sabato 14 maggio 2016

Ronciglione - Incontro Collettivo Ecologista, 25 e 26 giugno 2016 - Aggiornamenti



L'incontro Collettivo Ecologista  si tiene quest'anno  il 25 ed il 26 giugno 2016,  nel Lazio, a Ronciglione,  in provincia di Viterbo, presso la struttura denominata  lo “Studio nel fienile”, che  è una delle abitazioni storiche di Villa Lina (in Viale Della Resistenza, 65) ove un tempo  dipingeva il pittore Sandro Chia. Questa casa è molto caratteristica ed è dotata di  un camino, di una mini cucina e di un grande loft con servizi.

Ronciglione,  il bel paese della Tuscia,  si trova a 45 km da Roma, ed  è facilmente raggiungibile sia da Viterbo che da Roma con un servizio di corriere e di treno regionale, e non è nemmeno distante dall’A1.

Villa Lina è un resort storico  circondato dal verde, da frutteti ed orti e arricchito da diverse strutture architettoniche, tra l’altro il suo Parco naturalistico è riconosciuto come Riserva Botanica di grande pregio dall’Università della Tuscia, non manca nemmeno una piscina olimpionica (la prima privata costruita in Italia).

L'incontro collettivo ecologista  è una condivisione di saperi e di esperienze che si fa in un gruppo di amici, vecchi e nuovi, che condividono la pratica  di vita bioregionale. Si parla a rotazione, uno alla volta, durante le due sessioni di "sharing" del 25 e del 26 giugno. Non vengono riconosciuti rimborsi di alcun genere ai partecipanti che in qualsiasi forma contribuiscono all'arricchimento della manifestazione. Ognuno partecipa liberamente adattandosi alle forme di condivisione indicate. Contributi culturali ed artistici, 
soprattutto per la sera del 25 e del 26  giugno, sono benvenuti e ripartiti in tempi che consentono lo svolgimento di un programma armonico (canti, musica dal vivo, storie, danza attorno al fuoco, etc.). 

Il tema  dell’incontro  di quest’anno  verte massimamente sul senso di aggregazione e di solidarietà fra anime affini che contraddistingue l’esistenza stessa della Rete...

Il programma delle due giornate dell’Incontro è in linea di massima questo:

Sabato 25 giugno 2016. Si arriva alla spicciolata e durante il pomeriggio, verso le 16.00, potremmo fare un giro nel parco per cercare erbe selvatiche ed inaugurare la "nuova Casa delle Erbe",  alle 18.00 facciamo un primo  giro di condivisione di pareri e proposte a cerchio,  al termine  si potrà fare un pic-nic con quel che ognuno avrà portato di vegetariano ed anche accendere un fuoco e festeggiare il solstizio con la preparazione dell’acqua benedetta, salto del fuoco, canti sacri, osservazione delle stelle, etc.

Domenica  26 giugno 2015,  alle ore 10.00 secondo giro di condivisione e distribuzione dell’acqua benedetta. Per il pranzo di domenica, previsto alle ore 13.00, abbiamo chiesto a Paola di farsene carico lei e ci farà preparare un buon pasto vegetariano biologico, con i prodotti dei suoi orti. Nel primo pomeriggio, verso le ore 15.00, ci potrebbe essere qualche gioco di ecopsicologia, e presentazione dei Quaderni di Vita Bioregionale ed altre pubblicazioni ed  alle ore 17.00 facciamo un ultimo sharing, conclusioni e saluti. Chi lo desidera può fermarsi ancora per una notte di permanenza, durante la quale ci potranno essere altre attività ludiche ed olistiche. 

Costi della permanenza a Villa Lina:  Per il pernottamento nel "loft" viene richiesta la modica cifra di 20 euro a persona,  l’alloggio è previsto in camera  comune. Per il pranzo biologico della domenica 26 giugno il costo è di 15 euro.  


Chi non volesse o potesse  sobbarcarsi questi costi potrà portarsi una tendina  e del cibo proprio ed arrangiarsi in autonomia, un contributo volontario sarà comunque richiesto per la pulizia ed i servizi.

Per coloro che abitano nei paraggi è possibile anche l'andirivieni, rispettando però gli orari previsti della manifestazione.

E' gradita la conferma di partecipazione, per organizzare l'accoglienza, entro il 15 giugno 2016, scrivendo a: 

bioregionalismo.treia@gmail.com, oppure chiamando al cell. 333.6023090

Paolo D'Arpini  

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana






venerdì 13 maggio 2016

In difesa della vita umana, anche in caso di "pre-morte" (a cuore battente)



Cari amici bioregionalisti, nei giorni scorsi ho preso contatto con Nerina Negrello, Presidente della Lega Nazionale contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente.

Ho offerto una nostra/mia collaborazione alla divulgazione delle tematiche che la Lega affronta con sapienza e con coraggio.

Divulgare queste notizie  in una Regione come le Marche, che è ben attrezzata dalle lobby degli espianti-omicidi,  è opera meritoria già soltanto per le informazioni contenute e che pochi conoscono, purtroppo preda di campagne caritatevoli e pseudo-cristiane.


La scomparsa di dodicimila bambini in Italia nel 2014 non ha niente a che vedere con lo spregevole traffico di organi?

Come dicevo a Nerina Negrello, "l'espianto degli organi a cuore battente, oltre ad essere un omicidio sul piano materiale è  un assassinio animico-spirituale: l'uomo è lo spirito, che guida il corpo astrale con la sua personale vibrazione evolutiva che vitalizza organi e tessuti del proprio corpo. Questo fattore vibrazionale contiene in sé il livello evolutivo e la memoria che porterà con sé quando lascerà il corpo e che non può essere scambiata con nessun altro. Fa parte del Karma individuale."

Quando la vita del corpo ha deciso di terminare deve essere rispettata.

Togliendo l’organo, tolgo una parte delle esperienze dell’altro che nulla hanno a che fare con le mie. Sarebbe interessante fare un'indagine sulle percezioni animiche riscontrate da trapiantati nel corso della loro vita.


Comunque sia, vi terrò al corrente degli sviluppi di questo discorso, nel frattempo vi invio due comunicati stampa(nel primo si danno istruzioni per la compilazione della carta vita che ognuno può realizzarsi e nel secondo sono contenute informazioni scientifiche  sulla pratica abominevole che si verifica negli ospedali,scritto dall'esimio Prof. Massimo Bondì, presidente del Comitato scientifico della Lega, un luminare in materia, che in me ha suscitato sdegno ed emozione pensando soprattutto alle vite di tanti che invece potrebbero essere salvate).


Carlo Cruciani
CRiVeO (Centro Ricerche Verità Occultate)
Tanker Enemy.com - Sezione Marche
mob.3200827818

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Notizie collegate:  www.antipredazione.org

giovedì 12 maggio 2016

Cronistoria sintetica degli incontri e delle vicende della Rete Bioregionale Italiana dal 2010 al 2016



Purtroppo (per me) il mio ingresso nella  vita di Paolo D'Arpini  ha  pressappoco  coinciso con la scissione avvenuta  nella Rete Bioregionale Italiana, nel 2010.  Infatti quando ci siamo conosciuti, l'incontro bioregionale avrebbe dovuto tenersi ad Acquapendente, nel parco di Monte Rufeno, verso la fine di ottobre del 2010. Acquapendente era stata scelta perché lì fu fondata la Rete nella primavera del 1996 e si voleva con questo incontro cercare di appianare le divergenze che si erano venute a creare  in merito al problema dell'alimentazione bioregionale. Malgrado la programmazione fosse già in fase avanzata, con contatti presi da parte di Jacqueline Fassero con la direzione del parco per fissare la data e prenotare l'uso delle strutture ricettive, improvvisamente -come un fulmine a ciel sereno- giunsero le dimissioni dell'allora coordinatore della Rete Giuseppe Moretti, immediatamente seguite da quelle di Etain Addey e di altri sodali. La cosa avvenne ai primi di luglio 2010. (vedi: http://paolodarpini.blogspot.it/2010/07/rete-bioregionale-italiana-sunto-della.html).

Essendo stato annullato l'incontro di Monte Rufeno, i membri "residui" della Rete Bioregionale (e qui particolarmente mi riferisco a Paolo) decisero di promuovere un convegno ri-organizzativo, che si tenne il 30 e 31 ottobre 2010 a San Severino Marche, presenti alcuni dei vecchi aderenti (come Felice del Seminasogni) e diversi nuovi, da quello la Rete assunse una nuova forma, ovvero i nodi non furono più definiti territoriali ma tematici, ed il nuovo coordinatore -di fatto- divenne Paolo, che era  stato uno dei fondatori della Rete nel 1996. (Resoconto dell'incontro a San Severino Marche: 
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/11/02/resoconto-dellincontro-annuale-della-rete-bioregionale-italiana-san-severino-marche-30-e-31-ottobre-2010-ecologia-profonda-e-spiritualita-della-natura/ -)

Questo piccola descrizione dell'antefatto, me l'ha suggerita  Paolo stesso. Come sapete, io ho poca memoria, in più, avendo vissuto quegli eventi solo di riflesso, non avrei potuto ricordarli bene... Certo che, a parte Paolo, gli altri aderenti, se così li possiamo chiamare, hanno contribuito unicamente alla presenza dando a mala pena un apporto "virtuale" e la carretta ha continuato a tirarla avanti lui, con me come aiutante (scarso, anche perché, secondo me, se non c'è un gruppo di persone coeso ed attivo, cosa si può ottenere? Sprazzi di idee, un modo di vivere che fa fatica a diffondersi). 

Le persone che si avvicinano alla Rete  lo fanno perché trovano  nella figura di Paolo un qualche "appeal", magari per la sua cultura, il suo modo di raccontare storie, la sua "santità" e saggezza...  (molte altre però scappano, non sopportando la sua franchezza e decisione).

Comunque gli incontri, dopo quello di San Severino Marche sono proseguiti ogni anno. Nel 2011 ad Ospitaletto di Marano, a casa di Marco e Valeria, in quell'occasione, in cui ricordo tra i partecipanti Manuel Olivares e Rosa Delgrano, abbiamo avviato il blog "La Rete delle Reti" e quello fu un bel risultato. Eravamo in pochi ma provenienti da varie parti d'Italia (Resoconto: 
http://retedellereti.blogspot.it/2011/06/resoconto-e-significato-del-17-incontro.html -)

Il 2012 fu l'anno in cui ho "bigiato" l'incontro  della Rete (mia figlia stava affrontando l'esame di maturità e non me la son sentita di lasciarla sola), che da quell'anno in poi si è chiamato "Incontro Collettivo Ecologista" e  si tenne ad Aprilia. Dai racconti e dalle foto viste deve essere stato un bell'evento, ricco di umanità,  proposte ed esperienze. C'erano Daniele Bricchi, Giorgio Vitali e Orazio Fergnani (la coppia più bella del mondo), Riccardo Oliva, Giulietta Blu,  Stefano Panzarasa e tanti altri. Insomma, le terre laziali davano nuovo ossigeno e nuove forze. (Resoconto: 
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/06/non-resoconto-dellincontro-collettivo.html -)

Nel 2013 a Vignola l'incontro fu bello anche se ci furono alcuni piccoli contrattempi. Vennero alcuni "fedelissimi" dal Lazio, come Vittorio Marinelli, più diversi "locali" che ruotano attorno alla "Bifolca", l'azienda agricola dell'amica Maria Miani che ci ha ospitato e qualche cane sciolto: Pierre Tosi, Linda Guerra, ecc... (Resoconto: 
http://retedellereti.blogspot.it/2013/06/pensieri-da-vignola-dopo-lincontro.html -)

Nel 2014 a Montesilvano, dal caro amico Michele Meomartino, fu tutto perfetto. Lui è un ottimo cuoco ed il cibo, vegetariano e bioregionale, in questi incontri, è un aspetto niente affatto da sottovalutare. Antonio Onorati di Crocevia ed il biologo Giovanni Damiani ci hanno "onorato" della loro presenza. (Resoconto: 
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2014/06/23/resoconto-dellincontro-collettivo-ecologista-montesilvano-21-e-22-giugno-2014/-)

Nel 2015 eravamo a Montecorone di Zocca dall'amico Pietro Rossi. Bella atmosfera, parecchie persone, buon cibo, racconti di esperienze anche forti, ad esempio con Karl, americano ex detenuto in America. (Resoconto: 
http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Resoconto-dell-Incontro-Collettivo-Ecologista-20-21-giugno-a-Montecorone-di-Zocca -)

L'incontro del 2016 è alle porte. Questa volta saremo nel Lazio, a Ronciglione, dal 25 al 26 giugno anche per far incontrare a Paolo i vecchi amici ed alcuni parenti. Festeggeremo anche il suo 72esimo compleanno. Aspettative? E' vero che non se ne debbono avere, ma io spero di trascorrere un paio di giorni fra amici sinceri, stringendo nuovi rapporti e rinsaldando i vecchi, perché, per me, come dissi da uno dei primi incontri, l'importante è che venga fuori l'umanità, dimenticando i problemi contingenti di ognuno, ma focalizzandoci su quelli più grandi di noi e per i quali magari non possiamo fare tanto, ma mantenere viva l'attenzione, nostra e altrui, quello si.

Caterina Regazzi 


Referente Rapporto Uomo Animali della Rete Bioregionale Italiana

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Programma dell'incontro collettivo ecologista 2016 a Ronciglione:

mercoledì 11 maggio 2016

Aguzzano (Roma) 15 maggio 2016 - Festa di Primavera


Lo scopo della Festa di Primavera, che si tiene al Parco di Aguzzano (Roma) il 15 maggio 2016,  è quello di creare un dialogo costruttivo e fattivo tra le realtà del parco: la scuola Waldorf Steiner, il centro di cultura ecologica e la biblioteca, gli orti urbani, il casale Alba2 o casa della condivisione, il carcere di Rebibbia.

All'evento parteciperà Lucia Menicocci, una signora di 88 anni di Villa San Giovanni in Tuscia che ha realizzato in tanti anni una meravigliosa classificazione di erbe spontanee raccolte camminando a piedi nella Tuscia. Lucia ci guiderà in una passeggiata al riconoscimento delle erbe nel parco d'aguzzano. a Villa San Giovanni c'è un museo che ospita una mostra permanente di questa classificazione unica.

Memmo Buttinelli docente di biologia a La Sapienza.Realizzeremo insieme 200lt di biofertilizzante da condividere con gli ortolani e un laboratorio cromotografico.

Patrizia Cecconi che da anni sostiene la causa palestinese e lavora incessantemente per un mondo libero da preconcetti...e per questo parliamo di erbacce!

Come spero risulti chiaro anche dalla locandina, parlare di erbe spontanee vuol dire parlare di uomini liberi, esortare al riconoscimento del ruolo delle erbacce nel prato è legato ad un percorso di conoscenza e riconoscenza verso le diversità che arricchiscono le nostre vite e che fanno parte integralmente della realtà


Alessandra - Info. lunisulmignone@vodafone.it


martedì 10 maggio 2016

“Perché incenerire se si può recuperare?” - Gestione dei rifiuti in chiave bioregionale e di ecologia domestica



“Rifiuti: opzione zero!”. Negli ultimi trent'anni ed anche più ho costantemente combattuto per ottenere questo risultato... ho studiato le problematiche legate alla gestione dei rifiuti, con un’attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento ed alle alternative di non combustione più sicure e più sostenibili. 

E qui ripeto che occorre far entrare nelle maglie della consuetudine culturale l’idea che “non esiste altro posto che questa Terra in cui possiamo vivere e di conseguenza è meglio mantenerla pulita e vivibile” A volte esperimenti encomiabili son stati avviati, come ad esempio “l'avvio della raccolta differenziata”, ma sono iniziative senza risultati sostanziali. Tant'é che il reale  riciclaggio è praticamente assente...

Eppure se non risolviamo il problema dei rifiuti a monte... nessun "termovalorizzatore" potrà salvarci, dico questo con tristezza... ma è la pura verità....

Se si facesse partire un sistema di recupero e riciclaggio al 100% dei RSU, considerandoli materie prime, ecco che l'economia troverebbe il volano di una ripresa immediata. Si creerebbero nuovi posti di lavoro, si risparmierebbe sulle materie prime, non sarebbe più necessario importare metalli qui da noi rari (come l'alluminio), etc. si risparmierebbe sulla costruzione di discariche ed inceneritori che sono in fondo solo bombe ad orologeria, etc.... 

Eppure il primo passo, necessariamente deve essere quello della diminuzione nella produzione dei rifiuti, ritornando al sistema di riuso dei vuoti e alla proibizione degli involucri e degli imballaggi in plastica (tra l'altro anche in considerazione del continuo aumento del costo del petrolio e della sua crescente penuria)... 

Insomma,  serve uno scatto di reni e di cervello e non l'accettazione dei termovalorizzatori che producono poca energia ad altissimo costo ed hanno il solo vantaggio di far sparire dalla vista i rifiuti, ma non le sostanze velenose che restano nell'aria o diventano polveri residue tossiche altamente inquinanti e che richiedono un trattamento ed una conservazione come quella delle scorie nucleari. 

Nelle altre grandi città italiane,  con la situazione delle discariche al pieno, c’è il rischio di dover risolvere il problema dei rifiuti urbani (in perenne emergenza) con il sistema “terminator” che porterà inevitabilmente alla creazione di una serie di nuove discariche ed inceneritori. Le residue aree verdi  diverranno una pattumiera gigante o terra bruciata, si tratta solo di scegliere se si vuole l’inceneritore o la discarica oppure il termovalorizzatore per la produzione elettrica (che funziona a RDF, ovvero mattonelle ricavate dai rifiuti).

E se vogliamo che la vita continui nel territorio asfissiato dai fumi e dalle puzze non possiamo pensare di risolvere con questi metodi il problema dei RSU. L’incenerimento, già lo sappiamo, è fonte di inquinamento pesantissimo ed inoltre è diseducativo dal punto di vista della salvaguardia delle risorse.

Ed osserviamo quello che sta avvenendo nell'ecosistema.. ad esempio alle api, che a centinaia di miliardi, in tutti i continenti o sono trovate morte, o non ritornano più nelle arnie. All’inizio, qualche anno fa, sembrava una delle solite “fisiologiche” epidemie, dovuta a fattori ormai ben conosciuti, come la Varroa. Governi e istituzioni scientifiche hanno ignorato o sottovalutato le prime grida di allarme degli apicoltori. Poi si è percepito che si trattava di qualcosa di ben più grave, per la quantità delle api scomparse e per i killer che potevano essere chiamati in causa: pesticidi, riscaldamento globale, onde emanate dai telefonini cellulari, Ogm, fumi, neoticonoidi presenti dentro i prodotti per la concia del mais, stress dovuto a molteplici altre fonti. Si è cominciato a percepire vera la “profezia” (attribuita ad Einstein) secondo cui: “Quando le api spariranno, all’umanità resteranno quattro anni di vita”. La scomparsa delle api può mettere profondamente in crisi non solo la produzione di miele o di fiori o di frutta, ma l’intero già precario equilibrio ecologico e biologico del pianeta.

Non si può continuare a tappar buchi aumentando sempre più la piaga dell’inquinamento. Da qualche parte occorre iniziare per fermarsi e lanciare un segnale positivo. Partiamo da noi stessi…

La battaglia contro la produzione rifiuti e sprechi energetici deve partire dalla casa di ognuno, dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Non posso far a meno di affermare che se non iniziamo da noi stessi il processo del “ritorno” all'ecologia profonda ed al bioregionalismo non decolla…

Paolo D’Arpini



Referente della Rete Bioregionale Italiana

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Video in sintonia: https://vimeo.com/29255063

lunedì 9 maggio 2016

Ecologia energetica - L'esperimento "vetiver"



Ci interessa il futuro del Paese e non vogliamo continuare a identificare le rinnovabili col fotovoltaico che sta invadendo le campagne con milioni di mc di cemento armato, acciaio, silicio, per la produzione dei quali bisogna bruciare quantità enormi di petrolio, scavare gli inerti dalle montagne, inquinare l’aria e surriscaldarla per un beneficio illusorio se consideriamo che su un metroquadro di superficie il sole scarica più di un kw di energia che viene totalmente utilizzata dalle piante, cosa che i pannelli solari si sognano: domani sarà un problema demolire e buttare in discarica queste masse di cemento armato per ripristinare i campi di grano e le vigne e gli aranceti che non rendono al contadino quanto un impianto di fotovoltaico: compriamo quello che producono gli altri perché ci piace farci male.

Ma possiamo tradurre la disgrazia in fortuna: dato che non abbiamo industrie che producono il fotovoltaico possiamo investire sulle biomasse senza rimorsi, ad esempio con la coltivazione del vetiver,  così avremo al posto dl fotovoltaico che produce solo energia per poche ore al giorno, la biomassa che produce energia, etanolo biodiesel, biogas, syngas, carta, polimeri, mobili, medicine e chi più ne ha più ne metta, compreso l’eliminazione dei rifiuti, riciclaggio e tutte le cose che hanno senso per una fase transitoria almeno per i Paesi che hanno il sole! 


Non facciamoci male, non facciamoci succubi dei Paesi che hanno fatto di noi dei semplici acquirenti così abbiamo meno laureati di loro e i laureati disoccupati.

Paghiamo ogni giorno milioni di euro per l’inquinamento da gas serra; biomassa ci libera di questa spesa e del debito accumulato e possiamo convenirne che non è poco, le soluzioni ci sono, la natura è grande e ci viene incontro, ma la nostra rassegnazione è così grande da guardare altrove, quando portiamo un esempio da emulare il nome è sempre di uno straniero, ma se dobbiamo portare un cattivo esempio, fare una critica, questa, riguarda certamente un italiano, anzi cerchiamo di buttare giù nomi di grandi italiani dicendo che hanno copiato qualcosa da qualche straniero.

Coraggio Italia! Non seguire l’onda che ti copre la visuale, ma cavalcala, ti si aprirà una prospettiva!

Prof. Benito Castorina



Referente per la produzione energetica pulita e agricoltura ecologica Rete Bioregionale Italiana

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E qui, sempre di Benito Castorina, il progetto completo per un impianto a vetiver: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/2011/04/07/bioregionalismo_ed_esperimenti.html


Video collegato: https://www.youtube.com/watch?v=OrHGk5AHZT0&feature=youtu.be

sabato 7 maggio 2016

Se la pazzia diventa programmazione - Preparativi di guerra e soluzioni dei conflitti post guerra - "Padova, 3-5 novembre 2016: Terza Guerra Mondiale? Gestione della morte tra nuove emergenze sociali e la loro soluzione"



Terza Guerra Mondiale? Gestione della morte tra nuove emergenze sociali e la loro soluzione

Padova, Italia, 3-5 Novembre 2016

 AVVISO IMPORTANTE: La deadline per l’invio del contributo scientifico è stata prorogata fino al 15 Maggio 2016.

A causa del processo di globalizzazione in atto e dei conflitti culturali del nostro periodo storico, il concetto di “Società umana” richiede sforzi rinnovati per migliorare le pratiche di inclusione, la pace e il benessere sociale in tutto il mondo, e per rimuovere gli ostacoli che frenano il raggiungimento di questi obiettivi. La pace non è una mera assenza di guerra e poiché il mondo è sempre più integrato, i confini politici, sociali e culturali si stanno riconfigurando e stanno facendo emergere nuove sfide che mettono a repentaglio questo bene prezioso.

Importanti ricerche internazionali dimostrano come la paura della morte sia l’elemento psicosociale in cui si è radicata la maggior parte del comportamento irrazionale. Questo Convegno ha lo scopo di descrivere da un lato in che modo la morte e la paura della morte promuovano la violenza, il terrorismo e la guerra e, dall’altro lato, di mostrare in che modo le strategie di pace e di riconciliazione possano ridurre l’effetto che la paura della morte ha sul comportamento umano. Infatti, il Convegno si propone di esplorare i temi del pensiero pacifista nel contesto delle strategie e delle pratiche internazionali non violente, adottate per trovare una soluzione pacifica al terrorismo, alla guerra e alle loro conseguenze.

Il Convegno è rivolto a scienziati, ricercatori, professionisti e studenti delle Università di tutto il mondo e alle organizzazioni no-profit per presentare le attività di ricerca in corso, così da favorire collaborazioni di ricerca tra le Università e i problemi delle società in cui esse operano.

Viene offerta l’opportunità a coloro che sono interessati a questi temi di incontrarsi per scambiarsi nuove idee, confrontare esperienze e trovare partner per future collaborazioni.

Lingue del Convegno: Inglese e Italiano

Direzione Scientifica:

Ines Testoni, Alberto Voci, Adriano Zamperini

Contatti: WorldWarIII2016@gmail.com


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Commento della bioregionalista Gloria Germani: 

"Sono  davvero  SCONVOLTA... è possibile che  ci si  avvii alla  WWIII  penando  di  gestire  con "organizzazione"  e  "specializzazione" la  morte che la guerra tragicamente comporta?  WWIII   è un  eufemismo - come tutto oggi  d'altronde- oggi  l'essenza della vita  e del nucleo dell'essere umano  sono dimenticati in un  gioco di  parole  e di immagini   (massmediali).

Non  possiamo  avviarci  verso    "new social emergencies and their solution" (cioè la TERZA GUERRA  MONDIALE).

Non possiamo  "fornire l’apporto delle scienze tanatologiche allo sviluppo di pratiche nonviolente  nella gestione delle situazioni post-conflitto".

Pensatori, intellettuali seri e  coraggiosi  devono  prendere  una posizione irremovibile contro la guerra. Soprattutto perché la situazione che  ci ha portati oggi  al conflitto con il terrorismo e con l'ISIS,  nasce semplicemente da un  NOSTRO SBAGLIO FILOSOFICO,  cioè da uno sbaglio  dell'occidente che ha creato  la Modernità  con il mito del  Progresso e della  scienza newtoniana  cartesiana che  ha condotto 
all'impero della finanza internazionale.

Gran parte di questo cose sono state espresse profeticamente da  Terzani  15 anni  fa e  sottolineate  anche nel mio libro  "Terzani: La rivoluzione dentro di noi.."

Aspetto  vostri  commenti e   spero che si apra un dibattito!

Gloria Germani - gloria.germani@alice.it




Commento ricevuto:

Carissima Gloria, sinceramente non capisco bene il problema che ti sconvolge. L'Università con cui collaboro in corsi di specializzazione in Tanatologia (studi sulla morte)  mi ha chiesto di far circolare la cosiddetta Call per chi vuol partecipare ad un convegno di studio sui temi della guerra e della morte legata alla guerra e alla violenza collettiva. Mi ha chiesto in specifico di farla circolare negli ambienti impegnati sulla nonviolenza. L'invito è interessante, e per correttezza lo riporto visto che nell' "appello" sottostante non è per nulla accennato:

        "A causa del processo di globalizzazione in atto e dei conflitti culturali del nostro periodo storico, il concetto di “Società umana” richiede sforzi rinnovati per migliorare le pratiche di inclusione, la pace e il    benessere sociale in tutto il mondo, e per rimuovere gli ostacoli che frenano il raggiungimento di questi obiettivi. La pace non è una mera
assenza di guerra e poiché il mondo è sempre più integrato, i confini politici, sociali e culturali si stanno riconfigurando e stanno facendo emergere nuove sfide che mettono a repentaglio questo bene prezioso.

        Importanti ricerche internazionali dimostrano come la paura della morte sia l’elemento psicosociale in cui si è radicata la maggior parte del comportamento irrazionale. Questo Convegno ha lo scopo di   descrivere da un lato in che modo la morte e la paura della morte promuovano la violenza, il terrorismo e la guerra e, dall’altro lato, di mostrare in che modo le strategie di pace e di riconciliazione possano  ridurre l’effetto che la paura della morte ha sul comportamento umano. Infatti, il Convegno si propone di esplorare i temi del pensiero pacifista nel contesto delle strategie e delle pratiche internazionali   nonviolente, adottate per trovare una soluzione pacifica al terrorismo, alla guerra e alle loro conseguenze".

Ecco tutto! non mi sembra che ci sia scritto qualcosa di sconvolgente né che sia sconvolgente il fatto di invitare gli interessati a partecipare con una relazione a questo convegno. In quel contesto potresti dire tutto quello che tu ritieni vada detto...

Buona giornata a tutti voi!

Guidalberto Bormolini - Presidenza TuttoèVita presidenza@tuttovita.it


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Risposta di Gloria Germani: 

"Caro Guidalberto

Perdonami   ma mi stravolge ancora  l'idea che un Università  autorevole
come quella di  Padova possa  dare ad un convegno un titolo del genere:
WWIII?
Management of death between new social emergencies and their solution

Il primo dovere sarebbe  esprimere le Ragioni  per cui  ogni intervento  di
guerra  è sbagliato..
Cercare di  togliere quella cecità   che non ci  fa capire le ragioni degli
altri  ( ma solo le nostre)

Se credi  opportuno  posso mandare un piccolo abstract  in questo senso..."