mercoledì 25 febbraio 2026

Se la carne divide, la dieta frugivora bioregionale unisce...

 


Quando uno dei due coniugi decide di non mangiare più carne la relazione tra i due spesso diventa complicata. Le due propensioni divergono, specialmente se di mezzo c’è un bambino che la madre, ad esempio,  vuole allevare con un'alimentazione incruenta, ma anche perché consapevole dei danni che può arrecare alla salute ed all'ambiente il cibo carneo.

Una realtà di difficile soluzione e richiede grande pazienza e comprensione reciproca,  ad esempio il marito, onnivoro, non si apre alla nuova realtà alimentare che richiede moderazione, oppure che la moglie, vegetariana, per quieto vivere, accetti che in tavola si presentino cibi misti.

Ma questo per chi ha fatto una scelta naturalistica  significa scendere a compromessi con la propria coscienza, subendo -anche se in forma indiretta- gli effetti di un’alimentazione incompatibile con la propria natura, non curandosi dell’inquinamento e dei danni agli ecosistemi provenienti dagli allevamenti  industriali.

Quando il marito ritiene necessario per lui  nutrirsi anche di carne e accusa la moglie di imporre la sua visione delle cose, non impone forse egli stesso -indirettamente-  un tipo di alimentazione? Cercare un accordo tra le parti rispettando le scelte altrui e fare in modo che prevalga il bene comune sembra la via più ragionevole. Una forma mediata potrebbe essere quella di limitarsi in casa ad una alimentazione frugivora, senza carne  ma con prodotti di origine animale come formaggio, uova, miele, ecc.   da produttori biologici e da allevamenti etici.  Lasciando libertà di assunzione carnea in caso di pranzi e cene presso amici onnivori od al ristorante. Questo sarebbe già  un gesto di rispetto reciproco fra i due coniugi.   

E’ indubbio che la carne  non è  necessaria  come scientificamente dimostrato dai più accreditati istituti di ricerca in fatto di nutrizione, che tra l’altro hanno dichiarato ufficialmente che l’alimentazione bioregionale  frugivora  è compatibile in tutti gli stadi dell’esistenza, dalla nascita alla morte.

Una corretta scelta alimentare è caratteristica qualificante non una depauperazione: è indice di personalità, coerenza, forza e fiducia nelle proprie idee, ma è anche motivo di testimonianza di una attitudine che contribuisce al benessere della persona e a rendere migliore questo mondo.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana




P.S. Di questi temi se ne parlerà il 26 aprile 2026 a Treia nel contesto della Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT.: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2026/02/treia-25-e-26-aprile-2026-festa-dei.html




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