venerdì 26 maggio 2023

Alluvioni ed estrazioni sono collegate?



Dopo quanto è avvenuto e sta continuando, qualcuno finalmente documenterà all'intera opinione pubblica quanta subsidenza è stata provocata in tutto il litorale romagnolo e nel rispettivo retroterra dall'estrazione del metano dagli strati profondi negli ultimi 50 anni da ENI e altre compagnie ? 

Non dall'estrazione delle acque metanifere superficiali dei decenni precedenti,altrettanto grave per effetti di subsidenza, ma che fu fermata all'inizio degli anni '60 dopo che fu documentato (ma senza farlo sapere troppo all'opinione pubblica) che quell'estrazione era stato il fattore causale principale del livello di sommersione, e quindi della estensione, della gravità e della durata nel tempo del grande alluvione del Polesine del '51, ma proprio dalle estrazioni -profonde- più recenti e talune ancora in corso sia nel mare antistante vicino sia nel litorale della Romagna e nel Polesine.

Questa subsidenza da estrazioni, quindi di causa tutta 'antropica', procede per decenni anche dopo la interruzione dell'estrazione, e si espande per chilometri attorno ai pozzi, attenuandosi come effetto di singolo pozzo. ma cumulandosi tra diversi pozzi e per depressione dell'intero acquifero in contatto con il giacimento, quindi con perdite di altimetria dell'intero territorio poi non più recuperabili. E perdite di quota significano sconvolgimento della sicurezza idraulica dei territori (in queste zone già largamente faticosa, tramite idrovore), generandone e aggravandone il rischio di allagamento e di 'cuneo salino'  in falda (con inevitabili minori produttività e maggiori costi di bonifica); sul litorale innescano o aggravano l'ingressione marina e l'erosione costiera, e in mare depressioni che sono trappola di sedimenti che vengono a mancare sui litorali, ..

Qualcuno dirà che il recente PITESAI (Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee [all'estrazione], approvato il 13 febbraio 2022) vergognosamente non ha vietato l'estrazione nemmeno in questi territori romagnoli altimetricamente già collassati e in ulteriore dinamica sudsidente? e nemmeno in quelli costieri veneti e veneziani, altrettanto in subsidenza ? (e il PITESAI doveva perseguire una transizione 'sostenibile'!)

E qualcuno riferirà all'opinione pubblica che tuttora sono presentati in procedura di VIA nazionale progetti di nuovi pozzi di estrazione di metano in questi territori ?

Carlo Giacomini, urbanista ed esperto di Valutazione di Impatto Ambientale



Aneddoto personale:

Nel 2000, durante un sopralluogo nel Porto-Canale di Ravenna, notai che lungo tutto il suo sviluppo chilometrico sia le sponde-banchine del canale sia le rive delle zone senza funzione portuale erano protette da un continuo muretto alto circa 1m (non in semplice parapetto per la sicurezza delle persone, ma muro in cemento armato senza aperture). 

Condizione affatto strana, dato che nei tratti sistemati per attività portuali, per natura tali fasce a banchina (riva a piattaforma pavimentata fino a filo d'acqua) in tutti i porti sono senza parapetti proprio per facilitare al massimo connessione e scambi tra riva e nave. 
Ma strana altrettanto nelle zone non banchinate, che dietro al muretto sono ancora a suolo con erba o vegetazione spontanea, segno di una precedente sistemazione a ripa naturale, quindi senza particolari pericoli per le persone.

Alla mia domanda risposero i funzionari del porto -presenti- che questa sistemazione era dovuta al fatto che così si proteggeva rive e retrostanti aree dalle onde della navi in transito, lentissimo transito data la strettezza del canale, ma che comunque provocavano l'esondazione, questo perché le banchine, da quando erano state costruite (a normale elevazione portuale) avevano poi perso l'usuale 'franco' idraulico sul livello dl mare, (cioè avevano perso 1-2 m di quota] a causa della subsidenza [che nei più recenti decenni è prevalentemente, se non pressoché del tutto, per causa antropica].




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