nostro Io egoisticamente la vuole. Perciò la meditazione può avere un positivo effetto sul corpo solo se l’Io non disturba la mente che, finalmente liberata dal cappio dell’egocentrismo, può dedicarsi serenamente alla conoscenza di sé ed al reintegro con la Coscienza Superiore, da cui provengono i suoi magici poteri.

Quindi attenzione, dobbiamo stare veramente attenti a come impostiamo il nostro desiderio di praticare la meditazione. Dobbiamo guardarci all’interno per evitare di accondiscendere al principio egoistico di pensare soltanto al bene materiale: ecco perché gli antichi Saggi mettevano in guardia sul pericolo di usare la meditazione nel modo sbagliato. La meditazione, presa dal verso sbagliato, può anche essere pericolosa se, anziché diminuire l’attaccamento al nostro Io, produce un aumento smisurato della volontà individuale di prevaricare e disinteressarsi delle altre entità viventi.

Se non impariamo ad utilizzare la mente al fine di praticare correttamente la meditazione, come ho già detto molte altre volte, oltre a perdere tempo, rischieremo di perdere anche i buoni propositi e l’occasione di conservare una buona salute. Proprio perché in definitiva, potremo perdere la vita stessa, nel senso che ancora una volta, dopo essere nuovamente venuti ad esistere, abbiamo sprecato quest’altra possibilità di arrivare alla vera conoscenza: la conoscenza di noi stessi!

Quando si è privi della vera Conoscenza e della conseguente Saggezza, il problema della salute del corpo non può essere risolto semplicemente con la volontà di una guarigione quale che sia. Così, come le tendenze della mente continuano anche dopo la morte del corpo e nella successiva rinascita in un altro corpo queste tendenze mentali determinano il carattere della successiva persona, così anche le cellule malate del corpo mantengono ancora la loro tendenza nelle successive cellule che si ricreano. Di conseguenza, se le cause della malattia corporea non sono state risolte e cambiate, anche qualsiasi tentativo di cura della malattia non potrà produrre la guarigione definitiva, ma soltanto un effetto palliativo e momentaneo.

La malattia, per quanto continuiamo ad ostinarci nel ritenerla e considerarla “corporea”, in realtà ha la sua causa profonda nella nostra mente. Se con la meditazione non impariamo ad indagare la mente, non potremo mai arrivare a prendere coscienza di essa e delle misteriose leggi che governano il suo rapporto col mondo fisico e materiale.

Ciò significa che quando una persona si trova ad uno stadio avanzato della malattia, non è più possibile intervenire empiricamente. Per prima cosa, quando la persona è fortemente disturbata dal suo male non riuscirà nemmeno a praticare una meditazione terapeutica, senza che questa possa essere libera dalla forte pressione del suo Io. Il suo Io preoccupato sarà sempre presente e questo già impedisce la procedura risanatrice, per i motivi che abbiamo spiegato sopra. Lo stadio “avanzato” significa che la malattia è di tipo karmico e quindi la causa risiede nella parte incognita della mente, non soltanto nel corpo di quella persona.

Dunque, a questo livello è già troppo tardi per intervenire con il lavoro meditativo, anche con quello indirizzato alla conoscenza della mente, perciò non possono essere bloccati e modificati gli effetti karmici sul corpo. Di conseguenza, se non si è imparato prima a curare l’Io con la meditazione, potrà essere la virulenza negativa dello stesso Io la causa scatenante della malattia karmica.

A quel punto di manifestazione della malattia, soltanto la medicina tradizionale può, in qualche modo, intervenire sugli effetti. Purtuttavia, non bloccando la causa, si mantiene immutata la tendenza karmica.

Per cui, molto spesso, anche se estirpate chirurgicamente o con altri metodi di intervento, le cellule malate si riformeranno in base alla loro tendenza. Per intervenire drasticamente e tentare di interrompere questa maligna spirale karmica è necessario pensarci prima. Sarebbe opportuno avvicinare il Dharma con un profondo sentimento di spiritualità, affinché con la pratica meditativa incentrata sulla purificazione della mente, si possa preventivamente rettificare e modificare la tendenza karmica. Dal “Grande Libro dello Zen” citato prima, veniamo a sapere che il grande Maestro Zen, Zing-Yji, in un suo testo “I Sei Meravigliosi Cancelli”, che è un Trattato sulla Meditazione Samadhi e Vipassana, ha ipotizzato che la meditazione curi le malattie con cinque vari tipi di approccio terapeutico.

Questi sono: 1) Concentrare la mente sulla sede del malessere.
2) Utilizzare una serie di suoni curativi (vibrazioni musicali o canto di mantra).
3) Attivare i dodici modi della sana respirazione
4) Applicare una visualizzazione rilassante.
5) Analizzare la composizione dei Quattro Elementi nel corpo.

Ora diamo una breve spiegazione circa questi Cinque Punti per utilizzare lo Zen come una medicina. Andando nell’ordine, naturalmente è necessario dapprima concentrare il nostro pensiero, cioè la mente, sul punto esatto del corpo in cui sappiamo esservi il problema. Questa concentrazione viene agevolata e rafforzata se eseguita con una vibrazione sonora della nostra voce (per esempio, l’OM ripetuto, o Mantra intonati) o anche con musica mistica nel sottofondo. Contemporaneamente deve essere attivata una sana respirazione, secondo le istruzioni date nella fase iniziale della meditazione sul respiro. Inoltre deve venir effettuata una visualizzazione sul potere rigenerante dell’energia nei riguardi delle cellule e dell’organo colpito, immaginando che essi siano tornati alla integrità ed alla salute.

Infine, tutto ciò va fatto con la precisa consapevolezza che, ogni parte del nostro corpo, è sottoposta alle leggi degli Elementi (fuoco, aria, terra ed acqua) con le rispettive conseguenze, dal punto di vista dell’equilibrio corporeo.

Perciò dovremo mentalmente riequilibrare i vari aspetti che eventualmente si fossero dissociati, quali la temperatura (fuoco), i soffi vitali interni del respiro (aria), la compattezza e solidità degli organi (terra) nonché i liquidi e gli umori del corpo (acqua). La giusta e corretta mescolanza tra questi Elementi allontana le malattie e ristabilisce la salute. Tutto questo in una totale e coordinata simbiosi mentale in cui non dovrebbe mai essere presente il senso dell’Io, altrimenti il risultato, carico di personale aspettativa, potrebbe non venire raggiunto.

E’ bene sapere, comunque, che gli effetti più sorprendenti ed efficaci di questa pratica curativa della meditazione sono ottenuti nei riguardi di malattie psicosomatiche, come i disturbi psichiatrici, le affezioni cardio-vascolari, i reumatismi, il diabete, la psicosi maniaco-depressiva, la schizofrenia ed il cancro, ovviamente non allo stadio terminale. Tutte queste trovano ampia agevolazione verso la guarigione, quando il paziente è DA TEMPO un praticante della meditazione.

Difficile, invece, è una sicura soluzione se il malato VUOLE usufruire del vantaggio terapeutico avendo da poco iniziato la pratica e, soprattutto se ha avuto l’intenzione di iniziarla proprio per QUELLO SCOPO.

Ciò per ribadire che la pratica dello Zen, oltre ad essere fondamentale per lo sviluppo spirituale, può arrecare benefici anche di natura più terrena per coloro che vi si dedicano. Attenzione, però, non è possibile ottenere VERI benefici se si mantiene un pensiero egoistico del tipo: – Ah, voglio usare la meditazione per curare i miei problemi!-. Anche l’autore di quel Testo, lo ha fatto ben capire: chi è troppo preso dal bisogno di curare il proprio corpo, mantenendo problematiche emotive nella mente, non potrà utilizzare la meditazione come rimedio all’effetto karmico. In quanto, quest’effetto è dovuto proprio alla sua ignoranza metafisica, che ha prodotto in lui quei dati problemi di salute, come risultato di un eccessivo attaccamento al suo Io ed agli oggetti materiali, quali il cibo, gli attaccamenti mondani e i vizi e stravizi delle nostre società troppo opulente.

Per questo motivo non è possibile che proprio l’Ego che ha generato questi problemi possa cercare di rimediare con ancora la sua invadente presunzione, senza essere minimamente interessato alla comprensione della Legge di Causa ed Effetto, che poi è la Legge del Karma. Non si può utilizzare l’energia di una Centrale Nucleare per voler accendere la nostra “abat-jour” sul comodino. Usare la meditazione Zen per curare qualche problemino fisico o psicologico è come usare un bruciatore per accendere una sigaretta. C’è il rischio che ci bruci tutta la faccia!

Se ancora è presente questo Io, ostinatamente ancorato a questi problemi e incapace a lasciarli andare, significa che questo Io ancora troppo potente con la sua ansia da ottenimento impedirà che la pura energia della Coscienza entri in campo al posto suo. Così facendo, esso brucerà terribilmente e distruggerà gli eventuali effetti positivi della meditazione. Soltanto quando l’Io, finalmente vinto, non si preoccuperà più né dei problemi, né della loro soluzione, allora la pura energia della Coscienza, subentrando col suo potere durante la meditazione, potrà avere il suo efficace effetto sulla trasformazione del karma negativo.

Tra l’altro, una persona con questo potentissimo Io ancora presente in sé, non sarebbe neanche in grado di capire il messaggio che è celato dietro ai sintomi di ogni malattia. Voglio dire che il sintomo, essendo già una forma di autoconsapevolezza, va inizialmente afferrato e compreso in quanto dietro di esso vi è un messaggio che avverte di una sregolata deviazione dalle norme della stessa Coscienza.

Di conseguenza esso impone un riesame di tutto il comportamento della persona che, sovente viene considerato soltanto a livello materiale. Si può decidere pertanto di raddrizzare un certo stile di vita, di eliminare le cause dello stress o di riequilibrare una alimentazione errata.

Tutto ciò può andare benissimo, però bisogna dire che, così facendo, il processo di rettificazione coscienziale non è completo perché, in quel modo, stiamo soltanto provvedendo al riaggiustamento della nostra componente materiale.

Necessariamente si dovrà provvedere anche e soprattutto alla nostra componente mentale e spirituale in quanto, prima di tutto, va capito che questa, e solo questa, è la nostra realtà più autentica, quella realtà che resterà immutata anche quando il nostro corpo non ci sarà più. Adesso come adesso si tratta di stabilire se la Meditazione Zen può essere utilizzata per guarire e rettificare queste nostre devianze psicofisiche. Ora, io dico che se impariamo a curare la mente, ci penserà poi essa stessa, la MENTE, a curare il nostro corpo e la nostra psiche. Se voi, nel vostro intimo, sentite che ciò è giusto ed ineccepibile, allora la Meditazione Zen fa per voi, e potrà fare molto per voi. Altrimenti, e questa è una verità inoppugnabile, voi non potrete assolutamente avere benefici “parziali”, cioè che riguardano una parte soltanto del vostro essere, da questa Meditazione, e pertanto per voi sarebbe meglio cercare altre strade, di cui però non mi sento assolutamente in grado di garantirvi effetti realmente positivi.

Da soli, guardandovi intorno, girando lo sguardo sul mondo che ci circonda, potrete capire se esistono altre strade, altri strumenti o metodi di guarigione finale che sappiano curare l’uomo fin nella sua più profonda radice: cioè la causa karmica delle sue sofferenze.

Resta il fatto inoppugnabile che, con metodi e sistemi di questo mondo, da migliaia di anni le cose vanno avanti ancora e sempre nel medesimo modo: nessun uomo è mai riuscito a curare e guarire la mente di altri esseri umani. Soltanto pochi valorosi intrepidi hanno ritenuto che l’unico modo fosse di doverli ISTRUIRE per farlo da SOLI, e la meditazione si è dimostrata l’unico strumento per poter guarire la mente.

Il Ch’an è una delle pochissime strade che, grazie a quei pochi valorosi che l’hanno sperimentato su di sé, permette e garantisce questo; a patto però che la si percorra senza aspettative e con la massima serenità, senza fretta, protesi soltanto a voler conoscere se stessi, cioè la propria mente. Cominciando umilmente a seguire il proprio respiro, senza affondare i pensieri in voli pindarici e concetti fantasiosi, ma restando ancorati al terreno e imparando ad osservare la mente e tutto ciò che sorge in essa.

Con questo essenziale metodo di auto-controllo, il Chan-Zen si dimostra particolarmente utile per affrontare i problemi legati al ritmo frenetico della nostra vita. Esso è un metodo diretto, semplice ed efficace, se eseguito nel modo corretto che, fino a prova contraria, ci aiuterà a ristabilire la pace e la nostra guarigione.

Questo addestramento mentale è l’aspetto in apparenza più appagante che, oltre l’evoluzione spirituale, ci permette di recuperare la gioia ed il significato di questa vita nella nostra quotidianeità.

Aliberth Meng (Alberto Mengoni)

giovedì 9 agosto 2012

No alla predazione di organi a cuore battente - Storia di come la tenacia di una madre scongiura la 'morte cerebrale' del figlio

Immagine di Gustavo Piccinini


 L'esperienza sotto riportata dimostra una volta ancora che in caso di ricovero in ospedale o clinica, per qualsiasi tipo di incidente, intervento o cura, va consegnata immediatamente l'opposizione all'espianto di organi, tessuti e cellule  (per esempio la Carta-Vita da noi emessa).

La determinazione dei familiari nel pretendere che tale opposizione sia scritta anche nella cartella clinica e nei moduli di consenso informato è fondamentale per la salvezza del malato e per contrastare la mentalità utilitaristica di molti medici, legati agli interessi della trapiantistica.

Questa madre ci insegna che bisogna stare sempre in ospedale al capezzale del malato.

“Buongiorno,
mio nipote trentenne ha subito un pauroso incidente d'auto. Aveva molte fratture in tutto il corpo, orbita dell'occhio, naso, denti rotti, omero, compressione toracica, collasso renale, frattura del bacino, entrambe le caviglie, tibia e perone dx e sx, aveva perso conoscenza ed è rimasto diverse ore sulla barella dell'ambulanza privo di cure ed assistenza.
E' vivo grazie solo al tempestivo intervento della madre che da Roma si è precipitata all'ospedale dove lo avevano trasportato, ha minacciato di chiamare i carabinieri se i medici non fossero intervenuti immediatamente, ha detto chiaramente che se anche il ragazzo fosse 'morto' lei non avrebbe autorizzato nessun espianto.
E' rimasta in ospedale 24 ore su 24. Quando potevo andavo a darle il cambio affinché potesse farsi una doccia etc etc. Finché mio nipote non ha ripreso conoscenza è rimasta a vigilare... 20 giorni di coma, ma ora è vivo ed anche se soffre ancora dei postumi delle fratture su cui non sono intervenuti per tempo, devo dire che conduce una vita normale. Credo che Massimiliano sia vivo solo grazie all'intervento della madre che con tenacia lo ha difeso da 'morte cerebrale'.
Ancora grazie a voi tutti.
Tiziana P.”

Tutti noi ragazzi/e vorremmo avere una madre che, al di là degli accudimenti quotidiani di alimentazione ed educazione, sappia difenderci e difendersi dalle aggressioni e pressioni dei medici e delle istituzioni sanitarie, che esprimono la loro “pelosa umanità” scegliendo chi curare e chi espiantare.
Ma ci sono anche madri che accerchiate dagli artifici predatori dei manipolatori sanitari, nel momento più tragico della loro vita soccombono, perdendo la forza che la natura riserva solo ad una madre. Quindi noi ragazzi/e, a nome dei minori privati dei diritti personali, rivendichiamo una legge che vieti la donazione di organi, tessuti e cellule fino ai 18 anni, perché i minori non sono proprietà né dello Stato, né dei genitori, ma appartengono a sé stessi e hanno il diritto di non essere torturati.
 
 
Comitato Giovani
Matteo Ciarimboli
Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
lega.nazionale@antipredazione.org
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