martedì 24 febbraio 2026

La terra di nullo...

 


...nella terra di nullo: come fa kanzon ad usare tutte quelle mani e tutti quegli occhi? come un uomo che nel mezzo della notte si sistema il cuscino dietro la testa.. mi sono appena svegliato e sto allungato sul divano davanti al fuoco del grande camino, ripensando al folletto fiorin fiorello amore bello che si è intrufolato in casa ieri sera impossessandosi della mia chitarra cantando: la casa si stufa ad averti per casa deputata presenza chiede un po di assenza mentre non ci siamo chiusa la porta una vita misteriosa la vive. eppure quando andiamo e veniamo lei ci tenta attrae trattiene per sentire lo spazio attraverso gli oggetti toccati, una presenza che tesse tutto assieme, la lasciamo a mettere in ordine le nostre cose. il viaggio è iniziato nel momento in cui peter brown nella sua cantina ha aperto i rubinetti delle botti per farmi assaggiare diversi tipi di vino e riempiendo infine il fiasco che avevo con me. 

Mi sono ritrovato essere vivente nella notte delle idee con l’obiettivo di ampliare la visione sul mondo e lo sguardo sul pianeta. con me artisti musicisti scienziati scrittori attorno a un grande tavolo rotondo, al centro funghetti aiuauasca vino birra te caffè kefir combutcia immaginando tutti di abbracciare un albero. il silenzio della linfa che scorre, la cortecciarugosa ossidata dalla luce e dall’ossigeno, odore di muschio anche se avrei voluto nascondermi nella sezione panorama nel magico mondo di nullo come il Cosmopolitano scalzo nell’impossibile labirinto di una sfera che ha il centro dappertutto e la circonferenza da nessuna parte che sostiene la necessità di pensare danzando in modo di non separare l’uno dall’altro il tempo e lo spazio. mancano solo i tamburi e le trombe; il dolce far niente. attraversando il paese delle colline di terra ho visto il sole che brilla alla fine della notte nelle quattro direzioni c’è chi scende c’è chi sale e c’è chi lava i piatti come me in questo momento nella circostanza la stanza circolare dove sentire l’essenza della circonferenza in trascendenza. se non io chi? se non ora quando? se non qui dove? ho sempre vissuto nei luoghi sognando di essere in altri luoghi… mi sono seduto e ho ascoltato le parole della terra e la luce del paese al vento che passa come frutti di un contadino sulla strada. 

La luna infeltrita nella quantità spaziale si è persa la chiusura del cerchio nella quotidianità fatta dell’arrangiarsi. finalmente il mare… il mare immenso strumento musicale, la parola vi giace insonne nel luogo dove più facilmente si raccolgono le emozioni: il tempo! col suono del mare ho aperto i chakra equilibrato il karma e purificato l’aura… di già di quò di là sotto sopra avanti e indietro in alto e in basso a destra e a sinistra in tutte le direzioni un mare di pietra e di pietre… dolmen menhir cromlech. i cerchi in pietra evocano l’antico culto del dio solare e rappresentano una mappa astronomica che identifica una datazione specifica che voleva essere lasciata incisa nella pietra. 

Il mito più ancestrale tramandato da generazioni nella popolazione che il cromlech era impiegato come luogo di guarigione. stando alle credenze basterebbe appoggiarsi alla pietra centrale del cerchio per sentire alleviati dolore e stanchezza e soprattutto per sentire tonificato il proprio corpo. sarebbe dovuto al fatto che queste monumenti di pietre erano costruiti sopra corsi d’acqua sotterranei e che il centro di tali cerchi si trovava in corrispondenza con il movimento dell’acqua unito a quello della terra creando una energia cosmo tellurica, un collegamento con le vibrazioni del piano psicofisico umano. gli anziani raccontano di una danza che veniva ripetuta nel cerchio chiamato luogo nascosto nel giorno del solstizio d’estate e d’inverno, al fine di guarire dalle malattie e di auspicare la fertilità della terra. 

Questo in parte è anche attestato scientificamente: la coscienza è come una musica definita “Shabda Brahman” che significa suono trascendentale o vibrazione sonora. Il Shabda Brahman (suono-coscienza) identifica l'universo come vibrazione primordiale, dove la coscienza suprema si manifesta attraverso il suono, come una musica sacra eterna. Questa vibrazione crea e sostiene la realtà, agendo come una risonanza sottile che riequilibra l'essere. le magiche vibrazioni nel mondo di nullo…

Ferdinando Renzetti



 

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