venerdì 13 aprile 2012

Magnalonga di Treia – 1 maggio 2012, con fave e pecorino, marciando sereni alla Prima Edizione della Magnalonga


L’altra sera, dopo ripetuti tentativi andati a vuoto, sono riuscito finalmente a trovare la sede della Pro Loco di Treia aperta… Sulla porta il presidente, Francesco Pucciarelli, indaffarato.. “Ho dovuto cambiare la serratura…” mi fa, mentre lo vedo armeggiare con una chiave sulla toppa.  Ed io: “son venuto a vedere se sono pronte le copie delle locandine per la Festa dei Precursori” – “no, veramente non abbiamo l’originale” – “eccolo qui, l’ho portato io..” Gli sussurro sornione e previdente… Infatti per grazia ricevuta da Caterina avevo a disposizione nella mia fedele catana gli originali della locandina, sia in formato A3 che A4…

Ed allora entro nella stanza, e dopo qualche convenevole ecco che arriva un socio addetto alla fotocopiatrice, il giovane Renato Tartarelli, che molto gentilmente mi fa un certo numero di copie, in modo da poterle divulgare in giro per Treia.

A quel punto il Presidente mi dice: “dovresti venire con un banchetto alla Magnalonga del 1° maggio.. così ti fai una bella pubblicità”.

Appendo in tal modo che è prevista una passeggiata eno-gastronomica a premi proprio il giorno della Festa dei Lavoro.. si vede che con la crisi (e la fame) un bel percorso mangereccio è di buona ventura, anche a Treia, a quanto pare!

Il gentile Renato mi decanta tutte le iniziative previste, i punti sosta con le varie specialità, i bicchieri di vino, le delizie culinarie e pure i fuori programma con angoli dedicati all’arte, ove espone il pittore Mario Giacomelli, e piazzole con danze e musica popolare antica.. E poi ammiccando -dopo aver visto la mia faccia alle sue descrizioni di piatti a base di salumi e porchette- mi fa: “abbiamo previsto pure una specialità vegetariana: fave e pecorino!”.

Il mio volto si illumina.. e prometto che anch’io andrò al traguardo della Magnalonga, verso le 17, però non monterò alcun banchetto, essendo sprovvisto d’auto e dovendo percorrere i quattro kilometri verso il convento francescano a piedi… “Mi limiterò a distribuire i volantini della Festa dei Precursori ai passanti” Gli dico sorridendo. Anche il presidente acconsente e ci salutiamo felici e contenti….

Paolo D’Arpini


Ed ecco il programma (purgato) della Marcia Longa Culinaria:
Magnalonga della Città di Treia – 1 maggio 2012
Solidarietà e salutare attività fisica • 6 “tappe ristoro” a base di prodotti tipici locali • Spettacoli di animazione • Premi per ultimo arrivato, gruppo più numeroso e gruppo giunto da più lontano. Ritrovo presso Santuario del SS Crocifisso di Treia.
(Partenza dalle ore 10.00 arrivo previsto ore 17.00)

MODALITÀ DI ISCRIZIONE (parziale)
Iscrivendosi alla Magnalonga si sosterranno le attività della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione provinciale di Macerata
• Scaricare il modulo d’iscrizione da www.legatumorimacerata.it o www.comune.treia.mc.it, compilarlo e inviarlo via mail a macerata@lilt.it e ottemperare alle richieste pecuniarie.
L’organizzazione confermerà l’avvenuta iscrizione via mail dopo aver appurato l’effettuazione delle modalità richieste.
Contatti LILT: 0737636748 via e.betti – Camerino (MC)
Iscrizione diretta alla ProLoco di Treia (entro il 24 aprile 2012)
Info. tettorenato@libero.it –

REGOLAMENTO (parziale)
• La manifestazione si terrà con qualsiasi condizione metereologica;
• L’itinerario può essere percorso solo a piedi, si consiglia il più lentamente possibile per far godere appieno gola, occhi e polmoni;
• Con l’iscrizione ogni partecipante si assume la piena responsabilità sulla propria idoneità fisica;
• L’associazione declina ogni responsabilità civile e penale per danni a persone e cose prima, durante e dopo la manifestazione, ogni partecipante è tenuto al più assoluto rispetto dell’ambiente;
• Il percorso, non particolarmente lungo ne impegnativo, prevede una adeguata attrezzatura anche per il sole/pioggia (abbigliamento adeguato, scarpe da tennis, zainetto);
• È tassativamente proibito lasciare rifiuti di qualsiasi genere lungo il percorso è consentito portare animali domestici sotto il pieno controllo e responsabilità dei padroni;
• L’Amministrazione comunale raccomanda il massimo rispetto per l’ambiente e tutto quello che si trova lungo il percorso.

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P.S.
Ricordo che il programma per la Festa dei Precursori, che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012, è qui: 
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/04/10/treia-dal-5-al-13-maggio-2012-la-festa-dei-precursori-programma-e-presentazione-dellevento/ 

Ennio La Malfa: "La fine dell'opulenza occidentale e l'inizio della grande crisi sociale ed economica mondiale"

Residui di una civiltà conclusa


Sino ad alcuni anni fa si viveva ancora nell'illusione dello sviluppo infinito e della ricchezza incontrastata dell'Occidente.  Nessuno di noi italiani, ed europei in genere, allora avrebbe pensato che sarebbe potuto fallire l'esperimento dell'Euro, la moneta unica. Noi in quell'occasione accennammo timidamente che l'unione europea reale si sarebbe dovuta fare prima politicamente e poi con la moneta e non al contrario.

Allora fummo tacciati per essere i soliti "ambientalisti disfattisti", i cassandra di un Europa ormai avviata alla grande unificazione. I fatti invece ci hanno dato ragione, e di questo non né siamo felici... anzi! Avremmo voluto sbagliare!

Allora come oggi i motivi sono gli stessi, anzi oggi sono ben più chiari, la crisi economica del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti e in particolare ciò si constata nelle nostre tasche. Certamente, come ebbi a scrivere in un recente articolo in merito alla grande recessione del terzo millennio, la colpa, come invece anche il Governo Monti ci vuol far credere, non è di noi poveri cittadini, dei pensionati, dei lavoratori e dei disoccupati, ma di altri, dei nostri politici di allora che non avevano capito "l'inganno" ma, soprattutto, dei potenti che detengono in mano le redini dell'economia mondiale.

Esistono piani ben precisi, iniziati molto tempo fa, addirittura subito dopo la seconda guerra mondiale, che hanno previsto di "chiudere" la questione delle nazioni europee sovrane, con le loro economie interne e capacità autonoma di decisione soprattutto nel comparto finanziario. Il grande progetto iniziato decenni fa prevedeva, oggi diventato realtà, la cancellazione delle sovranità nazionali e la dipendenza finanziaria di tutti i Paesi europei ad una sola banca europea.

Tutto questo a beneficio di un Europa Unita capace alla fine di sottomettere tutti gli Stati e di assoggettarli a nuove regole, quelle che avrebbero fatto, e fanno, piacere a particolari centri finanziari e politici internazionali.

In questo percorso nel distruggere le sovranità dei vari Paesi occidentali europei, c'era quella di togliere di mezzo l'Italia che con le sue esportazioni in continuo aumento nel comparto enogastronomico cominciava, fino allo scorso anno, a dare molto fastidio alle lobbies europee del settore, vedi Francia e Olanda.
L'architettura di questo complotto è stata gestita, e lo è tutt'ora, dalla grande Germania che così ha colto l'occasione di rifarsi del decennio di crisi finanziaria prodotto dall'operazione di riunificazione. Quindi l'invenzione dell'euro, tra i tanti scopi, aveva anche quello di farci fallire e far crollare le nostre esportazioni, soprattutto enogastronomiche, su tutti i mercati del mondo.

Coloro che hanno progettato questo piano hanno pazientemente atteso che certe condizioni maturassero prima di dare il via. Il grande crack della finanza USA è stato lo starter di tutta l'operazione.
Così, cominciando dalla Grecia, si è finiti per colpire anche noi, ma soprattutto noi. Però il giochino non ha funzionato per questi "uomini grigi", l'Italia ha resistito, non è fallita e, così, ha mandato all'aria tutto il diabolico disegno, almeno per il momento. La controffensiva di questi "Uomini Grigi" è comunque in preparazione e il tutto si giocherà a gennaio e febbraio prossimi, quando i valori del nostro PIL dovranno essere in positivo. In senso inverso sarebbe la fine, perché l'attacco che questa volta stanno preparandoci "gli Uomini Grigi" sarà micidiale.

Ma allora come salvarci? Per prima cosa, e questo l'ha capito anche Monti, è necessario presentarci ai mercati internazionali con un PIL in positivo, anche se solo di mezzo punto. Ma oltre a ciò è necessario prevedere anche un piano B, qualora il nostro PIL fosse negativo.

Tra le varie soluzioni c'è anche quella di uscire dall'euro, oppure creare una doppia moneta, quella interna per i nostri consumi e l'euro per le transazioni internazionali. Uscire fuori dell'euro all'inizio potrebbe farci molto male, ma a quel punto i nostri prodotti da esportare crescerebbero a dismisura perché avrebbero costi concorrenziali più di quelli cinesi. Comunque dobbiamo sperare che Monti sappia quello che fa, anche perché, sicuramente, lui è più informato di noi sul grande "imbroglio" dell'euro. In caso contrario questa crisi che stiamo vivendo oggi sulla nostra pelle sarà nulla rispetto a quello che ci attenderà nel prossimo futuro.

Per fortuna in questo momento non sono il solo ad aver compreso il trucco internazionale perpetrato su noi "poveri cristi", sono molti di più di quanto pensassi, E' questo è un fatto positivo perché così (forse ) qualcosa si muoverà in nostro soccorso.

Anche voi lettori dovreste entrare nel merito e approfondire la situazione che ogni giorno di più ci opprime, quindi vi consiglio di leggere i testi del famoso economista Nino Galloni in particolare l'ultimo suo libro dal titolo: "Chi ha ingannato l'economia italiana?" e poi andare in internet e su Youtube digitare: "il più grande crimine di Paolo Barnard". A quel punto molti punti oscuri che fino a qualche giorno fa non si comprendevano, finalmente verranno svelati e, allora, se proprio "dobbiamo morire" almeno sapremo per mano di chi!

Ennio La Malfa
Accademia Kronos

giovedì 12 aprile 2012

Debito pubblico e titoli di stato nella spiegazione lucida di Antonio Pantano

Amarene



Repetita iuvant: 

Debito pubblico.Chi lo ha creato? Quando? Perchè? Dove sono le prove per congruità e veridicità? Ci dobbiamo rimettere ai "crediti" millantati da bankieri/usurai esteri? Perchè? Leggasi le dichiarazioni del Presidente della Corte dei Conti Giampaolino, sui debiti e sui "derivati" sottoscritti "da ignoti e compartecipi dei creditori"!

Titoli di Stato.Se in mano ai cittadini, NON sono debito, ma fiducia di questi verso lo Stato! Purtroppo, meno del 24% di essi, titoli, sono in mano ai cittadini! E questa quota, di fatto, è goduta e gestita dalle aziende bancarie ove sono depositati, che lucrano sulla disponibilità quotidiana, pur versando le cedole per interessi ai cittadini due volte l'anno, sulle quali lo Stato preleva, mediante l'inutile e parassitaria Equitalia (che ne gode la gestione!), il 12,5% di imposta.  Il 76% dei titoli è goduto dalle aziende bancarie italiane, inclusa la spa Bankitalia - che non giustificano legalmente la detenzione - e da speculatori esteri.

Chi nel mondo ci farà credito?Perchè nel mondo dovremmo cercare ed avere credito? Il turismo, la produzione tutta (agricola, industriale, artigianale, intellettuale, artistica, ecc.), assai chiesta nel mondo proprio per la nostra atavica capacità creativa, sono titoli ampiamente sufficienti a creare ricchezza in Italia per pagare stipendi, pensioni e servizi di TUTTI i cittadini! (Esempio indiscutibile? La Repubblica Sociale Italiana, che grazie a Domenico Pellegrini Giampietro monetizzò le riserve di Bankitalia, comissariandola, e chiuse in attivo il bilancio statale, al 28 aprile 1945, per 20,9 miliardi di lire, come anche verificò la commissione senatoriale USA il 25 agosto 1945 per dichiarazione del senatore Winkersham)

Da dove verrebbero gli investimenti necessari per la crescita?Da una saggia amministrazione dello Stato, sfrondato dalla burocrazia parassitaria (migliaia di miliardi di euri rubati dalle dirigenze inutili imperanti su ministeri ed aziende statali-parastatali e "finte private" e dalle "dotazioni" fatte godere a parassiti come chi vegeta sul Colle - emolumenti personali annui € 300.000 tassandi con Irpef e "dotazione" esentasse di € 3.200.000 - e la corte immeritevole di inutile contorno!), che gestisca con ONESTA' i cittadini. Ciò che è prelevato dalle paghe per le pensioni, se gestito onestamente, permetterebbe di far godere CHIUNQUE dopo compiuti i 65 anni! Come le aziende private assicuratrici dimostrano, gestendo analoghi investimenti, con lucro e profitto!

Ed allora...Continuate ad avere fiducia nel Monti, incapace ma abile fante e fur? Continuate a credergli!  E pagate diligentemente le tasse da lui - e dai predecessori! - inventate (senza discutere e contestare!), a danno dei lavoratori, in permanenza dei privilegi del milione di parassiti che imperano!

Cordialmente, Antonio Pantano


Articoli esplicativi di Antonio Pantano su signoraggio e debito pubblico:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=antonio+pantano

mercoledì 11 aprile 2012

Biopsicologia, vegetarismo, ecologia profonda, intelligenza emotiva ed integrazione delle Scienze



Nel panorama attuale della Scienza, dopo una frammentazione dell’uomo in tutte le sue parti e delle discipline in molte Scuole e indirizzi di pensiero, spesso in lotta tra di loro, si è affermato un orientamento verso l’Integrazione. Innanzitutto si è evidenziata la necessità di non dividere nettamente l’uomo in varie componenti, come se fossero a se stanti, ma di consideralo un’unità: quindi già con la Psicosomatica si integra mente e corpo, cosa oggi accettata da tutti (Alexander F., 1956; Balint M., 1961; Pancheri P., 1984; Giberti F.- Rossi R.,1996).

Poi a livello scientifico e medico ci si rese conto che l’eccesso di specializzazione in discipline diverse e sempre nuove, aveva  creato difficoltà scientifiche e pratiche che andavano superate, per il  bene della Scienza e dell’umanità stessa. Essendo l’Uomo un oggetto di studio complesso, con componenti fisiche, biologiche, psicologiche, sociali, culturali e spirituali da valutare anche globalmente. Nacquero così branche integrative come la  Psicofisiologia, studio delle relazioni tra fisiologia e comportamento, basata su registrazioni di risposte fisiche a stimoli psicologici, (Ruggeri V., 1988), la  Biopsicologia,  approccio biologico e neuroscientifico alla psicologia, (Pinel J.P., 1990) e le Neuroscienze, studi avanzati sul cervello, applicati poi alle varie discipline  del campo (Kandel E.R., e coll., 1994).

Si sono poi diffusi testi, anche a livello divulgativo sull’importanza della cosiddetta intelligenza emotiva, creativa e intuitiva, proveniente dall’emisfero destro e dal sistema limbico, che l’hanno resa popolare e applicabile in tutti i campi ( Goleman D., 1995;  Le Doux, J.,1996).

Anche in Psicoterapia i vari orientamenti hanno subito un processo di integrazione, tra quelli più simili tra loro. Quello comportamentale con quello cognitivo, quelli di origine psicoanalitica in un orientamento psicodinamico, quelli umanistici si sono variamente integrati tra di loro,  dando vita a quello della Gestalt û transazionale, al  Sistemico – relazionale, la Psicosintesi terapeutica invece nasce giα con l’esigenza di giungere a sintesi, la psicologia transpersonale poi con Ken Wilber giunge oggi alla visione integrale, applicata a tutte le scienze, (Assagioli R., 1973; Giusti E. e coll., 2000; Wilber K. 2005).

Finanche la Psicofarmacologia si è integrata con la psicoterapia, infatti vari studi hanno dimostrato la maggior efficacia, in certi casi, come le disturbi psichici gravi, di una integrazione tra farmaci e psicoterapia,   (Bellantuono – Tansella, 1993).

La stessa Psichiatria ha visto crescere al suo interno questa tendenza, che ha animato uno dei manuali di Psichiatria più diffusi in Italia, ad opera della Clinica Psichiatrica dell’Università di Genova, che ha evitato le visioni estremistiche,  tutte somatogenetiche o psicogenetiche delle malattie mentali, (Giberti F.- Rossi R.,1996).

Addirittura il nuovo interesse per lo studio scientifico della Fisiologia della coscienza ha portato ad una Neurofilosofia e una Psicofilosofia,  cioè ad una ricerca filosofica e spirituale dell’ uomo basata sugli sviluppi delle neuroscienze (Oliverio A., 1999;  Missio  L., 2002).

L’orientamento Neuropsicofisiologico, invece integra tutte le Scienze fisiche ed umane in una visione unitaria ed in particolare integra  la Biologia, la Fisica, la Fisiologia, la Neurologia, la Psicologia, in particolare cognitivo – comportamentale e le scoperte e i recenti studi sul cervello destro e sinistro (Sperry R., 80), in una coerente e scientificamente fondata visione, che potremmo definire  neurocognitiva, avanzata ed integrata, che dα vita non tanto ad una psicoterapia quanto ad  una nuova Psicoeducazione cosciente dell’individuo, valida sia in età evolutiva che adulta, con proposte concrete di utilizzo delle conoscenze anche in campo educativo e formativo, per un uomo e una donna coscienti e per una Educazione ai Diritti Umani nelle scuole, più volte proposta e accettata solo a parole dalle istituzioni, (Trimarchi Michele, 1986; 2006). 

In campo alternativo si affermato il paradigma olistico, dal greco ‘olos’, tutto, che spinge l’integrazione prima alla psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e poi fino alla ricerca spirituale, tramite la Fisica quantistica e la Medicina integrata, vibrazionale, la Biofisica, fino alla Scienza dell’Uno, dove si arriva alla conclusione scientifica che ‘tutto è uno’, proposta dal fisico Vittorio Marchi.
 
Inoltre è possibile una integrazione  all’interno delle medicine non convenzionali (MNC) e delle terapie olistiche, come spesso avviene in modo arbitrario, seguendo invece una logica che parta da approfondite conoscenze sull’uomo e non su visioni di parte. Ad esempio troviamo che l’omeopatia si è integrata alla medicina scientifica con l’omotossicologia, la terapia Di Bella con la visione NPF, neuropsicofisiologica, la medicina naturale e la naturopatia con la meditazione, studiata scientificamente, la biologia della nutrizione con la visione dell’alimentazione biologica, vegetariana e priva di ogm o igienista, ecc.

Tuttavia resta evidente che nonostante a parole e in principio molti si dicano d’accordo sull’integrazione delle scienze e delle terapie, nei fatti resta molto difficile un approccio basato sulle pari dignità di ogni interlocutore e ogni disciplina e terapia. Ciò in quanto l’essere umano ha da sempre in sé la tendenza a separarsi dagli altri (individualismo), mettersi al di sopra degli altri e svalutare le idee altrui, cosa che rende difficile praticare la vera integrazione. Quindi solo conoscendo se stessi e lavorando su di sè sarà possibile mettere da parte gli ostacoli alla vera integrazione e la credenza di saperla sempre meglio degli altri e che la propria disciplina sia piu’ importante di quella altrui…

Ciò è di grande importanza per l’evoluzione umana, delle scienze, delle terapie e delle coscienze e dovrebbe essere quindi un obiettivo comune, nonostante le differenti visioni scientifiche, terapeutiche, spirituali, ecc. 

Ciro  Aurigemma, psicologo, socio ISN, Delegato Lazio ed ecologia AVI -
www.draurigemma.it


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo, che si tiene ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012. Programma: 
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html

martedì 10 aprile 2012

Eugenio Benettazzo: "Per capire come si sta in Italia bisogna andare all'estero"

Le ninfe sorprese al bagno.. Eh mò?


"Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo" (Lao Tzu)


Ma quali scope per far pulizia, preparate piuttosto i fucili perchè il clima che si sta percependo ci sta portando diretti ad un futuro Piazzale Loreto.

Ancora non lo capite, noi italiani della democrazia non ce ne facciamo proprio nulla, i recenti retroscena che hanno caratterizzato le cronache leghiste rappresentano l'ennesima dimostrazione di come non esista sulla sfera politica italiana il cosidetto “unto del signore”.

Ma quale seconda Repubblica ! Ma quale cambiamento ! Cosa pensate adesso che cambiando per la terza volta tutta la classe politica italiana e pagandoli a 1000 euro al mese improvvisamente e magicamente l'Italia cambi? Magari in meglio? Vedrete ripetere a distanza di dieci anni dal primo insediamento le stesse gesta di chi li ha preceduti.

Oggi i media nazionali, la rete e persino la base della lega stessa paragonano Umberto Bossi addirittura a Bettino Craxi. Ma come proprio un partito che quasi vent'anni fa si è presentato come l'alternativa al marcio italiano, al favoritismo, all'assistenzialismo, facendo della meritocrazia il suo cavallo di battaglia, si sporca invece di queste stesse manifestazioni di politica aberrante ?

Tanti ancora vedo che non lo capiscono, o fanno finta di non capire, perchè il tutto li ferisce interiormente e magari anche patrioticamente, ma agli italiani serve un unico e solo leader con elevatissimo consenso popolare (non elettorale), chiamatelo come meglio credete, leader, vate, duce, doge, re, imperatore, principe, condottiero: l'importante che sia uno solo.
Come scrisse Tolkien: "..uno solo per comandarli tutti". Di questo oggi bisogna essere tristemente consapevoli, decenni di fantomatica democrazia alternata di continuo tra governi di coalizione e governi di umiliazione, non hanno fatto altro che produrre un paese di fatto ingovernabile, ingestibile e insanabile. Chi in età giovanile ha un minimo di buon senso e cognizione di capacità che qui non potranno mai emergere prende e se ne va oltre confine. Facendo benessimo.
Le menti migliori pertanto scappano o vengono assoldate dalle corporations straniere, mentre in questo modo rimangono a presidiare il paese un branco di cialtroni, incompetenti e mediocri. Qualcuno si salva per carità, non vogliamo mettere tutti gli italiani con il culo nella griglia, ma rimangono pur sempre una esigua minoranza, statisticamente non rilevante.
Vivendo all'estero ci si rende conto che cosa significa essere italiani e come si viene dipinti dai colleghi europei: effettivamente come dare loro torto, chi è causa del suo male pianga se stesso, recita il noto detto.
Ed il nostro male non si insinua nella politica, che di fatto rappresento lo specchio della popolazione, ma nel nostro recente percorso di nascita storica. Questa cosiddetta nazione che in realtà è un coacervo di 20 popolazioni che non hanno niente in comune tra di loro tranne la religione ed in alcuni casi la lingua, sono state tratte con l'inganno ad unirsi con l'intento di far risorgere le aspirazioni di nazionalità che hanno portato alla nascita dello stato regionale italiano.
Con l'unificazione iniziano le problematiche, le dicotomie, le diversità, le deficienze ormai insormontabili, non solo sul piano infrastrutturale, ma anche ideologico. Proprio ai leghisti scrivo di andarsi a studiare come è veramente iniziata l'industrializzazione delle ricche regioni del Nord (ma all'inizio povere ed indebitate), grazie al saccheggio e colonizzazione di quelle del Sud allora governate e protette con lungimiranza dal regime borbonico. 
Con l'Unità d'Italia si sono poste le basi per un periodo di incubazione del marcio che oggi ci contraddistingue tutti: il mancato riconoscimento dello Stato e di tutto quello che esso rappresenta.

Questo ha portato dal Nord al Sud a vedere sino ai giorni nostri il nuovo Stato italiano come un nemico da sconfiggere e cercare di turlupinare perchè ha disatteso le promesse iniziali: il Nord si è trovato a mantenere a vita il Sud per il suo contributo iniziale, il Sud è stato trasformato in un paese endemicamente povero proprio perchè è stato raggirato al pari di un furfante con l'inganno ad aiutare il Nord in un processo di industrializzazione elargendo oltre la metà delle proprie (allora) ingenti risorse erariali.
Lo Stato e la politica pertanto rappresentano solo una “terra di mezzo” da occupare e contingentare con la quale fare affari per conto proprio, creare favoritisimi e rapporti clientelari, gestire le risorse del territorio in partnership con la criminalità e impedire ai giovani emergenti con merito di ribellarsi.
Per questo motivo aspiro al giorno in cui un altro clone di Lorenzo il Magnifico riuscirà ad emerge con una impronta politica trasversale, priva di colore o bandiera politica, portavoce di un processo di risanamento popolare e cultura del cambiamento, qualora servisse, anche imposta con la forza. Come italiani abbiamo continuamente dimostrato solo di non essere in grado di gestire i nostri interessi se messi nelle condizioni di concertare democraticamente (almeno sulla carta) su ogni questione vitale, proprio perchè intasati e contraddistinti da mille interessi conflittuali  interni che non esisterebbero in un paese con una guida maggiormente autoritaria.

Eugenio Benettazzo
http://www.eugeniobenetazzo.com/

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Mio commento: ".. non sono molto d'accordo sulla soluzione ma sull'analisi sì.." (Paolo D'Arpini)  


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Commento ricevuto da Danilo D'Antonio: "Benetazzo è certamente un tipetto simpatico. Sa tante cose di banche e finanza. Tuttavia gli sfugge totalmente il senso della parola democrazia. Il fatto che l'Italia si dichiari democratica non significa affatto che lo sia davvero. Dite la verità: c'è un solo periodo, dalla fine della seconda guerra mondiale, che possiate ricordare essere stato realmente democratico?Verità è che la democrazia sta scritto per ora solo sulla Carta, ma non nei fatti. E questo non dipende affatto dai politici, questo è importante capire. Perché l'ambito di governo fu sì democratizzato, col periodico ricambio elettorale, mentre l'apparato statale, la funzione pubblica, rimase tale e quale era nel periodo fascista: una macchina concepita per creare e mantenere tirannia.
Ecco perché qualsiasi politico vada al Governo non cambia mai nulla! Perché il POTERE sta tutto nell'apparato pubblico ed esso deve essere ancora democratizzato, aprendo il pubblico impiego ad un periodico ricambio che permetta l'apporto di ogni cittadino preparato e desideroso di prestare servizio. 
Questo Benetazzo non l'ha ancora capito, nonostante abbia cercato di spiegarglielo più volte. Fatto è che lui si occupa di finanza ed in quanto a democrazia vuole evidentemente rimanere incompetente. Noi però non cadiamo nel suo errore. Non riteniamo mai più di aver provato cosa sia democrazia. Ora sappiamo che essa è ancora tutta da realizzare e per farlo basta dire: fuori tutti gli statali, tutti gli assunti a vita, dal settore pubblico. Dentro a rotazione cittadini preparati.
Cacciando gli statali, i cattivi politici scapperanno senza ripresentarsi alle elezioni e si faranno invece avanti quelle persone che finora si sono dovute tenere lontane dal mondo politico per evitare di infangarsi a loro volta. La cattiva finanza non avrà più scampo ed ogni cosa pian piano si aggiusterà da sola col contributo di chiunque vorrà far del suo meglio. Cordiali saluti,

Danilo D'Antonio
  
p.s.: vi va di fare il seguente Test di maturità civica?
http://www.hyperlinker.com/ars/maturita_civica.htm


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Commento ricevuto da Pierluigi: "Io diffido sempre delle ricette facili e questa è una di quelle.
La questione è molto più complessa ed è stata esaminata nei report che trovate su centrofondi.it e che consiglio di rileggere a partire dai più datati. Oggi siamo solo all’epilogo di un lavoro di distruzione compiuto scientificamente dalla morte di Moro. Su di una cosa hai ragione noi non abbiamo MAI provato la democrazia, nemmeno sentito l’odore. Sarebbe l’ora che invece di chiedere la testa di questo o quello ciascuno di noi iniziasse a prendersi la responsabilità della propria vita e insieme agli altri iniziasse a costruirsi una comunità democratica e solidale. Lo so è fatica, ma da questo dramma non si esce con le ricette facili…." Pierluigi

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Commento Di Giuseppe Turrisi: "Le comunità sovrane autonome e responsabili non hanno  bisogno di grandi apparati....che realizzano solo sovrastrutture inutili e burocrazie  per l'esercizio del potere. (regioni ,provincie, commissioni, enti bilaterali  equitalia, commercialisti agenzia delle entrate, sindacati ecc ecc) ... con la nuova filosofia di gestione e di moneta credito salterebbero almeno il 70% di posti pubblici perfettamente inutili nel nuovo sistema
il funzionario pubblico deve essere un lavoro vocazionale (come del resto  tutti gli altri) diversamente diventa una leva obbligatoria repressiva che potrebbe fare più danni di un dipendete a tempo indeterminato....... per fare una metafora noi siamo ospiti su questa terra solo per 70/80 anni  è già ne facciamo di cotte e di crude (guerre inquinamenti omicidi ecc)... siamo anime in rotazione nell'universo dello spirito intelligente ....... il problema è nell'essere che cambia le cose non nello strumento (imposto della rotazione) che pretendiamo cambi qualcosa...
La Democrazia  deve nascere dalla coscienza e dalla consapevolezza non da qualcuno (come si pretende)
che la imponga (anche perché una Democrazia imposta sarebbe un ossimoro).  
Lo strumento (giuridico)  è sempre una conseguenza di un accordo ideale precedente, mai  potrà precedere la coscienza o pretendere che la semplice imposizione elevi lo spirito (lo spirito per sua natura è libero e non conosce la parola imposizione) ... Siamo ancora troppo piani di materialismo storico ed anche i più consapevoli spesso cadono nell'errore che "solo" il mondo ci costruisca la realtà, invece c'è anche l'altra componente che ci rifiutiamo di usare (poiché resi passivi)  che la realtà la costruiamo anche noi .
Gli strumenti imposti  (anche quelli che crediamo  Democratici ) non produrranno mai democrazia...
Si ricordino tutte le polemiche sulla "Democrazia Obbligatoria" ... finché non si incontrano e non si evolvono contemporaneamente  il domino soggettivo con il domino collettivo, la "Democrazia sarà sempre una "incompiuta" , un giocattolo che la politica corrotta da ai cittadini per fargli perdere tempo, mentre loro prendono ordini dai banchieri ..... (mi pare stia succedendo!!) Giuseppe Turrisi

lunedì 9 aprile 2012

Dal culto degli antenati al culto dei successori - Per una vera ecologia profonda e per una spiritualità naturale

“Se riuscirete a lasciare passi di pace e liberi da ansia su questa nostra terra, non avrete più bisogno di pensare di entrare nel “regno dei cieli”. Il motivo è semplice, il samsara ed il regno dei cieli sono entrambi invenzioni della mente. Se siete in pace, liberi da presupposti e pieni di gioia di vivere avrete trasformato il samsara in Pura Terra e non ci sarà più bisogno di pensare ad un aldilà….”
(Tich Nhath Hanh)


Angelo che ci aspetta in cielo - Dipinto di Franco Farina


Avrebbe un bel da fare Gesù se dovesse tornare oggi sulla terra per ripulire i templi dall’invasione mercantile… I cambiavalute e gli usurai cacciati dal tempio di Gerusalemme hanno invaso il mondo e la religione del dio denaro ha sostituito persino quella monistica dei loro padri,  un monismo peloso, tra l'altro, in quanto  tiene conto di un dio parziale che favorisce un popolo a scapito di tutti gli altri.

Ma il commercio “religioso” ha radici molto antiche, più antiche di quelle indicate nella bibbia,  è iniziato il momento stesso che l’uomo  si è inventato un “aldilà” ovvero un ipotetico mondo dello spirito contrapposto al mondo terreno. E' però vero che questo pensiero è andato sempre più affermandosi con l'avvento delle religioni pseudo-monotesiste: prima il giudaismo, e successivamente, per filiazione, il cristianesimo e l'islamismo.  Ma in verità era già presente –in fieri- nel momento stesso in cui è iniziato il processo di virtualizzazione del pensiero, che è sorto unitamente al patriarcato ed all’accumulo di beni materiali (cioè il concetto di proprietà).  

Abbiamo un'evidenza della nascita e del parallallelismo  fra mondo materiale, dell’aldiqua,  e della creazione di un mondo virtuale, dell’aldilà,  da quando nelle società umane è apparso  il culto degli antenati. Gli antenati, i defunti per interderci,  vengono considerati vivi nell’aldilà ed è per questo che sono richieste continue cerimonie per il loro nutrimento “etereo”. 

Dovete sapere che le istituzioni religiose  nascono in forma di banche per la transizione di valori  fra l'aldiqua e l'aldilà.  E qualche migliaio di anni prima di Cristo in Cina fu inventata la “cartamoneta”  -che veniva bruciata assieme all’incenso, per trasmettere ai defunti quei titoli d'acquisto in forma sottile,  in quanto si presupponeva che l’affluenza nell’oltretomba  derivasse da tali offerte.

Ma l'apice del materialismo religioso fu raggiunto in Occidente, con il crollo della filosofia laica classica e l'affermazione dei "monotesimi" di origine giudaica, in cui  le transizioni fra l'invisibile ed il visibile raggiunsero livelli impensabili. Nota bene che allorché qui  si parla di monoteismi  si compie un abuso di significato, invero ogni religione pone il "suo" dio al di sopra degli altri.   Ma andiamo avanti con l'analisi del culto prezzolato basato sull'aldilà.  

Nell’Europa cristiana medioevale -ad esempio- si era giunti alla vendita delle indulgenze, in cui si pagava (non con cartamoneta fittizia ma in oro sonante)  alla chiesa un conquibus che poi veniva trasferito (a detta dei preti) alle anime dei defunti  o dello stesso donatore che si comprava così il diritto d'accesso al paradiso.  

Ed ancora oggi tale commercio  non conosce limiti e confini, si manifesta in mille modi, con la vendita di rosari, libri sacri, immaginette, reliquie…. davanti ai santuari ed alle cattedrali (ed anche al loro interno),  questa compravendita  è accettata come un corollario  della "fede" (ed  esentasse). Ci sono pure le donazioni devozionali per le missioni, per i poveri (della stessa specie religiosa connessa) e per le opere di "bene", di vario genere e natura (vedi IOR ed affini). Senza dimenticare le proprietà terrene lasciate in eredità alla chiesa, da illusi fedeli, per assicurarsi un posto in cielo.

Le religioni dell’aldilà   sono proprio  un bell’affare… Se c’è bisogno di manodopera a buon mercato,  di combattenti pronti a tutto, ecco che si escogitano le guerre sante e l’onorevole martirio, che garantisce  un paradiso bellissimo, pieno di flauti, di arcobaleni, di vergini ed angeli compiacenti....

In  fondo meglio lavorare e risparmiare per l’oltretomba, visto che ormai questo mondo  sta andando a rotoli e tutti sono convinti che occorre  fregare la morte, perciò l’unica speranza è credere in un altro mondo,  e su questo assioma le sette ed i credo prolificano e si ingrassano…. Ma  ingrassano qui sulla terra, ingrassano nella nostra società… mica là… nei cieli dove  esiste solo spazio vuoto.

Inoltre,  con l'era mercantile e consumista portata all'eccesso,  è subentrata anche la  disillusione religiosa, in molti ambienti umani si tende all’egoismo puro, con la conseguenza che sulla terra si cerca di  godere senza ritegno, consumando a tutto spiano ogni risorsa senza tener conto della sacralità della natura e del diritto all'esistenza degli altri esseri viventi  ed ignorando persino che la vita  continua:  con i nostri successori…

In questo turpe percorso sia le  religioni  che il materialismo 
considerano inutile il mantenimento della vivibilità sulla terra… In fondo qui siamo tutti di passaggio.. tanto vale trascurare questo luogo di transito,  questo pianeta può  andare a remengo, ci si possono compiere le peggio nefandezze: distruggerlo, sfruttarlo all’inverosimile, inquinarlo e offenderlo con tutti i suoi abitanti (alberi, piante, animali) che sono alla mercé delle necessità di guadagno, accumulo e moltiplicazione degli utili, in carta straccia… in valori che non possono essere mangiati ma che mettono a repentaglio la produzione di un vero cibo...  

In verità noi dovremmo assimilare e riconoscere nella nostra società  un solo culto: quello  dei  successori.…
La pura Terra Promessa è qui.

Paolo D’Arpini


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante l'Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio Estivo 2012. Previsto ad Aprilia dal 22 al 24 giugno 2012. Programma:
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/post/2718386.html



La pura Terra Promessa - Campagna attorno Treia

 

domenica 8 aprile 2012

Caterina Regazzi: "Sviluppar​e un rapporto più 'umano' con gli animali" - Uomo/Natur​a/Animali, Bioregiona​lismo ed Ecologia Profonda

Caterina Regazzi al lavoro nell'orto di Treia


Il mio lavoro, veterinaria USL, mi porta a contatto quasi quotidianamente con allevamenti di animali allevati per la produzione di carne e derivati, latte e derivati, uova.

Durante i miei studi,  oltre 30 anni fa (che impressione!) ho studiato le tecniche dell'allevamento intensivo, le strutture, le tecniche, le diverse tipologie di questo allevamento, a seconda della specie e dell'attitudine degli animali allevati, come se l'unico sistema o almeno il migliore, fosse questo: ho superato esami di zootecnia e di tecnica mangimistica in cui l'allevamento rurale non era neanche contemplato. Gli animali in questi allevamenti sono tenuti costantemente confinati se non addirittura al chiuso per tutta la loro vita. Per molti di essi (suini, pollame) l'unico momento in cui vedono la luce del sole é l'uscita dall'allevamento per il macello.

Tempo  fa un'amica mi ha chiesto (in qualità di "esperta) di accompagnarla al mercatino della domenica di Spilamberto, in cui si vendono varie categorie di pollame, perché voleva acquistare alcune galline. Mi sono preoccupata perché pensavo volesse acquistarle per ucciderle e cucinarle, invece, fortunatamente, voleva metter su un piccolo pollaio, per avere un po' di uova. Un piccolo allevamento rurale, quindi. Beh, dopo l'acquisto siamo andate dove ha il terreno e un casotto recintato, con un bel pezzetto di terra per sistemarle. Con tutti i cinque anni di università e 52 esami sostenuti, mi sono sentita alle prime armi: cosa va messo sul fondo del pollaio? all'interno del casotto è bene mettere dei ripiani alti con delle cassette-nido? il casotto va chiuso di notte con loro dentro? l'acqua e le granaglie vanno messe dentro o fuori? devo ricominciare tutto da capo e l'esperienza di qualche vero contadino, di quelli di una volta è molto più ricca e utile delle mie conoscenze scolastiche.

Si sta creando attorno all'allevamento intensivo un movimento di opinione, che punta il dito sulla sofferenza che questo ingenera in esseri viventi che fanno parte del nostro stesso mondo, che condividono con noi questo passaggio sulla nostra bella e martoriata Madre Terra e sui danni diretti e indiretti da esso causati.

Ma dall'altra parte, c'è ancora una moltitudine di operatori, che di questo lavoro vivono, anche se con profitti molto più modesti di una volta; penso agli anni '70 col boom della fettina ogni giorno ed io sono cresciuta in quegli anni, con quel sistema. Sembra che la riconversione di queste attività sia impossibile e si può anche capire che persone che hanno investito tutte le loro risorse, competenze, e aspettative per un futuro tranquillo per loro e magari anche per i loro figli, non siano favorevoli a  buttare tutto al macero e ricominciare sul nuovo, con una nuova consapevolezza.  Questa consapevolezza tarda a diffondersi in certi settori e strati culturali e non voglio giudicare.

Ci sono tradizioni gastronomiche e culinarie che sono il simbolo di certe regioni e che una gran parte della popolazione tiene a mantenere ed anzi a consolidare e a diffondere, se possibile.
E quindi, se in generale diminuisce il consumo della carne (ma non so di quanto), si cercano nuovi mercati e allora si cerca di "sfondare" in paesi come la Russia, gli Stati Uniti e tanti altri. Con le difficoltà burocratiche e le incertezze dei mercati che la cosa comporta.

E poi si assiste a una campagna contro l'uccisione degli agnelli e dei capretti per Pasqua. Questi animali vivono poche settimane prima di essere macellati, ma almeno quelle poche settimane le vivono bene, l'allevamento degli ovicaprini é ancora un allevamento naturale o abbastanza naturale, mentre ad esempio, il vitello viene tolto dalla madre appena nato, nutrito con latte artificiale e, anche se nell'allevamento sono rispettate le norme sul benessere  animale (si fa per dire) , rinchiuso in una gabbia di ampiezza appena sufficiente per girarsi per un mese e poi trasferito in un box con altri suoi simili. I suini non hanno un trattamento migliore. Se dobbiamo essere contrari all'uccisione degli animali non possiamo essere emotivi e intenerirci per un'immagine da copertina. Ma va bene perché parlando degli uni si parla degli altri.

Io, del resto, non sono completamente contraria al consumo di carne, ma sono per un ritorno all'uso che se ne faceva circa 60 anni fa, prima dell'avvento dell'allevamento industriale. Sono convinta che l'agricoltura ha bisogno del concime animale, non certo della quantità di letame e liquami che attualmente vengono prodotti e che inquinano sempre più le falde acquifere e l'atmosfera o, in alternativa, comportano un costo esorbitante per lo smaltimento, con depuratori che raramente funzionano secondo le ottimistiche previsioni con cui furono costruiti.

Questo tipo di allevamento comunque ed i problemi etici che comporta fa parte del sistema economico in cui ci ritroviamo volenti o nolenti immersi: a fronte della meccanizzazione del lavoro, della informatizzazione dei servizi, il lavoro, nonostante la disoccupazione, per chi un lavoro ce l'ha, non é diminuito e ci possiamo considerare "schiavi" del lavoro. Un contadino, per poter giudagnare abbastanza da vivere deve lavorare 12 ore al giorno e sfruttare con metodi artificiali (concimi di sintesi, antibiotici negli animali) le risorse che ha a disposizione, ma anche il più fortunato impiegato le sue 8 ore le deve fare e così via.

Una volta c'era lo slogan "lavorare meno lavorare tutti" oggi, chi ci governa dice che per salvare l'Italia dobbiamo lavorare di più, per più tempo e in di più. Ma, lavorare tanto, per fare cosa? Per produrre cosa? Beni, molte volte inutili, che gli altri dovranno acquistare a costo di sacrifici per poter perpetuare il sistema. La meccanizzazione, l'informatizzazione sarebbero dovute servire per alleggerire la vita e lasciare all'essere umano più tempo per il resto della vita, l'amicizia, le relazioni sociali, l'amore, la cura di noi stessi e degli altri, dei nostri figli, dei nostri anziani, il riposo,

Smettiamo di consumare beni inutili, impariamo ad accontentarci, a riappropriarci delle nostre innate capacità di sopravvivenza, pensando al futuro nostro e del pianeta.

Caterina Regazzi