domenica 25 marzo 2012

Ecologia profonda universale - La teoria degli universi che rimbalzano all'infinito, sempre uguali (nella sostanza) e sempre diversi (nella forma)

Ad immagine e somiglianza...


"Ab aeternum - La realtà non può essere descritta perchè non può sussistere una scissione fra osservatore, osservazione ed  osservato..." (Saul Arpino)

"Come già dicevano gli antichi sapienti indiani: Vishnu lo conserva, Shiva lo distrugge, Brahma lo ricrea, all'infinito e per sempre. Ma, forse proprio per il "fattore di dimenticanza cosmica", nessun universo "rimbalza" uguale (d)al precedente..." (Joe Fallisi)


La scienza comincia ad avvicinarsi sempre più alla filosofia. In effetti il pensiero metafisico e l'analisi del mondo fisico sono due descrizioni che  collidono, entrambe attingono alla realtà percepibile per mezzo della coscienza.


Che gli universi fossero continuamente creati e distrutti uno dopo l'altro in una sequenza infinita è la conclusione del pensiero vedico e upanishadico, come pure di quello taoista. Tutto scorre (panta rei)  tutto si trasforma tutto si scioglie tutto riprende forma. In continuo evolversi in continua trasformazione.


Come dire che la sostanza primordiale è la stessa mentre gli aspetti manifesti sono diversi. Per comprendere analogicamente questa verità basterà osservare la metamorfosi della vita su questa terra.
Non ci sono due cristalli di neve uguali, non ci sono due foglie dello stesso albero uguali, in una distesa di sabbia ogni granello è diverso, nell'umanità  ogni uomo è unico ed irripetibile, persino attraverso la clonazione è stato riscontrato che esistono differenze fra il modello originale e la copia....


Insomma la vita è totalmente varia.... Questa varietà è la caratteristica dominante.. che allo stesso tempo evoca l'unitarietà di fondo.... Come avviene nell'osservazione  delle figure formantesi in un caleidoscopio,  gli specchietti e i cristalli sono gli stessi ma le immagini appaiono sempre diverse.


Così eone dopo eone universo dopo universo big bang dopo big bang la vita continua a manifestarsi in una policromia di colori, di  forme incommensurabilmente diverse  ma attingenti alla stessa matrice: la coscienza. La consapevolezza dell'Uno che si fa molti. 



Questa era anche la visione del nostro filosofo e spiritualista laico Giordano Bruno. Egli aveva intuito la vera essenza, la sorgente universale,  e la possibilità  degli universi continuamente ricreati e paralleli.. Il fuoco d'artificio eternamente manifesto e inestracabilmente congiunto di Spirito e Materia.  Che la sua intuizione non fosse stata accolta dai suoi contemporanei, e gli provocò anzi un'atroce morte, dal punto di vista del pensiero astratto e della realtà delle cose ha poca importanza...  Ed inoltre, nella percezione dualistica, l'intelligenza ha bisogno della stupidità per risultare evidente.

Ciò che è vero lo è sempre e non abbisogna di conferme... è autoesistente. Come ognuno di noi può riscontrare nella sua stessa identità e senso dell'essere che non abbisogna di venire corroborata da agenti esterni.. anzi sono gli agenti esterni ad essere corroborati nella loro presenza ed esistenza dal "noumeno", dal soggetto!


La verità non può essere raccontata poichè il racconto non è la sostanza.


Ed ora ecco un'altra faccia della medaglia, quella della visione scientistica:  Martin Bojowald ha lavorato per sei anni intorno alle complicate equazioni che sorreggono la sua teoria. Oggi finalmente è potuto uscire allo scoperto su Physics Nature per dire che l'universo non è nato con il Big Bang. Quando si verificò il "grande botto" al quale si fa tradizionalmente risalire la creazione del mondo che conosciamo, l'universo esisteva già. Anzi, il Big Bang non fu altro che un "ripiegamento", un "rimbalzo" della materia preesistente.

Uno dei limiti della teoria del Big Bang, descritta matematicamente da Einstein, è che in un dato momento tutta la materia era concentrata in un punto con volume zero e massa ed energia infinite. Secondo le leggi della fisica, impossibile. Ora gli scienziati dell'università di Pennsylvania State University, coordinati da Bojowald, dicono che prima della nascita del nostro universo ce n'era uno simile che però collassava su se stesso. Unendo la teoria della relatività ad equazioni di fisica quantistica, alla Penn State è nato il primo modello che descrive sistematicamente l'esistenza di
un universo preesistente al nostro, e che ne calcola alcune caratteristiche.

Secondo il modello (Loop Quantum Gravity, o Lqg), il vecchio universo stava collassando rapidamente, fino a raggiungere uno stato in cui la gravità e l'energia erano così alte (ma non infinite, come sostenuto dalle teorie precedenti) che la repulsione reciproca ha fatto invertire il processo e ha dato vita all'universo in espansione che conosciamo oggi. Per i fisici americani, anche se molto simili fra loro, gli universi "pre" e "post" rimbalzo non erano uguali: le equazioni che li governano infatti hanno almeno una variabile differente, che Bojowald chiama il "fattore di dimenticanza cosmica". Cioè l'assenza di almeno un parametro dell'universo "pre" nell'universo "post". Il che impedisce anche l'infinito replicarsi di universi gemelli. (Fonte: Il Messaggero)

 
Paolo D'Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana


Ecologia profonda universale - Dipinto di Franco Farina





Di questo e simili argomenti se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista che si tiene ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012 - Programma: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html

sabato 24 marzo 2012

Treia, il luogo del ben-essere spirituale e fisico - La Luna e il Sole...

Il Sole e la Luna - Treia (Macerata)



Due o tre giorni fa ho ricevuto la visita di Mario Foglia, un giovane uomo che vive a Treia e che ha fondato l'associazione Il Sole e la Luna, che si trova nel circondario del paese un po' fuori del centro abitato. Mi ha fatto molto piacere scoprire che un cercatore che si interroga sui misteri della vita ed ha scelto di condurre un'esistenza in sintonia con il suo pensiero porti avanti un discorso spirituale laico e di benessere psicofisico, egli vive ed opera qui da un anno circa. Recentemente ha ospitato nel suo centro una seduta di guarigione con un gruppo di suonatori di digiritù e prossimamente presenterà tecniche di meditazione vippasana ed altro ancora. Lui personalmente insegna hata yoga e non solo a Treia anche ad Ancona ed in vari centri delle Marche... Gli ho chiesto di raccontarmi la sua esperienza e lui mi ha mandato qualcosa, che potete leggere qui di seguito..
(Paolo D'Arpini)



L’Associazione La Luna e Il Sole nasce dall’idea di condividere la ricerca personale suscitata in noi da un’iniziale irrequietudine che, nel tempo, si è trasformata in entusiasmo.

Come ricercatori ci siamo incamminati in questo percorso verso la consapevolezza di sé e del Sé e, spinti da una forte motivazione personale, abbiamo voluto sperimentare, curiosare, approfondire ciò che abbiamo appreso attraverso le esperienze sensoriali, spirituali ed umane raccolte e respirate nell’arco degli anni trascorsi nell’universo del Ben-Essere Olistico. Abbiamo iniziato questo percorso con la fiducia di chi sa che alcune domande avrebbero trovato le giuste risposte e anche con l’accettazione che alcune, o molte di esse, sarebbero rimaste insolute, ma sempre con la gratitudine verso quanto sarebbe o meno arrivato. Con spontaneità, è nata l’esigenza di trasmettere quanto appreso attraverso un dialogo creativo continuo che ci ha dato, in realtà, più di quanto abbiamo donato.

Questo perché l’intento resta quello della condivisione e della crescita nella parità. Per noi le esperienze, che siano sensoriali, energetiche o percettive, non sono mai individuali ma strumenti di comunione. Ognuno porta con sé la propria ricchezza personale che condivisa aiuta ciascuno a raggiungere e far emergere la propria autenticità.

I nostri operatori e collaboratori posseggono tutti una formazione ampia e professionale maturata attraverso corsi di specializzazione soprattutto nelle tecniche di massaggio proposte, sull’interconnessione tra l’Energia della Natura e quella dell’individuo, i riti e le tecniche tramandati dalle antiche culture orientali ed occidentali e le moderne scoperte scientifiche, la meditazione e, naturalmente, lo yoga, al quale non vogliamo, per scelta, attribuire nessuna specifica definizione. Abbiamo affidato la nostra formazione oltre che a percorsi specializzanti con formatori riconosciuti ed apprezzati anche all’esperienza diretta e personale con la pratica quotidiana e attraverso il metodo di apprendimento e di accrescimento che preferiamo: il viaggio.

L’India, in particolare, ci ha permesso di incontrare Maestri accanto ai quali abbiamo potuto percorrere, metaforicamente e praticamente, le antiche vie della Saggezza, dormendo nei templi e negli altri luoghi sacri e raggiungendo, come la tradizione vuole, le sorgenti del Gange in Himalaya.

La nostra associazione organizza corsi, percorsi, incontri, eventi ed attività per promuovere e diffondere lo sviluppo della consapevolezza interiore e il raggiungimento del benessere fisico, emotivo e mentale. L’Associazione si occupa principalmente di Corsi di Yoga, seminari di Respirazione e Meditazione, seminari di Massaggio Sonoro con il Didgeridoo, seminari di Danza Indiana, Massaggio Bioenergetico, Massaggio Psicosomatico e l’Ortho-Bionomy.

Il nostro intento principale rimane comunque la creazione di momenti in cui approfondire antiche e nuove tecniche, o in cui incontrare e dialogare con ricercatori, conoscitori ed appassionati con cui condividere gli approfondimenti tematici sullo Yoga e su ogni altro argomento che può aiutare ed aiutarci in modo aperto e disinteressato nel percorso evolutivo che abbiamo scelto di percorrere sempre rimanendo saldi nel nostro proposito di cura di sé e degli altri attraverso la semplicità, la gratitudine e la gioia.

Mario Foglia


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia, dal 5 al 13 maggio 2012 - Programmi:  http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=festa+dei+precursori


  

Joe Fallisi: "Pianeta Terra...? Forse è troppo tardi!"

 
 
Beninteso i problemi ecologici del mondo sono estremamente gravi e reali. Ma il clero dell'albero monoteista mediorientale, innanzi tutto quello cattolico, ha in gran dispetto l'ecologia, e ancor più l'evoluzionismo.
 
Si capisce. Ma come!... così scarsa stima e comprensione verso l'unico rappresentante in terra di Yahweh!?... "a sua immagine e somiglianza"!... non sia mai... Già... Vediamo un attimo le cifre. Quattro miliardi e mezzo circa di anni fa nacque il nostro bolide celeste. Un miliardo di anni dopo vi si affacciarono le prime forme di vita. L'uomo fece la sua comparsa "abile" dopo un lasso di tempo enorme, quasi ieri, meno di due milioni di anni or sono.
 
Infine, la specie cui appartiene la nostra sottospecie iniziò il suo cammino glorioso una bazzecola di anni fa, appena duecentomila, sembra. In questo fulmineo battere di ciglia dell'evoluzione è riuscita - con particolare impegno negli ultimi cinquecento anni - a mettere a sacco, avvelenare e spompare alla radice un pianeta stupendo. Che si è trovato, suo malgrado e casualmente, a ospitare 'sto mostro. ALTROCHE' se occorrerebbero misure draconiane per invertire la rotta!... 
 
E' molto probabile che ormai sia troppo tardi...
 
Joe Fallisi

venerdì 23 marzo 2012

Il libero pensiero e la spiritualità laica... nel mondo della concettualizzazione


Scriveva l'amico Peter Boom (nel marzo 2008):

Il Libero Pensiero, l’opposto del pensiero fisso che inesorabilmente è ogni volta destinato a finire, si adatta e crea la possibilità di cambiamento, si svolge trasversalmente e scava con energìa irrefrenabile nella coscienza delle persone. Il Libero Pensiero è “perfettibile” e mai viene considerato “perfetto”, scorre come l’acqua nel fiume senza fermarsi (panta rei) e quando si scontra con qualche ostacolo (dogma o pensiero fisso) cercherà di spostarlo, di scavarlo, di logorarlo, di passarci sotto, dai lati o sopra innalzandosi.... 


La libertà di pensiero, quindi, rappresenta una forza spirituale fondamentale per un cambiamento positivo della società.  La stessa Costituzione italiana risponde ai principi di libertà ed uguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese. L’avvento delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, la sconfitta delle dittature naziste, fasciste e comuniste sono senza dubbio frutto del Libero Pensiero, di una spiritualità laica che di continuo subisce il rifiuto e la negazione da parte di chi professa il pensiero fisso per convenienza o perché si illude di avere in tasca la verità.


Il Libero Pensiero è planetario, esiste, magari nascosto, anche nei paesi sotto regimi dittatoriali o fortemente repressivi, il libero pensiero non si può ammazzare, la persona sì, come Giordano Bruno che resistendo alle terribili torture fino alla morte, portò il suo pensiero attraverso i secoli fino a noi.

Certo, anche la "libertà di pensiero" è un’etichetta, come lo sono le religioni, i partiti politici, etc., ma è una di quelle poche, pochissime etichette che coltiva appunto una spiritualità libera, è una scuola dalla quale gli apprendisti escono con le loro idee avendo imparato ad agire per un mondo migliore, basato sulla libertà, sull’uguaglianza e la fratellanza.

Un libero pensatore è ben conscio di rimanere sempre un apprendista anche quando ha raggiunto le più alte vette della filosofia, è agnosta, cioè umilmente ammette di non sapere.
C’è chi non ha bisogno di etichette e che ugualmente vive e propugna i suddetti principi per favorire la libera espressione ed organizzarsi per ottenere una convivenza con diritti civili ed umani uguali per tutti...
(Peter Boom)


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Alcune mie considerazioni sulla libertà espressiva nella Spiritualità Laica (Stesso periodo):

Spiritualità Laica è chiaramente un’immagine, un concetto, in cui inserire tutte quelle forme naturali di “spiritualità” sperimentate dall’uomo. Siamo  consapevoli di muoverci all’interno della concettualizzazione  dobbiamo perciò far riferimento all’agente primo  evocato  con l’idea di spiritualità.

Se partiamo dalla comprensione  di ciò che viene osservato -esterno od interno- non possiamo far a meno di riscontrare che ogni “percezione” avviene per tramite della mente. La mente non può esser definita fisica, anche se utilizza la struttura psicosomatica come base esperenziale, la natura della mente è sottile, è lo stesso pensiero, ed ogni pensiero ha la sua radice nell’io. Quindi l’unica realtà soggettiva ed oggettiva attraverso la quale  possiamo dire di essere presenti è questo "io".

Chiamarlo “spirito” è un modo per distinguerlo dalla tendenza identificativa con il corpo, ed è un modo per ricordarci che la “coscienza” è la nostra vera natura. Quell’io – o spirito- che è la sola certezza che abbiamo, è l’unica cosa che vale la pena di conoscere e realizzare. Malgrado la capacità proiettiva della mente, capace di dividersi in varie forme,  mai può scindersi quell’io radice, quello spirito.

L’io è assoluto in ognuno. Allora la spiritualità è il perseguire coscientemente la propria natura, il proprio io.  Spiritualità laica è il riconoscere questo processo   in qualsiasi forma  si manifesti.
C’è equanimità e distacco, non proselitismo sul metodo praticato (appendice marginale della ricerca).  Questa visione laica ha in sé una capacità sincretica ma anche la consapevolezza dell’insignificanza della specificità della forma in cui l’indagine si manifesta.   Si comprende che ogni “modo” è solo un’espressione dello stesso processo in  fasi diverse. Il percorso  cambia con le necessità del momento e con le  pulsioni  individuali.
E’ la  sincerità, onestà, perseveranza, che importano. Non ci sono pensieri, gesti, riti, dottrine da privilegiare.  I flussi passano la sorgente è perenne.  Sii ciò che sei, diceva un saggio dell’India, ed uno dell’occidente rispose: Conosci te stesso.   In questo girotondo intorno al Sé ogni strada è buona per stare in cerchio. Ma per uscirne fuori..?   Occorre una  conferma al proprio esistere?  No di certo, perché ognuno lo sa da sé senza ombra di dubbio. Questa coscienza-esistenza non è massonica, cristiana, buddista, sciamanica, zingara o chissà che, è la vera ed unica “realtà” condivisa da ognuno.

A che pro  quindi ricercare un riscontro esterno -mascherato da riflessione-   se ci separa nello  spirito?  Le etichette sono inutili.
(Paolo D'Arpini)

giovedì 22 marzo 2012

Tutto ciò che esiste è esistito ed esisterà... è già qui... nel riciclo permanente di spirito e materia

Fior di loto rosso - Dipinto di Franco Farina


Tutto ciò che esiste nel mondo sorge dall’incontro fra le tenebre e la luce, fra la terra ed il cielo, fra il femminile ed il maschile, ed è sempre presente, è la stessa sostanza che si trasforma ed assume  nuove forme. Spirito è materia sono Uno in espressioni diverse.

Questa è una teoria espressa non soltanto in India od in Cina ma presente in ogni filosofia che meriti il nome e persino nella scienza empirica. Ma in Cina ed in India maggiormente il discorso binario delle forze creatrici, che attingono alla matrice unica, è stato analizzato in profondità e portato alle sue estreme conclusioni. Ed anche in occidente quasi tutti sanno –ad esempio- cosa sono lo Yin (femminile) e lo Yang (maschile), i movimenti del Tao,  e molti conoscono il binomio Shakti (fenomeno) e Shiva (noumeno) come espressioni dell'Assoluto.Nella penombra dell’aurora si dice che il mondo sia stato creato da Brahma. La descrizione di questa creazione è molto semplice. La mitologia cosmologica mistica descrive la nascita di tutti gli esseri attraverso l’opera creativa di Brahma. Il creatore dovendo svolgere il suo compito formulò in se stesso il principio femminile “Sandhia” che significa Aurora, assumendo egli il principio maschile. Una volta che questa sua “figlia” apparve davanti ai suoi occhi egli ne fu così affascinato che s’invaghì della sua stessa creazione. Sandhia cercò di sfuggire alla bramosia di Brahma ed assunse di volta in volta una forma diversa, sempre al femminile, mentre Brahma la rincorse nella forma maschile della stessa specie. E così tutti gli esseri senzienti furono alfine prodotti. Questa allegoria simbolica del “rincorrersi” è ripetuta anche nella teoria del Big Bang, in cui l’unità indistinta primordiale (Tao per i cinesi) si trasforma in grande esplosione creatrice (il desiderio del moltiplicarsi), resa possibile dall’espansione del tempo nello spazio, potremmo egualmente chiamarli luce e tenebra….
Ma voglio scendere nei particolari minuti, sulle intuizioni presenti in ognuno di noi, prendendo l’esempio della mia stessa vita. I ricordi più lontani che ho di me stesso risalgono al limbo del grembo materno ed al momento della nascita. Allora percepivo chiaramente il destino della forma che avrei assunto, con tutte le difficoltà conseguenti al necessario riequilibrio di un precedente karma. La volontà di uscire fuori dall’utero era molto debole, vedendo le umiliazioni, le paure, le fatiche, le trasformazioni che mi aspettavano… eppure ad un certo momento sentii che non potevo tirarmi indietro, che questa nascita era necessaria per la mia evoluzione, che vi sarebbero stati anche momenti santi e gloriosi, che questa mia vita avrebbe aiutato il compimento anche di altre esistenze. E così venni alla luce, tirato fuori da un forcipe…. Che la levatrice infine usò, vista la mia reticenza a nascere….
E poi i momenti cruciali legati all’insoddisfazione per la forma assunta. A circa 6 od 8 mesi, ricordo che mia madre descriveva ad una amica in visita il colore dei miei occhi “prima era azzurri ora stanno diventando verdi –forse castani..”. Ed infatti i miei occhi sono castani, con striature verdognole (”cacarella” dice mia figlia Caterina), l’azzurro tanto desiderato è rimasto solo un alone nella pupilla.
Ed il desiderio carnale, la paura e la gelosia edipica? A circa un anno e mezzo ricordo che una sera ero nel mio lettino, nella stanza dei miei genitori, che evidentemente volevano copulare, ma io non mi addormentavo e mi dissero “dormi se no dalla finestra viene il gatto mammone”. Neanche sapevo cosa fosse una tale bestia ma immediatamente percepii una figura nera che mi osservava dalla finestra e implorai mia madre di farmi andare nel suo letto. Ma non fui accettato e fui zittito con frasi tipo “ma no… ma no.. il gatto mammone non c’è.. resta nel tuo lettino..”. Eppure per me c’era anche perché sentivo rumori strani… Poi a circa due anni e mezzo, quando era nata da poco la mia sorellina Maria, assistevo alla sua poppata al seno e mi venne il desiderio di bere anch’io di quel latte ma presi la cosa alla larga “Mamma, mamma… come fa il latte ad uscire dalla sisa?” E mia madre scherzando sollevò la sisa la spremette nella mia direzione facendone uscire uno schizzo di latte che mi colpì in faccia.
Lascio da parte altri ricordi di questo genere e racconto solo quello che fu per me illuminante e mi diede la visione della realtà indivisa. Un giorno, avevo circa quattro anni, osservavo nel raggio di sole che entrava dalla finestra una moltitudine di piccoli esseri che si muovevano, un pulviscolo di particelle misteriose, e chiesi a mio padre “papà.. cosa sono tutte queste cose che si vedono nel raggio di luce?” e lui mi rispose (dopo aver osservato a sua volta) che si trattava di minuscole forme di vita. Immediatamente percepii la verità che la vita è una realtà indivisa, la stessa cosa che oggi affermano gli scienziati, che non c’è separazione e che veramente tutto è una manifestazione del gioco delle particelle quantiche primordiali. Ed lo dissi esclamando “ma allora non c’è divisione fra noi… siamo tutti la stessa cosa!”. Ovviamente mio padre, vittima della visione dissociata negò dicendo che ognuno ed ogni cosa era separata, e qui dovetti iniziare a fare i conti con l’accettazione della mia verità intuitiva rispetto a quella descritta dagli altri….
Ma insomma qual è il meccanismo concettuale dietro alla creazione del mondo?

A questa domanda Nisargadatta Maharaj rispose in modo lucido e chiaro: la creazione del mondo, come apparizione nella coscienza, ha un decuplo aspetto:- Purusha (maschile o mente) e Prakriti (femminile o natura), il materiale psichico e fisico.
- L’essenza dei cinque elementi fondamentali (visti come stati energetici): etere, aria, fuoco, acqua e terra, in continua e mutua frizione.
- I tre attributi (o qualità): satva (armonia), rajas (attività), tamas (inerzia)
 Un individuo può pensare di essere lui stesso ad agire in realtà il suo nome e forma non sono altro che l’espressione combinata dell’incontro fra questi fattori.

In verità ognuno di noi è null’altro che “coscienza” ovvero la capacità di osservazione e di vivificazione che rende possibile il gioco degli elementi e dei vari aspetti psichici. La forma incarnata è un po’ come la particolare immagine che si forma al caleidoscopio, od alla slot machine, alla quale noi osservandola diamo un valore e significato sulla base di certe convenzioni. Le forme differiscono così tanto in qualità e quantità, dati i possibili mescolamenti dei 10 aspetti coinvolti, che alla fine appaiono individui come Hitler o Gandhi….
Facendo un’analisi all’inverso, tornando cioè indietro nella formazione degli aspetti, notiamo che le tre qualità non sono altro che il movimento del “maschile” (rajas) e del “femminile” (tamas) nel gradiente formato dallo spazio-tempo ed osservato nella “coscienza” (satva). Mentre gli elementi son solo le posizioni assunte dalle qualità nel gradiente, cioè: satva = etere; satva e rajas = aria; rajas = fuoco; rajas e tamas = acqua; tamas = terra.
Ma apprendere il meccanismo concettuale “esteriore” serve a poco se manca la capacità di riconoscimento e radicamento della propria identità primordiale, la pura consapevolezza, alla luce della quale tutto avviene.
Il pensiero “io sono” vibra nell’esistenza e tutto appare!


Paolo D’Arpini


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori, che si tiene a Treia, dal 5 al 13 maggio 2012 - Programma: 
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html

mercoledì 21 marzo 2012

Erbe, alberi e magia... con Sonia Baldoni - Appuntamenti marchigiani da non perdere....

Sonia Baldoni


La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa casa, ha cioè la stessa radice di economia, e questa filiazione etimologica mi ha sempre affascinato. Infatti attraverso l’ecologia, soprattutto quella profonda, ho appreso a considerare la natura come la mia vera casa cercando inoltre di trarre da essa il mio sostentamento.

Finché un bel dì conobbi Sonia Baldoni di Jesi ed appresi attraverso le passeggiate fatte assieme a lei, o per mezzo di semplici cerimonie, a collegare l’ecologia e l’economia con la magia. Infatti quello che apprezzai maggiormente, dell’esempio  fornito da Sonia, è stata la sua spontanea passione per la riscoperta e per la trasmissione dei misteri naturali, quelli che solo le piante sanno conservare. Le piante indubbiamente sono gli esseri viventi più vicini allo spirito primordiale e sono le depositarie del potere magico della vita.

Ma andiamo per ordine. Il mio primo maestro in erbe fu un pastore conosciuto a Calcata nei primi anni ‘70 del secolo scorso. Si chiamava Irmo, era diventato orbo in seguito ad un incidente di percorso nelle sue continue esplorazioni nei boschi. Irmo era originario di Amelia (in Umbria) e finché gli fu possibile era solito continuare la tradizione della transumanza. Con le sue bestie ogni anno, in primavera inoltrata, se ne partiva lungo la via Amerina sino a raggiungere le colline umbre. Gli ultimi anni, non potendo più percorrere le strade di campagna, si spostava con tutti gli armenti su un camion preso a nolo. Infine, avendo ormai messo su famiglia e non potendo più spostarsi per l’età e gli acciacchi si limitò a pascere le greggi nella valle del Treja.

Quando lo conobbi mi parlava spesso delle piante della valle e mi spiegava di aver appreso a conoscerle osservando le capre e le pecore al pascolo. Dal loro comportamento, dai gusti stagionali, dalla qualità del latte prodotto, etc. aveva imparato quali fossero le loro proprietà.

Ovvio che restai molto intrigato da questi suoi racconti e volli anch’io seguire il suo esempio e comprai qualche pecora e qualche capra per vedere se avessero avuto qualcosa da insegnarmi. Ed in verità molto mi insegnarono… Imparai da loro a riconoscere quasi tutte le erbe commestibili della valle. Tra l’altro scoprii come anche gli ovini ed i caprini fossero dediti allo sballo.. Non so se era l’aria di Calcata, che induceva un po’ tutti ad eccedere con sostanze alteranti, ma scoprii come in primavera anche gli armenti si dilettassero con i germogli freschi di cicuta, una pianta psicotropa famosa sin dall’antichità, persino dedicandosi allo stramonio ed altre pianticelle “psichiche”..

Ricordo addirittura una pecora che era talmente assuefatta allo sballo che addirittura morì di overdose, con gli occhi strabuzzanti e la bava alla bocca. Ma in questo non seguii mai quel cattivo esempio e mi limitai a raccogliere le piante selvatiche buone in cucina, cotte e crude. Non conoscevo nemmeno il loro nome, le chiamavo con nomi di fantasia. In seguito li conobbi attraverso le lezioni ricevute sul campo dal mio secondo maestro, Giuseppe Roveri, che era un erborista diplomato all'Università di  Camerino e socio co-fondatore del Circolo vegetariano VV.TT..

Egli accompagnava spesso me ed altri appassionati in giro per la valle e ci raccontava tante storielle popolari sulle varie piante e sul significato dei loro nomi. Infine, trascorsi diversi anni, verso i primi di questo nuovo millennio, cominciai anch’io ad accompagnare neofiti alla ricerca di erbe e scrissi diversi articoli sulle proprietà e sul significato della forma, del colore, dell’odore di erbe e fiori e frutti.

Infine giunse la mia terza istruttrice, Sonia Baldoni e lei mi insegnò i significati magici delle piante e degli alberi, che sino a quel punto avevo trascurato. Ontano, lauro, agrifoglio, quercia… e le costellazioni collegate e gli spiriti benigni incarnati.

Il mio primo incontro con Sonia avvenne a Calcata, forse sette anni fa, ad una festa di luna piena di luglio. Dopo la consueta passeggiata nella valle del Treja, avevamo predisposto una cerimonia sotto la luna, attorno al fuoco, e lì essa apparve, introdotta dall’amico psicologo Ciro Aurigemma. Dopo aver mangiato le erbe da noi raccolte, e avendo iniziato il giro di condivisione sulle esperienze karmiche con la luna piena, ecco che Sonia propose di fare un’offerta rituale al fuoco.. e diede ad ognuno di noi una manciatella di erbe e fiori da lei precedentemente mescolati affinché li offrissimo alla fiamma girando intorno al falò. E fu così che iniziai a conoscere anche le virtù magiche delle piante.

Fatalità, dopo qualche anno, mi ritrovai a Treia (in provincia di Macerata) in visita alla casa della mia compagna Caterina, era il 2010, e pensai subito di organizzarvi un primo evento, un’altra festa della luna piena ma stavolta di agosto, e chiamai Sonia a partecipare. Dall’anno seguente mi trasferii stabilmente a Treia e lì iniziò una collaborazione più fitta ed intensa fra lei e me.

Organizzammo la prima cerimonia della vigilia di Ognissanti (Samhain) in occasione dell’incontro annuale della Rete Bioregionale del 2010, che si tenne nel podere di Lucilla Pavoni (a San Severino Marche), la cerimonia fu ripetuta anche nel 2011… Nel frattempo c’era stata anche la Festa dei Precursori del maggio 2011, con riti dedicati al mondo femminile ed alla raccolta di rose e bacche di rosa canina, con preparazione di fiori di Bach, che si ripeterà anche quest’anno (2012).

Insomma sembra che con Sonia si siano ormai stabiliti due importanti appuntamenti marchigiani, uno in primavera ed uno in autunno.. I momenti migliori della natura, quelli in cui la natura prorompe in bellezza di fioriture e frutti.


Paolo D’Arpini


Articoli sulla presenza di Sonia Baldoni agli eventi del Circolo Vegetariano VV.TT.: http://www.circolovegetarianocalcata.it/page/2/?s=sonia+baldoni

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Di questo  e simili argomenti se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012. Programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html  

Pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia - Treia
Da sinistra:  Sonia, Orietta, Paolo, Caterina, Renata 

martedì 20 marzo 2012

OMS: "Nel futuro? Umani deboli, stupidi ed a rischio sopravvivenza..."

Almeno questi camperanno... forse!


Gli ultimi studi dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) mettono in risalto il grande rischio che sta correndo l'umanità. Da cento anni a questa parte infatti si riscontrano fenomeni di intolleranza alimentare e di allergie diffuse in fase crescente su gran parte degli abitanti della Terra, anche in quelle popolazioni fino a qualche anno fa immuni da queste patologie, come gli africani e i cinesi.

Il motivo, secondo gli scienziati, è attribuibile ad una presenza esagerata nell'ambiente di aeroinquinanti, di alimenti contaminati da sostanze non naturali, da acque potabili con presenze di metalli pesanti e, non ultimo, dallo stress di vita quotidiano. Il nostro corpo, risultato di almeno un paio di miliardi di anni di evoluzione, dal primo organismo unicellulare a quello più complesso di oggi, è come un laboratorio di analisi e un computer. Nella sua evoluzione il nostro laboratorio interno ha imparato a selezionare agenti dannosi ed elementi utili al nostro organismo.

Per gli agenti dannosi ha imparato a dare risposte idonee per neutralizzarli. Una volta individuati dentro di noi questi elementi
dannosi e dopo averli respinti o distrutti, il nostro "computer interno apre una cartella" e li fissa in una sua memoria per poterli meglio individuare in futuro e distruggerli con facilità. In fondo questa è anche la funzione dei vaccini.


Dall'uomo sapiens all'inizio dell'era industriale il nostro organismo ha sempre saputo reagire con equilibrio ad agenti esterni dannosi non biologici, come le polveri ed altri inquinanti inerti ma nocivi presenti nell'ambiente. Poi con l'era industriale sono comparsi elementi estranei all'ambiente, sono comparsi inquinanti nuovi, di sintesi, prodotti dalla lavorazione industriale, dai suoi fumi e dalle sue acque inquinate. I nostri laboratori interni hanno avuto così una paurosa accelerazione nella loro attività di indagine e di risposta immunologica.

A quel punto sono cominciate ad apparire le prime patologie allergiche dovute all'era industriale, tuttavia erano fenomeni contenuti, rari. All'inizio del 1900 ne veniva interessata una persona su 10.000. Poi l'aumento nell'ambiente di elementi artificiali nuovi e sempre in numero crescente ha cominciato a far andare in tilt le nostre risposte immunologiche, il nostro computer interno ha cominciato a non distinguere più agenti naturali da sempre innocui, come i pollini delle piante, da agenti invece dannosi all'organismo, così in molti casi si è inceppato, dando risposte errate anche su elementi naturali presenti nell'ambiente, da sempre tollerati dagli organismi umani.

Si è così passati da una persona affetta da allergia su 10.000 ad una su 1.000, fino ad arrivare oggi, soprattutto nelle grandi città, ad una
persona colpita su quattro.
L'OMS prevede che tra un ventennio tutti, con qualche rarità, saremo affetti da varie patologie allergiche.

Sta anche di fatto che da genitori allergici poi nascono figli allergici.

Questo vuol dire un pauroso indebolimento della razza umana, soprattutto di quella che vive nelle nazioni industriali o in via di industrializzazione, come l'India, la Cina e il Brasile. Oltre a ciò dobbiamo mettere in conto il fatto che mangiamo carne imbottita di antibiotici, frutta e verdure trattate chimicamente, acque in parte contaminate.

Tutto questo da alcuni anni ha fatto esplodere nelle popolazioni giovani molte forme di intolleranze alimentari, le schiere dei celiaci ogni anno crescono a dismisura. Certamente grazie alla medicina abbiamo, rispetto a duecento anni fa, allungato la vita dell'uomo, ma nel contempo abbiamo paurosamente indebolito tutta la razza umana.

Scienziati dell'OM$, ma anche di altri prestigiosi istituti di medicina e sanità internazionali, come l'istituto Pasteur di Parigi, mettono in guardia i governi del pianeta su questo problema. Per il mondo scientifico il grave pericolo per l'umanità è che ceppi di batteri ormai immuni ai più potenti antibiotici, potrebbero mettere a rischio la sopravvivenza di parte dell'umanità in un futuro non troppo lontano.

Sta di fatto che ora negli ospedali, se ricoverati anche per una semplice appendicite, si può correre il rischio di beccarsi un super batterio (pare che si stiano formando proprio dentro gli ospedali) e, quindi, morire per una broncopolmonite che solo venti anni fa si
poteva combattere con normali antibiotici. Per questi motivi quando all'orizzonte appare la minaccia di una qualche pandemia, scienziati e sanitari tremano....

Gli organismi umani si sono troppo indeboliti, affetti da patologie anche lievi, ma importanti, come le allergie e, quindi, incapaci di dare risposte immunologiche serie nei confronti di infezioni virali o batteriologiche provenienti dall'esterno. Per questo motivo quando pochi anni fa è apparsa all'orizzonte la minaccia di un'influenza aviaria o il ritorno dell'epidemia del 1918 conosciuta coma "La Spagnola" il mondo tremò.

Per evitare ulteriori indebolimenti della specie umana, gli scienziati ci dicono che debbono essere limitati o eliminati gli inquinanti atmosferici nell'aria, le polveri come quelle sollevate nelle lavorazioni delle cave e quelle per la raccolta delle nocciole, evitati gli antibiotici nei mangimi per animali, gli additivi chimici nelle bevande e nei cibi e, soprattutto, l'uso e la diffusione degli OMG che, sotto la falsa promessa di sfamare il mondo, producono invece
ricchezze incommensurabili solo per le multinazionali che li propongono e li impongono e distruzione della sana agricoltura tradizionale terrestre, nonché la morte degli animali che si cibano delle foglie, dei germogli e dei frutti di questi vegetali "industriali".


Forse ci vorrebbe un nuovo "salvatore" per salvarci e salvare l'umanità da questi pesanti rischi.... oppure pregare che qualche "Alieno buono" venga sulla Terra ad insegnare all'uomo strade diverse di sviluppo per non autodistruggersi.


Ennio La Malfa