mercoledì 15 giugno 2011

Alain de Benoist: "... basta con la dittatura dell'economia, il feticismo del mercato ed il primato dei valori mercantili"

“Non limitiamici a dire che tutto ciò che è nostro ha un valore; diciamo piuttosto, con forza e convinzione, che tutto ciò che ha valore è anche nostro” (Alain de Benoist:)



"Divento Luce e volo.." - Opera del pittore Franco Farina


Dopo l'affondamento del sistema sovietico, si è passati da un mondo diviso in due blocchi ad un mondo dominato da una sola potenza, che tenta d'imporre la sua legge al pianeta intero. Virtualmente, questo mondo non sarebbe altro che un villaggio globale, dove il progresso economico, dal quale si suppone tutti possano trarre giovamento, accrescerebbe l'ineluttabile evoluzione verso un modello politico, la democrazia liberale rappresentativa, della quale gli Stati Uniti costituirebbero il modello più completo. Alla fine, il mondo diverrebbe un vasto mercato popolato da semplici consumatori, sottomessi di volta in volta all'ordine marciante.

Il capitalismo si è  deterritorializzato. I raggruppamenti industriali infine hanno dato luogo alla formazione di società transnazionali, i cui bilanci superano di gran lunga quelli dei singoli paesi. Allo stesso tempo, le nazioni sono state invitate ad abolire le loro barriere doganali, ad aprire le loro frontiere alle persone ed ai capitali, a favorire con ogni mezzo la "libera circolazione" dei prodotti e dei beni. Questo è il senso primario di una globalizzazione che supporta la volatilità dei mercati, le delocalizzazioni, la ricerca permanente di una maggiore produttività, la reificazione generalizzata dei rapporti sociali.

Questo sistema è fondato sulla trasformazione di tutte le attività viventi in mercantili. Il mercato non vale se non attraverso il denaro. Il denaro è l'equivalente generale che cela la natura reale degli scambi ai quali è preposto. Nel mondo del mercato, la legge suprema è la logica del profitto, legittimato da un'antropologia facente dell'individuo un essere avente come obiettivo permanente il suo migliore interesse. La sottomissione progressiva di tutti gli  aspetti della vita umana alle esigenze di questa logica destruttura il legame sociale. Essa genera una società puramente commerciale dove, come ha già affermato Pierre Leroux, gli "uomini non associati non sono soltanto estranei tra loro, ma necessariamente rivali e nemici". Gli altri uomini dunque non sono percepiti se non attraverso il loro potere d'acquisto e la loro capacità di generare profitto, attraverso la loro attitudine a produrre  a lavorare e consumare. I media uniformano i desideri e le pulsioni, al prezzo di una radicale desimbolizzazione degli immaginari, produttori di una falsa coscienza, di una coscienza alienata. 
E' esattamente questo il mondo in cui viviamo. Un mondo senza esteriori, che ha abolito le distanze e il tempo, dove il capitalismo finanziario non è connesso all'economia reale (la maggioranza degli scambi di capitale non corrispondono più agli scambi di prodotti), dove l'economia reale si sviluppa senza considerazione dei limiti, dove le passioni si riducono agli interessi, dove il valore è ribassato sul prezzo, dove i bambini stessi divengono dei beni (e degli utili) di consumo durevole, dove la politica è ridotta alla porzione congrua, dove i detentori di potere non sono più eletti e dove coloro che sono eletti sono impotenti. Un simile mondo non minaccia soltanto la vita interiore,le identità collettive, la diversità dei viventi. Esso minaccia l'umanità propria dell'uomo.
    
Per contrapporsi alla miseria affettiva ed agli stress materiali che ne risultano, la Forma-Capitale usa strategie differenti. Da un lato, crea senza interruzione nuovi bisogni, moltiplica le distrazioni e i divertimenti, propaga l'idea che non esista felicità se non in un consumo il cui orizzonte è continuamente riposto più lontano.

Dall'altro lato, il suo pretesto di lottare contro il "populismo", il "comunitarismo", il "terrorismo", rinforza le procedure di controllo e di sorveglianza. Si restringono le libertà con il pretesto della sicurezza. Si instaura la "democrazia delle bocche cucite" (Paul Thibaud).

Per smorzare la portata dei movimenti sociali, per distogliere le genti dal porsi domande, per disarmare le nuove "classi pericolose" e rendere inoperante la loro velleità di rivolta, crea dei nemici onnipresenti, demonizzabili a piacimento, strumentalizza i conflitti culturali e gli urti tra comunità. Come sempre, si divide per comandare. L'obiettivo è quello di instaurare tutto ciò che crea caos per continuare a regnare senza alcuna minaccia.
 
Dinnanzi ad un simile spettacolo, non si può che avere ovviamente simpatia per un movimento "altromondista", il quale afferma perentoriamente che "il mondo non è un mercato" e che' "un altro mondo è possibile". Ma questa simpatia non può essere che critica. Non è soltanto il fatto di non avere alternative chiare da proporre che può essere rimproverato al movimento "no global" - non è necessario dover definire ciò che si vuole per sapere ciò che si rifiuta -, ne di essere un conglomerato troppo eterogeneo dove si incontrano protestatari emozionali, autentici libertari, " rivoluzionari " d'abitudine e social-democratici " esigenti". E' piuttosto l'attitudine ad anteporre l'indignazione alla riflessione. E di non andare fino al fondo delle cose. 
Non è in effetti sufficiente denunciare le disuguaglianze nel nome della "giustizia" e della "dignità ", o di appellarsi a soluzioni "umane" di contro alla disumanità dell'ordine finanziario. Non è sufficiente parlare di "tolleranza " per riconoscere pienamente la diversità culturale. Non è sufficiente opporre la razionalità etica alla razionalità del denaro. Non è sufficiente, infine, dire "no alla guerra! " per disegnare, di contro all'unilateralismo americano, i contorni di un nuovo Nomos della terra per un nuovo ordine multipolare. Il movimeno " no global " non ha visibilmente idee precise sulla natura dell'uomo e sull'essenza del politico. Gli manca un'antropologia che gli permetterebbe di contestare la globalizzazione in nome dei popoli, e non delle" moltitudini" (Antonio Negri), in nome delle libertà, e non dei "diritti dell'uomo ".

Si ostina a rimanere, per ciò che concerne la giustizia sociale, nella polarità della morale e dell'economia, che è la medesima alla quale dichiara di opporsi; l' " altromondismo" rischia di disattendere la sua vocazione e di essere nient'altro che una forma di " movimento " in mezzo a tanti altri.
    
Militare per un " altro mondo " implica la rottura con una matrice ideologica che ha allo stesso modo condotto all'internazionalismo liberale quanto allo "statalismo progressista ". Come scrive Jean-Claude Michéa, " l'idea di una società decente, o socialista, non può riporsi sul progetto di un' "altra" economia o di un' "altra mondializzazione", progetti che non possono che condurre, in fin dei conti, ad un altro capitalismo [...] Essa è riposta,al contrario, su un diverso rapporto degli uomini nei confronti dell'economia stessa".
Dunque non si tratta soltanto di correggere le "ingiustizie" di un sistema, o rimanere ad un approccio strutturale dei giochi.

Si tratta di finirla con la dittatura dell'economia, il feticismo del mercato ed il primato dei valori mercantili. Si tratta di decolonizzare l'immaginario. Di adoperarsi per l'avvento di un altro mondo, che non sia soltanto al di là delle cose, una visione trascendente o utopica, ma un nuovo mondo comune.

Prospettiva rivoluzionaria? Non sarà mai tanto rivoluzionaria quanto la Forma-Capitale, che in questo mondo, ha già distrutto tutto.

Alain de Benoist

Fonte Rete per l'Ecologia Profonda

martedì 14 giugno 2011

Discorso sull'alimentazione bioregionale secondo Caterina Regazzi e Stefano Panzarasa


Queste mie poche righe sono scaturite a seguito di una discussione telematica avuta con Stefano, un amico di Paolo e aderente da tempo alla Rete Bioregionale, sulla necessità o sulla possibilità di un'alimentazione vegetariana, vegana od onnivora.

Le nostre opinioni sono differenti e questa differenza si basa sull'educazione ricevuta, sul vissuto personale ed anche sulla propria fisiologia, sulle abitudini alimentari e su fatti antropologici, sociali e, per alcuni, anche etici.

Si parlava del fatto che l'uomo di oggi, con tutte le risorse che abbiamo, potrebbe tranquillamente alimentarsi senza ricorrere alla carne ed ai prodotti di origine animale.
Io replicavo che non si può secondo me escludere completamente questi alimenti per motivi etici, perchè la morale secondo me dovrebbe essere un aspetto condivisibile da tutto il genere umano. Per esempio, uccidere un uomo credo che eticamente, sia inconcepibile per tutti.
Mangiare la carne di un animale cacciato o allevato, per alcune popolazioni potrebbe essere una delle poche risorse alimentari disponibili (steppe, ghiacci polari).

Scrivevo: "ma se gli animali non vanno mangiati per questioni “etiche” cosa possiamo dire agli abitanti dell'Alaska o delle steppe della Mongolia? Che devono traslocare nella foresta equatoriale o a casa nostra? Qualcuno potrà obiettare che i vegetali oggi possono essere spediti.. e la campagna ecologista per Km. Zero?"

Stefano replicava così:
Ti rispondo sperando di farmi capire:
Il bioregionalismo coniugato con l'ecologia profonda hanno risolto da tempo questo dilemma (ma molti non lo hanno ben compreso perché la soluzione è tanto semplice quanto difficile da accettare nella nostra società), non è questione di scelte etiche o quant'altro, è solo questione che ognuno nel suo territorio deve mangiare ciò che gli serve per vivere degnamente e far vivere degnamente gli altri esseri.
Detto ciò visto che gli umani hanno cercato di occupare tutto il pianeta anche in posti estremi e quasi inaccessibili, se proprio vogliono continuare a viverci possono certamente farlo in armonia con gli altri esseri quindi in questo senso la caccia è giusta perché serve per sopravvivere ma niente di più (casomai però bisognerebbe interrogarsi sul perché noi umani vogliamo sempre stare dappertutto e qualche spiegazione la può dare la nostra storia eco-sociale - ma non è il caso di parlarne ora altrimenti non finisco più...)”.

Io ho replicato: Da che mondo è mondo l'uomo si è sempre spostato ed ha cercato di ambientarsi in "nuovi mondi" ricorrendo alle risorse che prima gli dava la natura e poi lui stesso si ingegnava ad ottenere (pelli di animali e poi pellicce e poi tessuti più o meno naturali, fuoco acceso e poi riscaldamento, lunghi tragitti a piedi o su zattere, poi transatlantici e jet).
Anche gli animali del resto fanno le loro trasmigrazioni, tante specie di uccelli migrano, gli elefanti del Serengeti pure si spostano per cercare l'acqua.
E noi umani, perchè ci spostiamo? E chi lo sa? Io non sono un'antropologa e posso solo farmi, come te, questo quesito. Penso che in certi casi la spinta sia il ricercare un ipotetico miglioramento delle condizioni di vita (vedi le migrazioni di oggi) e in certi casi pura curiosità e desiderio di avventura, cosa che agli altri esseri viventi, mi pare manchi.
E' lo stesso motivo per cui io e te stiamo qui a discutere, forse, puro amore per la comprensione del mondo che ci circonda, degli altri (tu, per me in questo caso), e soprattutto di noi stessi.
Sarebbe bello ritornare ad una naturalità più "profonda" possibile (parliamo o non parliamo di "ecologia profonda"?), ma allora quante sono le cose a cui noi facciamo ricorso che non sono in sintonia?
Ti faccio qualche esempio: qual'è quella donna che non fa ricorso alla contraccezione chimica o meccanica? Perchè non onoriamo la vita lasciando venire al mondo tutti i figli che, secondo natura, ognuna di noi potrebbe avere (io per esempio ho avuto solo una figlia)? Usare computer, telefoni, automobili, comporta che dietro a questi semplici gesti ci siano fabbriche che per funzionare utilizzano petrolio, producono rifiuti, scarichi, onde elettromagnetiche e noi neanche ci pensiamo o se ci pensiamo..... cosa possiamo fare? Ridurre al minimo l'impatto direttamente dovuto al nostro modo di vivere. In questo ci rientra secondo me anche il consumare o meno alimenti di origine animale. Non so se hai letto l'intervento che ho fatto alla Festa dei Precursori, io, per ora, la penso così, ma niente esclude che possa cambiare idea, discutendo con persone come te, appassionate, ma disposte ad ascoltare anche le opinioni altrui.

Caterina Regazzi

lunedì 13 giugno 2011

Vigilia di San Giovanni a Spilamberto con riti bucolici al fiume Panaro e canti sacri notturni.. il 23 giugno 2011



Il Circolo Vegetariano VV.TT. com’è nella sua tradizione pluridecennale ripropone la celebrazione della vigilia di San Giovanni, che regolarmente si svolge il 23 giugno, quest’anno il rito si compie a Spilamberto, in provincia di Modena, dove fatalità si tiene anche una fiera di vari giorni dedicata a San Giovanni. Il fatto è che nella tradizione antica questo giorno corrisponde alla pienazza della luce, essendo in prossimità del solstizio estivo, ed al momento della mietitura e quindi veniva festeggiato con riti orgiastici protesi alla fertilità.

Le donne che restavano gravide in questi giorni potevano partorire in corrispondenza dell’equinozio primaverile (21 marzo) e questo era considerato un tempo estremamente auspici oso per la nascita, anche perché nel mondo pagano corrispondeva all’inzio del nuovo anno.

Tutto il pensiero mediterraneo è orbitato per millenni attorno alla concezione unitaria dell’Universo con la Vita. La realtà sensibile, concreta, stabile, impersonificata in oggetti solidi (i primi simboli della religiosità sono… sassi, pietre… posti nei luoghi di passaggio) fino alle statue dei “nostri” santi è strettamente interconnessa con la vita nelle sue manifestazioni essenziali. Corporeità, sangue, linfa, nascita, morte, sessualità.

E’ importante sottolineare che solo poco tempo fa l’umanità ha preso coscienza che l’atto sessuale è strettamente legato con la natività. (vedi anche le diatribe sette-ottocentesche collegate con la “generazione spontanea”). Da quì il concetto di Grande Madre, che dando la “vita” simboleggia il rito della natura che rinasce senza posa e senza fine.

Anche il cristianesimo primitivo, che si sviluppa inizialmente all’interno della Classicità, e con alcuni “spunti” mesopotamici mediati dalla setta naturista degli Esseni, era una religione olistica. La clerocrazia viene dopo. Molto dopo, per imporre il dualismo ed il distacco del “sensibile” dal “soprasensibile”, fino alla condanna senza remissione della sessualità, delle concezioni vitalistiche dell’Universo e del Multiverso, con l’imposizione della mortificazione, del ripiegamento su se stessi, della “macerazione della carne” per “liberarsi” dal peccato. ( Ma…come scriveva Nietzche, il peccato è proprio “questo!). Il Grande Gabriele D’Annunzio così affermava: … non chi più soffre, ma chi più gode, conosce.

Perciò “gaudemus igitur” e il 23 giugno 2011 ci recheremo giulivi sulle rive del fiume Panaro, seguendo un sentiero natura in prossimità di via Giibellini. Appuntamento alle h. 18, venire muniti di sacchette di stoffa per la raccolta dell’iperico maturo, per ricavarne l’olio essenziale terapeutico che riscalderà le membra durante la fredda stagione invernale. Al ritorno dall’escursione ci recheremo nella “cave” di una vicina casa accogliente, dove un gruppo di cantanti intonerà inni sacri dedicati alla Grande Madre. Seguirà una cena con il cibo vegetariano da ognuno portato.

Paolo D’Arpini

Ah, dimenticavo, festeggiamo anche il mio compleanno…

Per appuntamento e info. 333.6023090 – circolo.vegetariano@libero.it

domenica 12 giugno 2011

Caterina Regazzi: "Il valore dell'amicizia e della solidarietà al femminile..."

Caro Paolo, stamattina, un po' per caso e un po' no, ho incontrato tre amiche, di quelle amiche che vedi raramente, ma che basta un niente, un incontro anche casuale, per rallegrare il cuore.

Vorrei raccontare qualcosa di loro, in ordine sparso.

Per prima vorrei raccontare di Morena: lei l'ho conosciuta qui a Spilamberto tanti anni fa, era titolare e lavorava in un bar di fronte ad una ditta in cui io e i miei colleghi facevamo servizio di vigilanza. Questo era il bar dove quotidianamente andavamo a prendere il caffè e anche a fare lo spuntino a mezzogiorno. Ci si trovavano degli ottimi panini, farciti con ogni ben di Dio e delle frittelle di baccalà squisite. Spesso mi rifornivo di queste leccornie anche per portarle a casa, a Viola.

Morena si aggirava tra i tavoli come una regina, sempre col suo splendido sorriso e con una battuta per tutti. Con me spesso si fermava per due parole in più e a volte ci lasciavamo andare a parlare dei nostri problemi, più o meno seri, ma si sa, le cose si vedono con gli occhi del momento che si sta attraversando, e la mente la fa da padrona, almeno finchè glielo lasciamo fare. Avevamo anche momenti bui, io i miei e lei i suoi e ci capivamo. Spesso ci facevamo anche due risate, spettegolando di questo e di quello.

Quando mi sono trasferita a Spilamberto è stata fantastica: un pomeriggio mi ha portato a casa sua e dall'armadio ha tirato fuori asciugamani, pedane, tende,un ferro da stiro che lei aveva doppio, dal garage un divano a tre posti, vecchio, ma ancora in buone condizioni, con il suo copridivano e 8 sedie che provenivano dal bar e che erano di troppo. Abbiamo caricato tutto sulla sua auto furgonata e l'abbiamo portato nella casa che io avevo preso in affitto, che era alquanto vuota e fredda. Ricordo ancora la fatica per caricare, io e lei quel divano e per portarlo in casa! Oggi non ce la farei di certo a fare uno sforzo del genere!,

Beh, di tempo ne è passato tanto e non ci vediamo quasi mai, lei non lavora più in quel bar ed io in quel bar non ci vado quasi più.

Tutte e due abbiamo una nuova vita, cioè le nostre vite stanno seguendo il loro percorso, prima un po' a "sbalzelloni", ora un po' più lineare, siamo felici entrambe ed anche oggi quando ci siamo incontrate, dopo l'abbracciatona di rito, abbiamo subito cominciato a raccontarci le ultime novità, come se ci fossimo viste solo ieri l'altro. Come sempre ci siamo promesse una visita e chissà che prima o poi non si faccia...

La seconda amica è Grazia: una romanaccia di prima categoria, gran bella donna, un po' prorompente e con qualche anno più di me, sempre tiratissima ed elegante, fresca di parrucchiere. Anche lei è di quelle "abbraccione". Anche lei esuberante ed espansiva, affettuosa come una zia. Anche lei una conoscenza ormai di 11 anni fa ed era stata la baby sitter di Viola nei primi anni della nostra vita a Spilamberto. Quante volte l'ho chiamata all'ultimo momento perchè magari Viola era malata ed io dovevo andare al lavoro oppure andava a prendere Viola quando avevo qualche impegno imprevisto! Viola le era molto affezionata, lei è una persona veramente spassosa e adora i bambini, e poi "fa la matta" e loro apprezzano.

Mi ha chiesto di te, Paolo, le ho detto che arrivi domani e forse (ma molto forse), mi accompagnerà alla stazione a prenderti. Dico forse molto forse perchè è sempre di corsa, per stare dietro a figli e nipoti (tre figli e quattro nipoti, l'ultima, nata 5 giorni fa, si chiama Viola). Cucina benissimo e un tempo andavo a pranzo o cena a casa sua con una certa regolarità. Anche con lei ci siamo un po' perse, ma quando ci vediamo è sempre una gioia.

La terza è Maresa, lei l'hai incontrata, è la mia amica di Tarquinia. una donna pratica, concreta a cui so di poter chiedere aiuto quando ho bisogno e con cui posso parlare di tutto. Ci siamo conosciute un po' per caso: frequentavamo entrambe un corso di computer organizzato dal Comune presso le scuole di Spilamberto e dato che i computer erano insufficienti per tutti ed io capitavo sempre con un tizio un po' poco gradevole, una sera io e lei ci siamo guardate, lei ha capito il mio disagio e mi ha invitato ad andare in coppia con lei. Per il resto del corso non ci siamo più lasciate e poi è nata una amicizia, per me, molto bella. Frequentiamo persone diverse per cui ci vediamo molto poco, ma siamo molto affezionate, almeno così è per me.

Anche se ci vediamo poco  a lei va tutta la mia riconoscenza e la mia stima.

Ecco, ti ho raccontato di queste persone che hanno contribuito a rendere la mia vita qui quello che è stata, attrici assieme a me e a Viola, di un film ben recitato e ben visto, ben vissuto.

Altre persone ci sono state, ma questa forse sarà un'altra puntata di questa storia raccontata.

Caterina Regazzi



Post Scriptum



Visto che non ho tanta memoria, mi piace scrivere queste poche cose, semplici e chiare, sperando di lasciare una traccia per quando la vita e la salute mi porteranno chissà dove, forse a me stessa o a qualcuno che viene dopo di me, piacerà rileggerle. Ti amo e mi piace condividere con te questo ed altro. Ripensare a queste cose ormai almeno in parte passate, mi fa capire quanto sia importante vivere bene il momento che sto vivendo, quelle cose le ricordo così vividamente perchè sono state cariche di emozioni per me e sarebbe bello vivere tutto così intensamente. Caterina

sabato 11 giugno 2011

Osservazioni sull'alimentazione bioregionale, argomento in discussione all'incontro del 18 e 19 giugno 2011 a Ospitaletto di Marano



Bioregionalismo ed economia ecologica

Le responsabilità primarie della fame e dei cambiamenti climatici sono dovute all’agricoltura e la zootecnia industriale-commerciale “globalizzata”, che oggi producono “troppo cibo per poter mangiare tutti”, mentre, nel contempo, consumano le risorse naturali ed economiche dei popoli, inquinando la biosfera con prodotti chimici di sintesi che si accumulano nelle catene alimentari. Sembra assurdo ma è proprio così. Oggi al mondo alleviamo circa 45 miliardi di animali, corrispondenti ad almeno 10 miliardi di Bovini equivalenti, che consumano più di un SUV…

Questi animali mangiano almeno come  20 – 25 miliardi di Persone!

Mentre 1 miliardo di esseri umani, su 6 miliardi di popolazione terrestre, soffre e muore di fame !!!
Sarà il caso di svegliarsi …finchè siamo ancora in tempo…?

Secondo il recente rapporto del Worldwatch Institute, la CO2 e gli altri gas serra, prodotti dagli allevamenti industriali, superano il 50% delle emissioni totali delle attività umane responsabili dell’effetto serra (industria, energia, trasporti, ecc.). E la maggior parte dei trasporti interessa merci alimentari, che girano per il mondo globalizzato, prodotte al più basso costo possibile, ovvero con il massimo sfruttamento possibile della manodopera, a danno massimo per le risorse della Natura (Disboscamenti, distruzione dell’Humus, inquinamento con Pesticidi e Diserbanti chimici, liquami, ecc.). E durante gli stoccaggi, i trasporti, la trasformazione industriale e la grande distribuzione al dettaglio se ne perde almeno il 20% per deterioramento o scadenza (più quello che buttiamo via dal nostro frigorifero).

Se teniamo conto, poi, che circa l’80% dei rifiuti prodotti dalle famiglie interessa le confezioni alimentari in plastica, forse ci rendiamo conto del disastro economico, ecologico e tossicologico che sta attentando al futuro della specie umana sulla Terra. Un vero e proprio “suicidiolocausto”, che ci vede spesso attori-consumatori inconsapevoli di una realtà oggi drammatica, frutto di un’economia perversa, dove la malattia e la morte rappresentano ormai gran parte del PIL. Sotto l’abile e capillare regia delle multinazionali Nuclearpetrolagrochimicofarmaceuticogm (vedasi: “Il Mondo secondo Monsanto”, di Marie Monique Robin, Arianna Editrice – Film su: http://www.youtube.com/)

Gli allevamenti zootecnici senza terra in capannoni industriali, ad esempio, inquinano con liquami e nitrati, consumando moltissima energia per la climatizzazione. Gli animali mangiano soia, mais, residui di colza e cotone, spesso OGM, derivati da coltivazioni agroindustriali e monocolture che impiegano concimi, pesticidi e diserbanti chimici di sintesi, medicinali veterianari, ormoni, ecc., consumando altro petrolio ed inquinando la biosfera con ossidi di azoto (nella produzione dei concimi), residui tossici non biodegradabili, ogm, che si diffondono ed accumulano nelle catene alimentari. Aumentando ulteriormente gli sconvolgimenti climatici e naturali conseguenti.

E provocando il cancro… in campagna come in città.

La carne degli allevamenti senza terra o di allevamenti  super-intensivi, seppur all’aperto, che mangiano OGM dopo aver distrutto foreste o pascoli naturali, esportata a basso costo, distrugge le economie degli allevatori tradizionali locali, invadendo i mercati con merci “pericolose”, ottenute  spesso sfruttando gli stessi popoli affamati quale manodopera al più basso costo. Si crea così altra fame, per il conseguente fallimento delle economie agricole “autoctone” e la conseguente perdita delle sovranità alimentari nazionali tradizionali.

Partendo dai paesi più poveri, fino ad arrivare a quelli più ricchi.

Vengono colpiti allevatori locali tradizionali, che sopportano costi maggiori, mandando gli animali a pascolare in modo equilibrato, facendo mangiare loro ciò che l’uomo non può mangiare direttamente, come l’erba in rotazione di coltivazione o dei prati di montagna,. Ma falliscono oggi soprattutto gli allevamenti industriali europei senza terra, dipendenti dai mangimi importati, contaminati da OGM e da elevati capitali di produzione, ormai al capezzale, indebitati fino al collo e tenuti in vita solo dalle flebo della PAC (Politica Agricola Comunitaria) che dissanguano l’economia europea (3 miliardi di € di sussidi alla zootecnia industriale nel solo 2007; fonte: Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione – NEIC- http://www.nutritionecology.org/).

La stessa spirale perversa colpisce frutta, ortaggi, grano, vino, olio, ecc. E finisce spesso in una guerra tra poveri, laddove non ci sono soldi neanche per pagare la manodopera per la raccolta, essendo il prezzo offerto dai commercianti assetati un’offesa alla dignità umana degli agricoltori, per ottenere il massimo sfruttamento dei poveri consumatori, nel sistema della cosiddetta grande distribuzione. L’agricoltura industriale, nell’illusione di poter sopravvivere incrementando al massimo la produzione agricola e il numero di animali allevati, cade in una spirale perversa nella quale si accumulano i pesticidi venduti da una rete fittissima di avvelenatori di professione, legalmente autorizzati (soprattutto nelle carni, nei formaggi, nella frutta, negli ortaggi, nei vini, cereali) e cerca di sopravvivere con la tentazione continua della frode, massacrando le tradizioni alimentari, con il destino inevitabile del fallimento e dell’esproprio della terra, da parte del latifondismo bancario e dei grossi gruppi internazionali di acquirenti della terra.

La globalizzazione delle produzioni di cibi “sotto costo”, che invadono i mercati locali, si attua attraverso importatori selvaggi  e “Supermercati” ad essi collegati, diffusi ovunque, ormai, anche nei piccoli paesini. Luoghi di pornografia del cibo ben “vestito”. Sono loro gli unici che ci guadagnano da questo sistema infernale, insieme alle ditte produttrici di Pesticidi, Sementi, Mangimi, OGM. Oltre alle Multinazionali farmaceutiche che “vivono a spese dei loro clienti ammalati” di patologie degenerative, provocate dall’inquinamento chimico da esse stesse prodotto e dalle diete a prevalenza di Proteine e Grassi animali e OGM.

Supermercati assolutamente da boicottare: “prendi due e paghi tre” !

La salute planetaria è minacciata e danneggiata in maniera vergognosa. L’Italia, ad esempio, oggi spende circa l’80% dei bilanci regionali per la Malattia … ma la chiamano “Sanità”. Non sarebbe molto meglio curare i sani… attraverso la corretta coltivazione e nutrizione biologica, basata su alimenti di stagione, in prevalenza o totalmente vegetariana?

Siamo invece sprofondati, oramai, nell’economia della morte, dove le guerre economiche e tossicologiche, sono dichiarate a “fuoco lento”, preconfezionate o precotte in quarta e quinta gamma mangi 1 e consumi 100.

Pertanto è sicuramente utile ricordare:

Non mangiare carne ed alimenti d’origine animale se non di allevamenti biologici ed al massimo una volta alla settimana, o meglio, al mese. In fondo è molto meglio essere vegetariani… si diventa più sereni e, soprattutto in pace con la “coscienza planetaria”, si corre di più nello sport e si fa anche meglio l’amore, vivendo più a lungo. Ovviamente con varietà e fantasia, a tavola come in tutto il resto.  L’alimentazione a prevalenza vegetariana oggi si impone come atto di civiltà e rispetto della Natura del pianeta Terra e dev’essere la prima risposta dell’Istinto di sopravvivenza della specie Umana.

Nel contempo è necessario interrompere il sostegno agli allevamenti industriali, oggi calcolato sul numero di capi venduti o sulle quote di latte prodotto, che dissangua le finanze europee per sostenere ormai solo il mercato dei mangimi e dei farmaci, essendo gli allevatori in perdita netta. Spostando tali immense risorse sulla Zootecnia Biologica, che in un paese civile dovrebbe essere semplicemente obbligatoria, non foss’altro per la sofferenza degli animali allevati in veri e propri lager o in gabbie (…e di coloro che se li mangeranno).
Chiudiamoli, prima che falliscano definitivamente, portandosi dietro la disperazione degli allevatori ed agricoltori, oggi indebitati fino al collo.

Mentre le acque “potabili” sono sempre più inquinate di nitrati e pesticidi, diserbanti, ecc., spesso fuorilegge, come denunciano le ARPA nei loro resoconti pubblicati recentemente in un convegno a Perugia. Speriamo che non si aumentino ancora i “limiti di (in)tolleranza” di Pesitcidi nelle acque, come è già successo in passato, “legalizzando la violazione dei diritti inviolabili” alla salute e all’ambiente…

Mangiare prevalentemente cibo locale e di stagione, così come è previsto dal nostro organismo vivente, regolato in maniera perfetta dal suo DNA, memoria genetica evolutasi in miliardi di anni di vita sulla Terra. Andando quindi a far la spesa in campagna o, laddove non sia possibile, nelle reti specializzate biologiche, stando bene attenti alla provenienza degli ingredienti in etichetta: “biologici, italiani, possibilmente locali e rigorosamente al 100% liberi da OGM”, ovviamente. Ed organizzando gruppi familiari di acquisto locale, equo e solidale.

Aumentare l’Humus dei terreni agricoli, con opportune rotazioni delle coltivazioni, vietando l’uso di disseccanti o diserbanti chimici, attraverso l’inerbimento delle coltivazioni arboree, le concimazioni organiche, ecc. La sostanza organica dei terreni fissa quantità enormi di CO2 atmosferica, ma negli ultimi 50 anni abbiamo distrutto più del 50% dell’humus agricolo, provocando, di conseguenza, alluvioni e frane, in quanto la terra non trattiene più l’acqua. Il protocollo di Kyoto stabilisce che coloro che dimostreranno dei crediti di carbonio (fissazione della CO2) e riduzione degli altri gas serra, hanno diritto a pagamenti per il beneficio sociale complessivo. Per l’Agricoltura Biologica si aprono, pertanto, prospettive di grande opportunità finanziarie. Altre centinaia di Miliardi di € che si potrebbero distribuire a chi dimostra di aver incrementato l’humus stabile nei propri terreni, invogliando in tal modo i contadini all’Agroecologia. Essendo, tra l’altro, gli agricoltori le prime vittime economiche e sanitarie dell’attuale situazione disastrosa, oltreche distruttiva della biodiversità planetaria.

Si rammenta inoltre che l’humus è il principale elemento di trattenimento dell’acqua nei suoli e la perdita di sostanza organica causa alluvioni, erosioni e frane… cronaca drammatica della nostra Italia massacrata dalla Chimica in Agricoltura. E’ necessario obbligare al mantenimento delle siepi e degli inerbimenti nei frutteti e delle coperture vegetali prima delle coltivazioni, vietando immediatamente ogni impiego di disseccanti chimici (Roundup e similari), tossici e controproducenti.

Gli OGM rappresentano un vero fallimento premeditato per gli agricoltori… con rischio di perdita della sovranità alimentare delle Nazioni… da cui deriva solo miseria e FAME. Oltre 200.000 sono i contadini suicidatisi in India, negli ultimi 10 anni, per il fallimento delle coltivazioni OGM.

Si pensi, inoltre, al fatto che molte erbe infestanti sono ormai resistenti al Raundup, l’erbicida chimico che verrebbe irrorato in modo massiccio sulle coltivazioni OGM, assorbendosi nei semi (di soia e di mais, cotone, colza, ecc.) delle piante OGM “resistenti ai disseccanti chimici totali”. Con conseguente accumulo nell’ambiente e nelle acque.

La Natura che vogliamo salvare.

Una tradizione ricevuta in eredità dai Padri, ma soprattutto… in prestito dai nostri Figli.

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo,  agernova@libero.it

venerdì 10 giugno 2011

Strada per arrivare a Ospitaletto di Marano (Modena) e programma per l'incontro bioregionale del 18 e 19 giugno 2011

Ricordatevi di portare le vostre poesie da leggere in cerchio....



Per arrivare al luogo dell'incontro della Rete Bioregionale Italiana,  previsto il 18 e 19 giugno 2011 a Ospitaletto di Marano (Modena), ecco le indicazioni stradali pazientemente raccolte  da Caterina Regazzi (ringraziatela quando arrivate).

Per chi viene col camper, ma anche per gli altri, è bene fare una strada che porta ad un luogo ove poter parcheggiare comodamente.
Dall'uscita dell'autostrada Modena sud prendere direzione Spilamberto - Vignola. Arrivati a Spilamberto (sono circa 8 km, proseguire, tenendo sempre la strada principale per Vignola - Fanano. Si passano diverse rotonde. Dopo il cartello Città di Vignola, si arriva ad una rotonda e lì seguire l'indicazione Fanano (andando diritto si attiva in centro a Vignola). Dopo alcuni km si arriva a Marano sul Panaro, si fiancheggia l'abitato e si arriva ad un CONAD sulla destra e un distributore sulla sinistra (EGO). Lì invece di seguire la strada principale che fa una leggera curva a sinistra, si tira dritto (Serramazzoni - Ospitaletto), si continuano poi a seguire le indicazioni per Serramazzoni e Ospitaletto, facendo attenzione perchè ci sono sempre nei bivii, ma a volte non sono ben visibili. Dopo 9 km circa si arriva ad Ospitaletto, passando un borgo che si chiama Rodiano. Non ho visto un cartello con scritto Ospitaletto, ma, appena prima (pochi m.) di un piccolo bivio Serramazzoni (a sx) e Castelvetro (a dx) sulla sinistra della strada, parte una salita abbastanza ripida che finisce contro la chiesa di Ospitaletto. Lì ci sono dei piazzali dove si può parcheggiare auto o camper. Da lì prendere la strada a sinistra della chiesa (guardando la chiesa di fronte) e scendere poi a piedi alla prima a destra dove indica Casona. Dopo poco a sx c'è una scorciatoia in ghiaia (Cà Blu), prendere quella fino in fondo, lì c'è un gruppo di case, andare fino a quella più in basso e chiedere. Siete arrivati. Se vi siete persi chiamate al 333.6023090"


Programma:

La mattina del 18 giugno, che è sabato, alle 10.00 ci si incontra in casa per le sistemazioni ed i convenevoli… Per chi lo desidera è prevista una passeggiatina attorno al luogo per familiarizzarsi e raccogliere qualche erba spontanea per l’insalata. Preparazione collettiva del pranzo, ognuno porta qualcosa, pane, vino, verdure, etc. si mangia verso le 13.00. Il pomeriggio inizio dello sharing, alle 15.30 sino alle 18.00 circa. Poi break tea e passeggiatina nell’orto o lavoretti in casa e preparazione cena. Alle 20.00 si mangia convivialmente, seguono divertimenti poetici e musicali. La notte ognuno si ritira nel proprio giaciglio oppure si attarda a guardare la luna ancora piena in cielo.

La domenica 19 giugno, dopo la colazione, con inizio verso le 10.00, in un posticino tranquillo sotto gli alberi, segue ulteriore condivisione di pareri sui temi trattati. Segue preparazione collettiva del pranzo. Il pomeriggio, verso le 15.30, rush finale sulle cose che ci sono ancora da dire e conclusioni. Verso le 17.30 meditazione in movimento e saluti, baci, abbracci e smontamento delle tende…

Paolo D’Arpini

Rete Bioregionale Italiana
http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/
Ah, durante l’incontro verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale, organo  della RBI, l'edizione del Solstizio Estivo 2011 è stata curata da Rita De Angelis, e vi si parla di Ecologia Sociale.

giovedì 9 giugno 2011

12 giugno 2011 - Analisi della qualità del tempo solare e dell'influenza lunare, al Circolo vegetariano VV.TT.


Continuano a Treia gli incontri gratuiti per lo studio dell'I Ching e del sistema zodiacale cinese integrato dal sistema elementale indiano.

Il calendario Cinese è un calendario lunare, esso comprende 13 lune, da qui si capisce l'importanza che vien data in Cina al nostro satellite.

Gli influssi lunari si fanno sentire nelle fasi di crescita della vegetazione, si osservano nelle maree ed ovviamente anche nella psiche della mente umana.   Questo mese la luna nera è stata il 1 giugno e quella  piena capita il 15 giugno. Il nostro incontro si tiene in una via di mezzo: domenica 12 giugno 2011.

In Cina questo  è il mese  del Cavallo (Gemelli in occidente), è il momento in cui la durata della  luce solare arriva al suo culmine (con il sosltizio estivo), quindi tutto è in crescita e la maturazione è nell'ordine delle cose. L'esagramma relativo a questa stagione è Kien, il Creativo, in cui tutte le linee sono intere (Yang).
Durante l'incontro  analizzeremo il significato di questo esagramma e le sue implicazioni a livello individuale e collettivo.

Inoltre faremo  alcune  considerazioni sulle fasi  lunari:

La luna ci appare sotto diversi aspetti che si chiamano fasi lunari e che  dipendono dalle posizioni relative del sole e della luna, rispetto alla terra.  Il tempo impiegato dalla luna a compiere un giro completo intorno alla terra  equivale a circa ventisette giorni solari medi.

Una di queste fasi è il plenilunio e si ha quando la luna non è più tra la  terra e il sole, ma è la terra che si trova tra la luna e il sole. In questo  modo la faccia illuminata della luna ci è chiaramente visibile e non è più  celata verso il sole.

Il momento più fruttifero del plenilunio, è quello che va da due giorni  prima del plenilunio, abbraccia il giorno centrale in cui avviene, e prosegue nei due giorni dopo. Questi sono i cinque giorni magici nei quali è possibile  sfruttare al massimo l’energia positiva di questo periodo, preparandosi ad essi  dal momento in cui termina il novilunio, ovvero quindici giorni prima del  plenilunio (i giorni variano da mese a mese). Durante questi cinque giorni, la “Gerarchia Spirituale” attiva energie  Cosmiche, Solari e Planetarie specifiche, con le quali inonda l’umanità,  invitandola a salire verso l’alto.

Nei quindici giorni che vanno dal novilunio al plenilunio è propizio fare  una meditazione creativa, mentre, il periodo che va dal plenilunio al novilunio  dovrà essere adoperato per trasmutare i frutti della meditazione, in qualità  dell’animo.

La meditazione è un potente metodo di servizio all’umanità quando la mente  viene usata come un canale di ricezione delle energie di luce, amore e volontà  di bene, e per dirigerle nella coscienza umana. Il momento del plenilunio di  ogni mese offre la grande opportunità di meditare – meglio se in gruppo – come  mezzo di cooperare con il Piano divino o Intenzione per il nostro mondo.

Appuntamento alle h. 10.00 presso la sede del Circolo Vegetariano VV.TT. in Via Sacchette, 15/a - Treia (Macerata). Portare carta e penna per gli appunti. All'ora di pranzo mangeremo il cibo vegetariano da ognuno portato. Nel tardo pomeriggio è prevista una gita ad Ancona.

Per informazioni e prenotazioni:

Paolo D'Arpini - Tel. 0733/216293 -

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P.S. Prima di venire ricordatevi di compiere il vostro dovere andando a votare per i Referendum!