mercoledì 18 luglio 2012

2 agosto 2012 - Rune e luna piena a Spilamberto, sul Panaro...



Il 2 agosto 2012 è  luna piena. Questo evento astronomico ed astrologico si manifesta in piena Canicola e  ci aiuta a fuggire dai modi comuni di pensare, spontaneamente  sentiamo di uscir fuori dal corpo, di riconoscerci in qualcosa che  non è la consuetudinaria abitudine del ragionare, del decidere le cose in anticipo.... Insomma siamo un po' cotti e sentiamo di poterci maggiormente lasciar andare agli istinti...


Chi conosce il Circolo Vegetariano VV.TT. sa che  festeggiamo la luna piena con regolarità. Quest’anno sarà la prima volta che la celebrazione agostana  si svolge in quel di Spilamberto, sulle rive ghiaiose del fiume Panaro. Ci vuole tutta la forza ed il desiderio di cambiamento che contraddistingue la Luna in Leone, o Scimmia nello zodiaco cinese, per  starsene lontani dalla pazza folla delle spiagge e delle piscine e cercare,  in compagnia di un piccolo gruppo di amici, l'armonia con la natura.


Già dal 25 luglio appare nel cielo la Canicola, che é la stella di Procione, nel Cane Minore, in cui la leggenda riconosceva la Cagnetta Mera. Questo é il segno celeste che annuncia il grande caldo. Quest’anno manterremo il caldo sostando davanti ad un fuoco acceso nella notte. Sul greto del Panaro si terrà un convivio serale con il cibo vegetariano da ognuno portato. E lì cercheremo sassi levigati, da alnciare nel fiume, per carpire il significato originario  delle Rune, il sistema divinatorio celtico che sicuramente era in vigore in queste zone dell'Emilia.


“C’è un uomo appeso a quell’albero battuto dal vento, che penzola ormai da nove lunghe notti.” I segni primordiali delle rune furono scoperti da Odino che pendeva dall’albero della vita, Yggdrasil. Le rune rappresentano situazioni possibili, sono simboli magici scolpiti (o dipinti) che nella cultura celtica e vichinga convogliavano l’oracolo dell’Io supremo. Esse sono un sistema geroglifico di scrittura e sono 24, più la runa di Odino che è bianca.


Il libro delle rune è stato scritto come un manuale, una guida, per il guerriero spirituale. La via del guerriero non è per tutti, sebbene sia possibile per chi intende vivere consapevolmente le proprie sfide. Consultare le rune comporta un misto di casualità ed intuizione, i messaggi possono essere riconosciuti in segni della natura oppure sui sassolini rettangolari che vengono gettati per terra.


Come avviene negli altri sistemi divinatori le rune si basano sul messaggio inconscio, la funzione determina la forma, l’uso conferisce significato ed un oracolo si adatta sempre alle richieste del tempo in cui viene consultato.


Il punto di partenza è l’io, la coscienza che, nella sua volontà propositiva, si avvicina alla matrice universale e riceve così la conoscenza. Le cose esteriori sono un’immagine riflessa conoscibile e modificabile ma solo agendo dall’interno, nell’intuito, nella consapevolezza.


Ecco i sacri nomi delle rune: Supremo, Dono, Messaggero, Separazione, Forza, Iniziazione, Necessità, Fertilità, Difesa, Protezione, Possesso, Luce, Raccolto, Fuoco, Vittoria, Rinascita, Progresso, Acqua, Vulcano, Comunicare, Ingresso, Trasformazione, Arresto, Energia solare. La runa bianca è quella del Destino.
Le rune non rappresentano però un messaggio granitico, non richiedono la nostra dipendenza dall’oracolo, ma indicano la strada, il movimento, per uscire dal dubbio.


Paolo D’Arpini
 


L’incontro del 2 agosto 2012, che si tiene a Spilamberto, é libero ed aperto… Appuntamento alle h. 19.00 all'ingresso del Sentiero  Natura di Via Gibellini.


Per appuntamento:  circolo.vegetariano@libero.it
Cell. 333.6023090


...............

Commento di Caterina Regazzi: “Che dire? posso parlare di suini, vaccinazioni, ricette di farmaci,  larghezza di travetti e loro distanza, posso osservare i nidi di  rondine all'interno degli allevamenti e dei magazzini, posso imparare  a riconoscere le erbe spontanee del mio territorio ed osservare il   corso del fiume e se questo è scarso o abbondante, posso osservare le  fasi della luna e passeggiare sotto la sua luce quando è piena ed  illumina le stoppie del campo di grano trebbiato da poco, posso spigolare e  raccogliere le prugnette semiselvatiche all'ingresso del percorso  natura.... le rune le lascio a te, se vuoi me le racconterai tu”

martedì 17 luglio 2012

Treia - Dopo la presa della Bastiglia e dopo la vincita dello scudetto volley

Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini, nel verde estivo di Treia


Piccolo resoconto della doppia festa del 14 luglio 2012.Mentre noi del Circolo Vegetariano celebravamo la Presa della
Bastiglia (http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/07/treia-14-luglio-2012-la-presa-della.html),  a Treia si festeggiava la conquista dello scudetto di Volley della squadra locale (Lube).


Fortunatamente questa volta c'ero anch'io e così ho potuto godere di
entrambe, che per noi sono state una unica festa.


Mi ero andata a fare una piccola vacanzetta di tre giorni a Treia,
conclusasi domenica scorsa col viaggio di ritorno a Spilamberto, di me e Paolo, che ora ci fermeremo qui a soffrire/godere del caldo, per circa un mese.
La festa del 14 luglio per noi è cominciata con la nostra passeggiata quotidiana sotto le antiche mura e lungo viottoli in mezzo alla vegetazione, passando però prima per il centro del paese e la piazza, per vedere che movimento c'era... e ce n'era. Però le persone erano sparpagliate lungo tutte le strade e la circonvallazione e nei sentieri
non c'era  affollamento, anzi erano deserti.

Alla festa per la vittoria della Lube erano previste circa 7000 persone e per l'intera giornata era vietato l'uso dell'auto propria  nei pressi del paese: chi voleva venire a Treia doveva lasciare l'auto in una serie di parcheggi periferici ed arrivare con navette messe a disposizione dall'organizzazione. Ma chi voleva uscire?... (infatti saremmo dovuti andare qulla stessa sera a visitare con l'amica Francesca una mostra a Pollenza, ma vi abbiamo rinunciato per l'impossibiltà di circolare in auto).

Continuando con la nostra passeggiata e arrivati al punto di immetterci nel sentiero bioregionale campestre una giovane fanciulla di guardia all'accesso ci ha "stoppati" dicendo che di lì non si poteva passare. Lungo buona parte delle mura infatti avevano apparecchiato una gigantesca tavolata, a cui si apprestavano ad accedere le persone che si erano diligentemente fornite di un "buono" (o prenotazione) di colore diverso che dava diritto ad una cenetta "al catering".

Ma siamo riusciti a bypassare l'ostacolo, con un piccolo escamotage, grazie a quel furbetto di Paolo, abbiamo aggirato la guardiana passando dal un sentierino nascosto sotto il  giardinetto di San Marco e ci siamo potuti incamminare indisturbati verso la "nostra" panchina davanti al campo di bocce, dove ogni giorno sostavamo ad ascoltare le cicale, le rondini, le tortore, i fringuelli... ed a parlare del Sé, di bioregionalismo ed altro.
Dopo una sosta di una ventina di minuti,  siamo ripartiti per completare il nostro giro e ne abbiamo approfittato per dare
un'occhiata alla tavolata.... non era certo cibo vegetariano quello
che si stava consumando, ma c'erano a metà del tavoli dei vassoi
pieni di dolcetti che avevano un aspetto quasi casalingo e invitante,
ne abbiamo prelevate alcune manciate qua e là... erano buoni (e ce ne siamo portati una manciata anche a Spilamberto)!

Infine la sera, tornati a casa, ci siamo addormentati (a fatica) con le urla di un presentatore e le canzoni degli Stadio che suonavano giù al campo sportivo nel caldo di una serata estiva in piena regola!

Caterina Regazzi


Torre Onglavina, ai giardini di San Marco a Treia

lunedì 16 luglio 2012

Verrà Francesco... Fantasie ecclesiastiche di Giovanni Colombo




Arriverà un riformatore cristiano per ricondurre il cattolicesimo alla sua sorgente?
 
Sì. Dopo tanta preghiera del papa e, modestamente, anche di noi laici, si può star sicuri che arriverà. Sarà lui il volto migliore. Non conosciamo ancora il colore, se bianco o nero (per il giallo stanno lavorando in tanti, c'è un proliferare di viaggi di ecclesiastici in Cina, ma la questione pechinese ha tempi troppo lunghi perché si risolva prima dell'avvento desiderato).
 
Però conosciamo già il nome. Si chiamerà Francesco. Sarà Francesco I.
 
Il giorno dopo l'elezione, affiderà all'Unesco, quali siti artistici e turistici, i Palazzi Vaticani, metterà in vendita Castelgandolfo, chiuderà lo Ior affidando i soldi alla Banca popolare etica. Abiterà per lunghi mesi a Assisi e scenderà a Roma - in treno - per celebrare i riti principali nella "vera" cattedrale del vescovo di Roma, quella di San Giovanni in Laterano. Molte cerimonie le farà all'aperto, sul Monte Subasio o su culmini di colline dove non s'innalza alcun tempio.
 
Inviterà a sedersi rispettosamente sull'erba. A prendersi le mani tra sconosciuti per storie personali, ma ben noti per comune origine. Ad adorare in spirito e verità.
 
Ridurrà la struttura istituzionale al minimo, con una drastica riduzione del terziario ecclesiastico (il Concilio Vaticano II voleva snellire la Corte papale, ma da allora l'Annuario pontifico ha triplicato le sue pagine). Toglierà il celibato obbligatorio: più piacere, meno ipocrisie.
 
Ordinerà le donne, ma le donne lo vorranno? Non è per nulla scontata la loro disponibilità, dovrà riconquistarle.
 
Darà le dimissioni a 80 anni. Abolirà definitivamente i cardinales. D'ora in poi i grande elettori del papa saranno i rappresentanti delle conferenze episcopali. Scriverà un'unica enciclica dal titolo: In nuditate, Domine. In essa chiederà perdono di tutte le volte che il cattolicesimo è stato potere persecutorio su coscienze coartate, finzione autoritaria e violenta della verità, pretesa di non errare smentita incessantemente dai fatti. Nel testo elencherà i dogmi, le norme morali e i canoni del Codice di diritto canonico da gettare nel biondo Tevere.
 
Tolto il fasullo, tolto l'inutile, Gesù di Nazareth tornerà ad affascinare. Sarà di nuovo possibile incontrarlo e seguirlo.
 
Giovanni Colombo
 
(Fonte: Il Margine n. 32)
 
....................
 
 
 
Commento di Gianni Donaudi:
 
"...gli Squallors di Napoli  parlavano di un certo Papa  Gennarino I, naturalmente napoletano"

domenica 15 luglio 2012

San Severino Marche - Lucilla Pavoni, decespugli​atori all'opera e l'ecologia profonda del possibile...



Cari Amici,
vi chiedo scusa per la latitanza di questi ultimi giorni,ma mi capita a volte,di chiudere fuori il mondo dalla mia vita, per ritrovarmi, ricaricarmi e continuare il cammino.


Viviamo in un mondo duro, dove non è sempre facile reggere i ritmi e le emozioni. Siamo continuamente sollecitati da eventi, notizie, paure per un domani che sembra sempre più incerto.

E allora, è bene fermarsi ogni tanto, non con la presunzione di risolvere qualcosa, semplicemente per ritrovare la giusta "centratura"e ricostruire i nostri mondi interiori.

Si muove attorno a noi tutto un mondo che solo apparentemente abbiamo assimilato, ne vediamo solo i vantaggi ma trascuriamo i danni che provoca alla nostra parte più intima.
Oggi sono stata testimone dell'ennesimo scempio che perpretiamo ai danni della nostra Madre Terra e degli sforzi che lei fa per adeguarsi ai nostri continui insulti. Andando in macchina mi sono trovata davanti ad uno di quei "terrificanti" decespugliatori che i Comuni utilizzano per tenere a bada le siepi che crescono lungo le strade. Avanzava con insensibile determinazione e con la sua sega rotante in pochi istanti polverizzava un microcosmo perfetto, lasciandosi dietro la desolazione di rami scorticati, di nidi distrutti e un tappeto di fiori e foglie divelte senza neppure vederne la bellezza.

Una volta erano adibiti gli "stradini" a questo lavoro e lo fascevano con scienza e coscienza, perchè conoscevano bene il valore di un albero o di un filo d'erba. In un metro di siepe ci puoi trovare di tutto, eè un concentrato della potenzialità che ti offre quella terra, e ti dice se e' franosa, argillosa, calcarea, e ti suggerisce come trattarla per non dover poi intervenire con pale e ruspe alla prima pioggia.

Spero di non avervi rattristato con questa riflessione un po' amara, l'intento è solamente quello di sensibilizzare una parte di noi che ormai trova scontata e normale anche la cosa piu' assurda. E' un invito a vivere con più consapevolezza in questo meraviglioso mondo che ci è stato affidato. Ho idea che gli stessi Enti preposti alla conservazione della Natura siano poi gli stessi che ordinano ,o permettono queste soluzioni, apparentemente più veloci ed economiche. Io non lo so a chi rivolgersi, speriamo che qualcuno ce lo dica.

Lucilla Pavoni
Rete Bioregionale Italiana

..................

Commenti:


Sonia Ognibene: "Li ho visti anch'io e ho notato quella massa di rami e fronde sulla strada quasi fosse un campo di battaglia, ma non avevo riflettuto sulle conseguenze (i nidi, le creature che ci vivono). Grazie per avermi aiutata a riflettere. Con chi se ne può parlare?"


Cinzia Asia Mandelli:  "Non abbiamo ancora capito che siamo noi a doverci piegare alla natura e non viceversa.....essì che la natura stessa ci sta avvisando..."



Isidoro Carancini: "...il mondo cambia continuamente e la cultura dell'Ambiente trova sempre meno spazio nell'organizzazione moderna dei nostri comuni ; gli stradini, i giardinieri egli operai in genere hanno lasciato posto a strutture burocratiche che pesano notevolmente, ad ogni livello, sull'economia generale del Paese con effetti disastrosi a livello locale. Che cosa dobbiamo aspettarci ancora? Solo Associazioni di volontariato possono contribuire a favore della Natura e non solo; ci sarà bisogno sempre più di loro anche per la cura dei nostri centri storici, sempre meno curati,ma che hanno lo stesso valore affettivo, legato alla nostra cultura e alla nosra storia"


Caterina Regazzi: "Cara Lucilla, le tue considerazioni sono molto vere, ed in sintonia con l'ecologia profonda, certo che ormai siamo abituati a tante di quelle cose che già notare certi scempi è una grande dote. Purtroppo il nostro sistema di vita ruota attorno all'economia e pensare di ritornare allo stradino che conosceva il territorio e quindi poteva tagliare con cura e rispettare le specie erbacee e animali ospitate lungo i fossi, lungo i cigli delle strade e nelle siepi è quanto meno anacronistico. Già è molto che non vengano dato direttamente un diserbante che con ancora meno spesa e fatica rende tutto più "pulito", inquinando però le falde e seccando definitivamente specie erbacee utili all'equilibrio naturale e tu ne sia qualcosa! La natura viene continuamente sfruttata e vilipesa, pensa alle mietitrebbie che "ripuliscono" i campi di grano, distruggendo nidi di uccelli, pensa alle autostrade che stanno mangiando sempre più territorio, per il nostro gusto di viaggiare (me compresa) e di acquistare merci che provengono da centinaia o migliaia di chilometri. Dovremmo continuamente pensare alle conseguenze delle nostre scelte, ma, anche se ne siamo consapevoli, non sempre siamo disposti a rinunciare a certe comodità"

Riccardo Mencarelli: "Scusate, volevo commentare l'articolo di Lucilla Pavoni,  ma non riesco a farlo nella pagina relativa, così vi prego di farglielo "recapitare" tramite mail: "Lucilla, mi spiace muovere critiche proprio a te. Ma le strade esistono quasi esclusivamente per le automobili, su una delle quali eri tu, e vengono trattati i loro cigli, come ora sai, perchè le, da me detestate, auto corrano sicure. Io ho rinunciato a quel mostruoso marchingegno inventato solo per consumare petrolio, con tutte le altre peggiori conseguenze, quì non considerate. E se continui ad andare in macchina non ti opporre ai decespugliatori, quì nella provincia d'Ancona hanno già provato a sostituirlo con un terribile diserbante; come si dice, a non voler rinunciare all'auto si può cadere dalla padella nella brace!" Se un altro mondo è possibile "reinventiamo" anche il modo di muoversi..."

sabato 14 luglio 2012

Nuove religioni: il dio denaro ed il sistema ecclesiastico chiamato mercato per l'uomo di ricambio con pezzi di ricambio in vendita

Allegoria di Vincenzo Toccaceli


La moneta industriale crea un mondo industriale, la moneta umana e sociale crea un mondo umano e sociale.  La moneta non può che essere nazionale, ogni formula diversa è una truffa più o meno sofisticata a danno del popolo e a beneficio del banchiere.  Il liberismo ha creato un mondo di disequilibri che riducono anche la quiete sociale che prima o dopo scoppia, chi gestrice e cavalca questa rivoluzione vince, e solitamente la gestisce sempre chi la crea e soprattutto chi conosce la natura umana, libera da superfetazioni intellettuali. 

Una moneta che non tiene più conto che viene coperta dal lavoro come è giusto (in parte) che sia (la magia del denaro- Schacht) e dell'induzione del valore (G. Auriti),  ma al contrario se non c'è il banchiere che presta moneta (con valore a priori)  non si può ne vivere, ne creare impresa, ne gestire uno stato, ne creare lavoro, ne pagare salari,ecc e tutto questo badate bene, perché fin dall'inizio "Dio" creò l'uomo la donna ed il banchiere (che possedeva il valore fin da principio).

Siamo alla follia, ma la vera follia non è l'accetazione di tuto questo da parte del popolo e sopratutto degli intellettuali persi nelle loro congetture di potere nel peggiore dei casi e nel migliore dei casi in qualche libro di una sperduta utlima biblioteca prima che bruci.

Questo sistema sta rastrellando il più possibile prima del grande disastro e nonostante il burrone è sempre più vicino nessuno si vuole ancora arrendere e nessuno vuol saltare dal Titanic. 

Soprattutto perché non sa nuotare nessuno, e poi perché ci sono gli squali in giro. Ma il divario sta diventando insostenibile ed i disordini sociali sono all'orizzonte, sopratutto quando si arriverà ad altezza pancia.

Quando i divari diventano oltremodo inaccettabili la rivolta diventa l'unica soluzione, ma qui non parliamo di rivolte coordina, pagate e gestite come quelle che conosciamo, ma di rivolte che arrivano dalla pancia delle persone. Infatti dove non arriva la moneta debito arriva la democrazia delle bombe. Un nazione non ha più la possibilità di essere tale, deve perdere la sua identità la sua cultura la sua storia, il suo radicamento al territorio. Tutti siamo uguali (per loro) ed in nome di questo nuovo oppio dei popoli l'uguaglianza, si commettono le peggiori atrocità.  

L'imposizione dell'uguaglianza, tu "devi" essere uguale all'altro, devi usare la stessa moneta, devi usare lo stesso farmaco, devi essere flessibile come l'altro, tu devi guardare gli stessi film degli altri, tu devi pensare le stesse cose, tu non devi dubitare, tu devi accettare il "Dio mercato" sovrano e per questo devi rinunciare alla sovranità della tua identità.

Tu sei solo un uomo di ricambio nel sistema, se servi bene se non servi non hai nessun diritto, poiché i tuo diritti dipendono solo ed esclusivamente  se puoi essere utile al sistema (e non il sistema utile all'uomo) se non se capace di avere un conto corrente, e di mantenerlo, sei fuori bilancio. Ci vogliono far credere che la moneta abbia un valore a se e chi c'è la (perché gliela lasciata il nonno) la può prestare chi invece nasce oggi con un nonno povero è destinato a farsela prestare da chi la detiene (come una pepita unica irrepetibile ed introvabile).

Nonostante ormai lo sanno tutti che molta parte del valore della moneta dipenda da un contratto esclusivamente fiduciario (vale solo perché io credo che valga) ci vogliono far credere che questa vale solo se la prendiamo in prestito da loro (come se la loro moneta fosse unica come una pepita).

L'unificazione monetaria europea senza l'unificazione politica e sopratutto con un euro (debito) in mano ai banchieri dove nessuna nazione può dire la sua è di fatto una partita di calcio senza arbitri, e vince non chi rispetta le regole, ma chi è più furbo. Il liberismo accoppiato alla moneta debito è una delle armi di distruzione di massa più potenti che siamo mai inventate. Un arma che punta tutto sulla tua "potenziale" libertà di "poter" far tutto in un mondo "iper-monetizzato" dove tutto si muove solo ed esclusivamente in funzione di quanti "interessi" può generare. Non ha caso la massa monetaria mondiale (M0+M1+M2+M3) è cinque volte superiore al prodotto mondiale (economia reale). L'illusione di fare denaro dal denaro (eppure la favola di Pinocchio sembra estremamente chiara).

Certamente si può fare denaro dal denaro ma se questo è controllato da qualcuno significa che farai denaro solo quando e quando questo qualcuno vuole che tu lo faccia. ,In ogni caso tale denaro è destinato a saltare, poiché inevitabilmente crea voragini  con il sintema Ponzi, ossia qualcuno si arricchisce come i banchieri, mentre  molti, o meglio tutti gli altri pagano.

Facendo poi leva sulla "natura umana", debole e corruttibile, il banchiere non si toglie mai il suo guadagno (pizzo), ma riversa il "danno" di tale sistema-disastro, sul popolo il quale non sa scegliere da chi farsi governare, ed allora distruggiamo anche l'idea più alta della politica e soprattutto togliamo la voglia a questo uomo intercambiabile, "libero ed uguale" e sempre più uguale di partecipare attivamente alla politica. Tutto deve fare l'uomo pezzo di ricambio tranne interessarsi dei suoi interessi, non c'è ne bisogno.

L'uomo "reso uguale" non ha necessità di occuparsi di se c'è il sistema che sa cosa è giusto per lui (sopratutto il pareggio di bilancio). L'uomo "libero" di essere fotocopiato è uguale e in quanto uguale non ha necessità di avere aspirazioni ed identità diversa.

 L'uomo di ricambio è cresciuto per essere anche pezzi di ricambio, non deve pensare deve stare in silenzio deve solo ascoltare, per essere programmato ad essere uguale e sopratutto a non contestare il sistema che sta facendo di tutto per dargli la "libertà di essere uguale".

L'uomo uguale deve essere la stessa moneta, poiché liberamente c'è solo una moneta da utilizzare, l'uomo di ricambio deve essere libero dal posto fisso, perché l'uomo uguale deve essere intercambiabile con un altro più liberamente ricattabile perché magari ha più figli da sfamare.

L'uomo uguale di ricambio deve essere libero di poter essere curato male alla stessa maniera non potendosi appellare a nessun ente o rappresentante territoriale, in quanto se è un uomo uguale a tutti gli altri non c'è necessità di avere un riferimento a cui dare una responsabilità.

L'uomo uguale deve essere un consumatore libero di mangiare la cioccolata fatta con i surrogati, deve essere libero perché se è libero non lo difende più nessuno nei suoi diritti, infatti l'uomo intercambiabile deve essere libero da diritti. Non ci vuole molto a imporre l'uguaglianza e la libertà, basta convincere una sparuta limitata di politici che la moneta debito (euro) sia la soluzione e la libertà (dai diritti) arriva sicuramente.

La colpa del disastro non è mai del sistema debito (ci mancherebbe) ma solo di chi non sa governare, e come si potrebbe governare un economia che ti succhia almeno il 5% l'anno del PIL solo perché si usa l'euro, come se si volesse travasare una botte  in un'altra usando uno scolapasta.  

L'ignoranza (voluta) di come funzione l'emissione monetaria fa si che anche il politico diventa un pezzo di ricambio liberamente uguale (in mano al banchiere) non a caso destra centro e sinistra sono ultra allineati (salvo finte sceneggiate, per confondere qualche pollo).

Monti Mario sta eseguendo "il programma" in maniera ineccepibile, lui solo quello sa fare, (il programma del liberismo-moneta-debito) e lo sta facendo in maniera egregia ma chi è che lo sta sostenendo?

Gli uomini politici liberi ed uguali di ricambio, che ci rappresentano (facciamocene una ragione). Quanti di noi sono andati dai propri referenti politici che hanno votato in passato e gli hanno detto: "ma che cavolo stai facendo?" Pochissimi e allora cosa pretendiamo, siamo troppo liberi ed uguali per capire certe cose.

Giuseppe Turrisi 

venerdì 13 luglio 2012

Osimo, 21 e 22 luglio 2012 - La sacralità del femminile e la Santa Maria Maddalena



Il 22 luglio è dedicato a Maria Maddalena, è anche il giorno in cui il Sole dal segno zodiacale del Cancro, dimore della Luna, passa al Leone, mentre la Luna sarà in Vergine, donandoci un'energia di perfetto equilibrio tra queste due polarità... Come un attimo di sospesa temporalità, l'acqua lunare e il fuoco solare creano un passaggio, un varco sull'eternità, in cui il principio maschile e quello femminile compenetrati in perfetto equilibrio si fondono... 

La Terra incontra il Cielo e la Maddalena rappresenta questo connubio, l'integrità, la forza interiore, la dignità, l'amorevole dedizione, il desiderio di far propria la Volontà suprema, incarnando la potenza della Terra ce si riflette nel Cielo quale Grande Dea universale, matrice portante di ogni creazione.

Aprite il vostro Cuore all'energia e al dono di questo giorno, che rappresenta la Porta Aurea interiore per accogliere il vostro Se', come un Bimbo nuovo perché non ancora ben percepito nella sua totalità, ma sempre esistito in quanto Spirito che tutto muove... attraversiamo questoponte d'oro...


Noi lo vivremo in questo modo... aprite l'allegato e lasciatevi ispirare...

Che l'Universo di Luce e Amore vi guidi verso Voi stessi

Cristina Omenetti - chicca.o@email.it

giovedì 12 luglio 2012

Treia, 14 luglio 2012 - La Presa della Bastiglia in chiave mangerecci​a ed amorosa

 “Consegniamo il mondo in uno stato dignitoso alle generazioni future” (K. Ludwing Schibel)


Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini a Treia


Eccoci qui, siamo a Treia, Caterina ed io.  In questi giorni abbiamo approfittato della sua mezza vacanzetta per compiere alcuni riti estivi: andare al mare, sulla spiaggia libera di Porto Recanati; visitare le balze attorno Treia con gite circolari; partecipare ad attività culturali e cantare a mezzogiorno e sera; spesso ci siamo dedicati all'osservazione serale delle prove del gioco della palla con il bracciale, il cui campionato si svolgerà ai primi di agosto...

Quest'anno ad assistere alla tenzone noi non ci saremo (la descrizione di una precedente edizione è qui:  http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=gioco+della+palla+col+bracciale), in compenso ricorderemo la  ricorrenza della "Presa della Bastiglia con un insolito festeggiamento.
Maria Antonietta, a chi le diceva "Maestà il popolo ha fame, non ha più pane!" avrebbe risposto "Se non ha più pane che mangi brioches!" - Forse la risposta è un'invenzione per giustificare la rivolta... Sta di fatto che qui a Treia hanno preso la cosa sul serio e proprio il 14 luglio di quest'anno hanno deciso di servire brioches a tutto il popolo.. e non solo brioches ma anche leccornie di ogni tipo, ammanite  in una grande cena all'aperto, lungo le mura,  per festeggiare una grande vittoria sportiva. Lo scudetto del campionato di Volley aggiudicato alla squadra Treiese. E la Lube, che sponsorizza il team sportivo, ha deciso di fare le cose in grande offrendo alla popolazione tutta una grande festa, con musica, cibo, bevande ed ogni ben di Dio.

Ed ora qualche parola sul momento. Luglio è un mese in bilico, all’inizio c’è la gentile Capra ed alla fine l’astuta Scimmia. All’inizio il timido Cancro ed alla fine il possente Leone. Differenze maggiori in un solo mese non potevano esserci. La Capra è considerato l’archetipo più femminile del sistema cinese, al contrario la Scimmia rappresenta le qualità maschili per antonomasia, ivi compresa l’attitudine a farsi un harem. Se riuscissero a mettersi d’accordo farebbero una bella coppia….

Diceva Andrè Breton: “La rivolta, solo la rivolta crea la luce… e la luce non può avere che tre vie: la poesia, la libertà e l’amore…”
Cercando questa libertà e questo amore, Caterina ed io e chi vorrà esserci,  tenteremo di ri-conquistare l'anima bioregionale del luogo. Ma non lo faremo con una assalto bieco e violento, bensì con le armi della riflessione e della contemplazione.
Per restare laicamente nello spirito  evocato faremo la solita passeggiata meditativa serale, con sosta in panchina davanti al campo di bocce, per confrontarci sulla  comprensione del Sé. Nei tarocchi a questa stagione è dedicato l’arcano lunare. La Luna è una delle carte più misteriose e suggestive. In essa si vede l’aspirazione umana di collegare le cose che stanno in alto con le cose terrene, mediante una comprensione simultanea. L’intuizione del Cancro.
Paolo D’Arpini

Partenza alle h. 19.00 del 14 luglio 2012 dal Circolo Vegetariano VV.TT.  Prenotazione per la passeggiata: 0733/216293 –
circolo.vegetariano@libero.it